Per chi suona la sanzione.

Charles Gave è un economista liberale, finanziere e imprenditore, autore di diversi saggi, ideologicamente viene collocato nella destra radicale.
In questa intervista, che in Italia gli varrebbe l’iscrizione d’ufficio nella lista dei putiniani, Charles Gave spiega perché le sanzioni siano in realtà misure destinate a ritorcersi contro l’Europa e favorire gli Stati Uniti, senza peraltro nuocere più di tanto alla Russia.

L’intervista è piuttosto istruttiva anche per il modo civile con cui viene condotta: qui da noi dopo un paio di affermazioni eterodosse del genere l’intervistato verrebbe messo a tacere parlandogli addosso o invocando inesorabili esigenze pubblicitarie.
Non fosse che per questo vale la pena seguirla. È anche divertente osservare il candido smarrimento che manifesta l’intervistatore davanti a concetti tutto sommato intuitivi.

Per chi non avesse familiarità con il francese agevolo un’approssimativa sbobinatura in italiano.

Domanda
Le sanzioni adottate contro la Russia sono efficaci?

Charles Gave
Contro la Russia non sono sicuro, ma contro l’Europa certamente. La Russia è un paese molto autarchico, il commercio è minimo, domina la produzione energetica. Per esempio il 30% dell’energia consumata in Europa ci è fornita dalla Russia. Siccome c’è scarsità di petrolio e d’energia fossile oggi nel mondo perché non se ne è più cercata da dieci anni… ebbene, il prezzo dell’energia continuerà ad aumentare e non ho alcun dubbio che i russi non avranno difficoltà a vendere la loro energia ai cinesi, ai coreani ecc perché tutti la richiedono, soprattutto se possono pagare nella loro moneta nazionale invece che pagare in dollari.

Domanda
Si è detto che la Russia era in stato di default, non era più in grado di pagare i suoi debiti.

CG
E’ l’informazione ufficiale a raccontarlo. Tuttavia li ha pagati. Abbiamo appreso “con stupore” che la Russia aveva dato ordine a una banca americana, nella quale aveva dei conti (non le sue riserve, che sono congelate), di paqare le scadenze; la banca americana ha pagato tutto, e dunque vuol dire semplicemente che i valorosi americani hanno avuto una tale paura all’idea che la Russia potesse fare default – per le complicazioni gigantesche che creerebbe sui mercati finanziari non esistendo le condizioni di default – che il Tesoro e la FED hanno autorizzato a pagare.

Domanda
Ne è sicuro?
!?
CG
Non ne sono sicuro, però la Russia ha detto “abbiamo pagato, abbiamo dato l’ordine alla banca ed è stato eseguito” e nessuno ha smentito. Ci si dice che si bloccano i pagamenti alla Russia, ma le segnalo che le consegne di gas russo all’Europa sono aumentate dall’inizio della guerra…

L’aspetto straordinario è che dal momento che il prezzo di questo gas è enormemente aumentato, a causa di tutte le stupidaggini e della carenza di energia, oggi la Russia riceve dall’Europa cento milioni di dollari al giorno in più. Dunque con delle penalità del genere non soffrirà molto.

Domanda:
Quindi lei ci sta dicendo che la Russia soffrirà meno dellEuropa per le sanzioni che l’Europa a stabilito contro la Russia?

CG
Certo, è proprio quello che dico.

Domanda:
Torno a CG perché mi spieghi. Per esempio ho inteso che il sistema SWIFT è stato vietato a una gran parte della banche russe e dunque ciò minerebbel’economia russa. Anche in questo caso lei non sembra del tutto d’accordo con questa analisi.

CG
Prima voglio dire qualcosa. C’è stata una specie di guerra lampo, fatta dalle banche centrali Europea e Americana, per cercare di distruggere la moneta russa nel giro di una settimana che è fallita completamente. I russi hanno fatto una contromossa molto intelligente: hanno permesso a tutti in Russia di acquistare oro senza IVA.

Domanda
Scusi, ma il corso del rublo è nettamente sceso…

CG
Si ma se ne fregano, all’interno della Russia non è cambiato nulla: niente panico, niente iperinflazione. Dunque il governo russo ha detto se non avete più fiducia nella moneta potete acquistare oro senza IVA, noi ve lo diamo. Questo ha fatto rientrare immediatamente il panico… Il primo punto è che il sistema finanziario russo non è crollato.
Il secondo punto è che la gente non capisce (ed è un peccato, la quantità di cose che la gente non capisce è considerevole, soprattutto a livello dei governi), è che il capitalismo è prima di tutto la ricerca del profitto, ciò che è normale, e in secondo luogo è un sistema di assicurazione reciproca.
Prendete l’esempio di Air France che spende tantissimo in energia: se il prezzo del petrolio incomincia a salire cercherà di coprirsi sui due-tre anni acquistando petrolio a termine. C’è qualcuno che l’assicura contro il rialzo dei prezzi. Questo qualcuno potrebbe essere per esempio Rostec, la grande società di produzione russa. Ma se lei blocca Rostec, se gli impedite di usare il suo denaro e onorare il contratto, allora Air France si ritrova a gambe all’aria quando il petrolio passa da 60 a 120. C’è dunque un sistema di assicurazione nel sistema capitalistico, dove tutti assicurano il rischio di tutti, e i pagamenti all’interno del sistema è fatto attraverso il sistema SWIFT. Lei rompe questo meccanismo molto sofisticato, dove nessuno capisce nulla perché enormemente complicato, con decine di miliardi di transazione al giorno per un valore molto superiore al PIL mondiale… immaginare che si possa rompere un meccanismo così senza avere degli effetti secondari è di un’imbecillità totale.
Quello che hanno fatto è rendere l’insieme del sistema capitalistico estremamente più fragile… È come se lei avesse un’assicurazione incendio per casa sua e il suo assicuratore fallisse: beh, lei l’indomani lei accenderebbe un’altra assicurazione a qualunque prezzo.

Domanda:
Dunque lei descrive un possibile effetto domino come all’epoca della Lehman nel 2008.

CG
È esattamente il crollo di Lehman, hanno fatto il crollo della Lehman alla decima potenza. Non si rendono nemmeno conto di quello che hanno combinato.

Domanda:
Mi domando come mai questa analisi non è stata fatta da coloro che hanno preso queste decisioni. Se ho capito bene, si stanno sparando sui piedi.

CG
Beh, non sarebbe la prima volta. Le racconto una storia. Quando hanno deciso di vietare l’accesso al sistema SWIFT (alle banche russe), la domenica mattina hanno emesso un comunicato trionfale dicendo “puniremo le banche russe e vedrete cosa succede”. La domenica sera c’è stato un secondo comunicato che diceva che alla fine un certo numero di banche, quelle che lavorano su petrolio e gas, sono escluse dalla sanzione. Perché? Perché probabilmente Deutsche Bank e BNP hanno telefonato dicendo “ragazzi, se voi mantenete il divieto a tutte le banche russe qui saltiamo tutti”. Cioè, la mattina non sapevano che se facevano questo saltavano BNP, la Sociétè Générale, Deutsche Bank…
Voglio dire: questa gente è di un’incompetenza che supera ogni aspettativa.

Domanda:
Quali sono i rischi che può correre la Francia e l’Europa più in generale, con queste misure, che malgrado tutto sono state prese per fare pressioni su Vladimir Putin?

CG
Beh, non è difficile immaginarlo. Abbiamo già il più alto costo del lavoro al mondo … il costo del lavoro in Francia è assolutamente inverosimile. Stiamo obbligando il nostro apparato industriale a uscire da un settore dove avevamo un vantaggio competitivo, quello del motore termico, per entrare in quello del motore elettrico, dove non abbiamo nessun vantaggio competitivo. Dunque un aumento gigantesco dei costi sul nostro apparato industriale. E in più ora siamo certi che l’Europa sarà la regione produttiva con il prezzo dell’energia più caro al mondo. Abbiamo comprato con dei contratti a lungo termine, a prezzi più bassi del 40-50% di quelli attuali, e ora i russi venderanno altrove e noi dovremo acquistare questa energia al prezzo di mercato e in dollari, mentre i russi erano d’accordo per essere pagati in buona parte in euro. Vuol dire che l’Europa diventa di gran lunga la parte del mondo meno competitiva. È certo.
Tutti parlano di reindustrializzazione, ma c’è da morire dal ridere. Stanno distruggendo l’industria europea in un batter d’occhio.

Altro ospite
Sì credo che effettivamente è quanto sta succedendo. siamo davanti una crisi energetica maggiore soprattutto in europa e quello che si vede profilarsi è che la russia venderà il suo petrolio e gas ad altri paesi che in seguito lo rivenderanno all’europa con la cresta.

CG
Questo nel migliore dei casi: vorrebbe dire che ne troveremmo. Prendete i dati: la Russia importa 60 mld di dollari pressapoco all’anno dalla Cina, e 60 dall’Europa. I cinesi producono più oi meno tutto quello che produciamo noi, cosa vendiamo ai Russi? Delle auto, delle borse Hermès… Dunque, perdiamo sessanta miliardi di esportazione in un solo colpo.
Gli Stati Uniti sono quasi autosufficienti, dal punto di vista energetico, esportano in tutto da 4 a 5 miliardi di dollari in Russia, vale dire nulla. Dunque gli USA ancora una volta dimostrano di essere pronti a battersi fino all’ultimo europeo.

Domanda:
Vuol dire che gli Stati Uniti si battono contro l’Europa?

CG
Voglio dire che gli Stati uniti sono pronti a battersi per qualunque cosa purché la vittima sia l’Europa.

Domanda
Lei vuol dire che gli USA giocano contro l’Europa
?
CG
Assolutamente. Gli USA stanno distruggendo tutta l’industria europea. È abbastanza semplice: se lei fa aumentare in modo gigantesco i costi di uno dei suoi principali concorrenti, chi ne sarà il beneficiario?

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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7 risposte a Per chi suona la sanzione.

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  2. Sendivogius ha detto:

    Lo sai Mauro che adesso le vestali del Ministero della Verità ti accuseranno di rosso-brunismo, vero?!

    • Mauro Poggi ha detto:

      Credo che entrambi siamo iscritti nell’apposito registro da parecchio tempo… 🙂

      • Mauro Poggi ha detto:

        Per quanto mi riguarda, peraltro, ho più o meno tirato i remi in barca e ridotto all’osso la mia velleitaria partecipazione al “dibattito” in questo paese.
        La pressoché unanime omologazione alla narrazione dei padroni del discorso, che non ammettono contraddittorio e non esitano a mettere alla gogna le rare voci in dissenso, anche quando provengono da figure di grande rilievo intellettuale (vedi Barbero, Canfora, Orsini, Agamben eccetera), ammetto che ha finito col deprimermi.
        Alla lunga, diventa frustrante continuare a dare testate contro muri di gomma o scagliarsi lancia in resta contro i mulini a vento. Non hai idea di quanti intellettualmente insospettabili ho dovuto dolorosamente ridimensionare in questi ultimi anni per emerse incompatibilità da conformismo cognitivo. Alla fine uno pensa: se la gente ama così tanto la propria comfort zone al punto di lasciarsi entusiasticamente manipolare, beh, che si fotta.

        • Sendivogius ha detto:

          Mah sai?! Ho il discutibile privilegio di ‘smazzare’ fuori casa 13 ore al giorno. Tempo libero me ne rimane poco. Di solito lo impiego leggendo. Di sicuro non lo spreco davanti ad un televisore, assistendo alla parata delle sturmtruppen da salotto in giuramento atlantico, se non come grottesco fenomeno di costume cortigiano.
          Tuttavia, stando molto tempo in giro per lavoro, mi confronto quasi esclusivamente con “gente comune”… e (forse) ti stupirebbe constatare quanto buonsenso, pragmatismo e libertà dI giudizio, ne contraddistingua la capacità di giudizio, nello scollamento tra “paese reale” e la bolla dell’infotaiment in cui gorgheggiano le larve di un “potere” sempre più autistico e remoto: aspirante culturame di regime pagato a chiacchiere, che sostanzialmente difende il proprio stipendio e premi di ingaggio.

  3. Mauro Poggi ha detto:

    Effettivamente, se è attendibile il sondaggio di Pagnoncelli per cui il 70% degli intervistati si è detto contrario all’invio di armi in Ucraina – nonostante l’enorme macchina propagandistica allestita, forse non tutto è perduto. Mi auguro sinceramente che sia tu ad avere ragione, e che la mia esperienza non sia affatto rappresentativa,

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