Neo-vergini

Ho finito di ascoltare per intero l’intervento di D’Alema al convegno per il suo nuovo movimento, ConSenso, e devo dire che è ancor peggio di quanto mi aspettassi rispetto all’impressione avuta leggendone alcuni brani sulla stampa.

Pietosa in particolare tutta l’analisi Globalizzazione/Unione Europea/Nazionalismo e desolanti le ricette contro il “populismo” nazionalista.
Davanti alla sciagura neoliberista dell’Unione europea e della globalizzazione propone al solito più Europa e più globalizzazione,  bien sûr riformate e governate in modo che siano meglio socialmente tollerabili.

D’Alema è uomo di sistema, e la  sua proposta di riforma e governance in senso progressista, di cui lui per primo conosce l’oggettiva inconsistenza, è unicamente finalizzata al mero deponteziamento della montante marea euroscettica e no-global,  che quelli come lui vorrebbero distratta verso strade tanto più consolatorie quanto meno praticabili.

Sul fronte italiano, ovviamente, non ci sono tracce di autocritica per le enormi responsabilità che la vecchia classe dirigente a cui appartiene condivide con la nuova (a meno di non considerare autocritica l’unico fuggevole accenno: “Abbiamo rotto con quello che fu il nostro popolo. Un processo che non è iniziato ora ma che la politica del governo di questi ultimi due anni ha fortemente accelerato“. Bontà sua).

Tanta, tanta minestra riscaldata.

Quella che è in corso all’interno del PD non è una nobile battaglia di principi ma una squallida lotta di potere, e D’Alema è solo uno dei tanti duellanti, anche se probabilmente fra i meglio equipaggiati per questo tipo di tenzoni.

Prepariamoci ad assistere nelle prossime settimane a  innumerevoli tentativi, più o meno patetici, di imenoplastica.

E ricordiamoci che questa schiera di aspiranti neo-vergini da almeno venticinque anni si assoggetta con entusiasmo a ripetute deflorazioni.

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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8 risposte a Neo-vergini

  1. cordialdo ha detto:

    Ciao Mauro. E’ gente che, non dagli ultimi 2 anni, è IN MENOPAUSA CEREBRALE e non lo ha ancora capito come ieri ed oggi ha dimostrato Renzi invece di trovarsi un lavoro, uno vero tra quelli che non mai fatto in vita sua.

  2. tramedipensieri ha detto:

    Tutta minestra riscaldata e, intanto, non si vede niente e nessuno di nuovo all’orizzonte.

  3. apoforeti ha detto:

    Da quello che ho visto sul piano locale (https://bondenocom.wordpress.com/2014/10/20/istanze-soteriologiche/) le “istanze soteriologiche” sono destinate ad essere deluse 😦

  4. Sendivogius ha detto:

    Non ho letto l’intervento di D’Alema… sarà per l’effetto saturazione, la noia, o una inguaribile idiosincrasia per il personaggio secondo i motivi da te succitati nella tua magnifica sintesi.
    Diciamo che l’incompatibilità con il “lider massimo” è antica, da quando cominciò 25 anni orsono a tessere le magnifiche sorti progressive della “normalizzazione” e cavalcato abbondantemente l’ondata populista (e forcaiola) ai tempi di “tangentopoli”, quando venne ritenuta funzionale ai ritorni elettorali del ‘Partito’ (memento: “la Lega è una costola della sinistra”), salvo stigmatizzarla come “deriva plebiscitaria” nell’imperscrutabilitá delle vie del consenso, che nel segreto dell’urna presero tutt’altra direzione accordando il proprio consenso altrove. È lo stesso che col medesimo disprezzo liquido il movimentismo a sinistra in chiave anti-globalizzazione, sopprimendolo nella culla e lasciando che la rabbia sociale montasse prendendo altre vie…
    All’epoca Baffo d’oro era in piena svolta liberale, folgorato sulla “terza via” di Tony Blair (oggi ne raccogliamo le macerie). In fondo, è coerente con se stesso. E va ad estinzione insieme agli ultimi dinosauri arroccati nelle vecchie ‘case del popolo’ sull’Appennino tosco-emiliano.
    Che si scannino pure in questa loro faida interna tra vecchi “cattocomunisti”… Vederli sparire sarà un atto (tardivo) di nemesi.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Alla sintesi che hai fatto delle imprese che il baffo sublime ha compiuto aggiungi anche il contributo che ha dato alla gloriosa guerra dei Balcani: sarebbe ingeneroso non riconoscergli quest’altra medaglia.
      Sentivo stamattina che il nuovo partito nato dalla scissione data per probabile potrebbe contare su un 15% dei consensi (D’Alema ha parlato scaramanticamente di un 10%).
      Temo che la nemesi sarà ben più tardiva di quanto auspicheremmo.

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