Breve guida al bombardamento di Hiroshima e Nagasaki

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Di Jonah Walters, su Jacobin

Settant’anni fa gli Stati uniti fecero esplodere una bomba atomica al plutonio sopra la città giapponese di Nagasaki, uccidendo fra le 40 mila e le 80 mila persone.
Era la seconda volta che un’arma nucleare veniva usata in tempo di guerra. La prima volta era stata tre giorni prima, quando gli Stati Uniti avevano fatto esplodere su Hiroshima una bomba all’uranio. In quell’attacco erano morte fra le 90 mila e le 170 mila persone.
Si tratta di una delle maggiori atrocità mai perpetrate in tempo di guerra. Il sistema politico e militare statunitense scatenò tutto il potere distruttivo della più potente arma mai creata sulla popolazione inerme di due città la cui importanza strategica era a dir poco  scarsa.
Fu una brutale dimostrazione di forza che annunciava al mondo il nuovo superpotere americano, stabilendo la posta in gioco dell’incipiente Guerra Fredda.

Un rapporto del Dipartimento di stato scritto sotto l’amministrazione Carter spiegava: “I sovietici sanno che questa terribile arma è stata usata due volte nella storia, e che entrambe le volte la decisione è stata presa da un Presidente americano. Devono quindi tenerlo ben presente nei loro calcoli”.

L’attacco nucleare su Hiroshima e Nagasaki resta uno dei momenti più vergognosi della storia americana. Forse proprio per questo è anche uno dei momenti meno studiati. Spesso è stata accantonato come atto di semplice ingenuità – quasi che il Presidente Truman fosse inconsapevole delle micidiali conseguenze – oppure come crudele insensibilità, svuotando così questi eventi del loro contenuto politico.

Gli Stati Uniti dovevano bombardare Hiroshima e Nagasaki per finire la guerra?

No. I leader di allora avevano chiaramente compreso che esistevano altre opzioni. Truman ne fa menzione nelle sue memorie, rammentando la sua preoccupazione che se il test atomico fosse fallito l’invasione sovietica del territorio giapponese avrebbe fatto precipitare la resa del Giappone, amplificando l’influenza sovietica in Asia.  I Capi di Stato Maggiore dell’esercito americano avevano perciò preparato un loro proprio piano di invasione terrestre, una strategia sviluppata espressamente per evitare l’uso delle armi nucleari nel Pacifico.
Ma ancora più importante, il Giappone era profondamente isolato dopo la sconfitta della Germania nazista. Lo Stato giapponese aveva iniziato a collassare, con l’esercito e le burocrazie di governo alle sbando. La dichiarazione di guerra sovietica, che avvenne l’8 agosto, tra la bomba di Hiroshima e quella di Nagasaki, lasciò in preda al panico il Primo ministro giapponese Kantarō Suzuki. Quando gli fu consigliato di non pianificare una risposta militare all’imminente invasione, si racconta che abbia risposto: “Allora il gioco è finito”.

Qualunque sia la cinica agenda che indusse i leader americani a distruggere centinaia di migliaia di vite giapponesi con la nuova apocalisse tecnologica, essa non mirava a prevenire ulteriori sofferenze. Il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki fu un barbaro e catastrofico messaggio dimostrativo di forza militare all’Unione Sovietica e altre potenze ostili all’egemonia globale americana. Non fu per finire la guerra. Fu per annunciare la determinazione americana ad usare armi apocalittiche su popolazioni civili. Nell’agosto del 1945, il Presidente Truman e il sistema di potere americano puntarono una pistola alla tempia del resto del mondo.
Questa pistola è puntata ancora oggi.

Quali furono gli effetti del bombardamento?

Alle 11 del mattino, il 9 agosto 1945, la bomba fu sganciata sopra Nagasaki. Quando esplose, 46 secondi dopo lo sganciamento, ci fu un accecante lampo di luce seguito dieci secondi dopo da un boato assordante.
Alcuni anni dopo, il pilota Kermit Beahan avrebbe descritto l’esplosione in questi termini: “Vidi ribollire una nuvola a forma di fungo con lampi arancione, rossi e verdi. Sembrava una foto dell’ inferno. Il terreno era coperto da fumo nero che rotolava in ogni direzione“.

La temperatura dell’esplosione è stata stimata a 3000 gradi, abbastanza calda da incenerire corpi umani. Gli aguzzi raggi di calore trasportavano enormi quantità di radiazioni , impercettibili sul momento, ma con devastanti effetti. Si stima che il 46% di chi ne fu esposto ha sviluppato in seguito forme di leucemia.

L’oscenità dell’attacco nucleare è vividamente illustrato dai testimoni che sopravvissero, conosciuto come hibakusha.

La signora Emiko Fukahori aveva sette anni quando l’esplosione lo sorprese mentre giocava in un boschetto di bambù nei pressi di Nagasaki:image29-1 “Ero totalmente assorta a giocare, quando ho sentito il suono di un aeroplano (un B-29). In qualche modo ho capito immediatamente che doveva essere un aereo nemico… Io e le altre bambine abbiamo cominciato a correre verso un rifugio vicino. Quando la bomba è esplosa, la prima a entrare nel rifugio è stata Sumi-chan, poi io, e dietro veniva un’altra bambina. La bambina morì sul colpo, incenerita. Mentre entravo ho sentito l’ondata di calore sulla schiena, non ho fatto la stessa fine della terza bambina per un soffio.
Quando ho lasciato il rifugio, c’erano adulti con bruciature in tutto il corpo che respiravano a fatica. Intorno era cambiato tutto, i grandi bambù erano stati abbattuti. Una donna coperta di sangue è spuntata dal basso, spaventandomi, gridando che la aiutassero. Avevo dimenticato che la mia casa era davanti a me, e mi sono messa a correre verso un grande rifugio antiaereo. Mentre correvo, vedevo gli amici che vivevano nella casa sotto la mia morire uno dopo l’altro. Non ero triste o spaventata. Pensavo che fosse perfettamente naturale che la gente morisse dopo un bombardamento“.

Anche il fratello maggiore di Fukaori sopravvisse all’esplosione. Ma come tanti che subirono le radiazioni, la sua salute incominciò a deteriorarsi subito dopo.
Cominciò a soffrire di emorragie nasali circa una settimana dopo il bombardamento. Fu chiamato un dottore. Mia zia mise una bacinella accanto lui e lo vegliò tutta l anotte. Ma l’emorragia dalle gengive e dal naso diventava sempre più grave, e il 22 morì.
Poco prima di morire si lamentava di forti dolori allo stomaco e alle gambe. Io gli dormivo accanto, e lui mi chiese di portargli un coltello perché aveva una bomba atomica nello stomaco. Non potevo sopportare di vederlo soffrire a quel modo, così gli portai un coltello, ma mio zio mi ha sgridato.
Il corpo di mio fratello non aveva più sangue. Era bianco come un manichino di cera. Mia madre morì a Nagasaki più o meno lo stesso giorno, e mia sorella e il mio fratello più piccolo morirono piangendo sul suo corpo. Mi è stato detto che sono stati seppelliti lo stesso giorno
“.

Tatsuichiro Akizuki all’epoca era un giovane dottore al Centro Ospedaliero di Nagasaki,  a meno di due chilometri dall’epicentro dell’esplosione. Rammenta il fumo giallo che fluttuava attraverso gli edifici crollati.

image10-1Dopo 10 o 15 minuti, una folla di gente ferita incominciò a fluire su per la collina dell’ospedale. Le persone nei campi e nella strade sembravano bruciate al calor bianco e avevano perduto i loro vestiti. Si trascinavano barcollando verso di noi, le mani alla testa, chiedendo aiuto.
Quelli che vennero dopo erano differenti. Le facce erano nerastre e gonfie come zucche. Non si potevano distinguere gli uomini dalle donne. Si fermavano a lavarsi nel fiume, ricominciavano a camminare e poi si fervamano di nuovo a lavarsi… Poi cadevano a faccia in giù e non si muovevano più. La riva era cosparsa di corpi anneriti….
Alcuni corpi avevano la testa squarciata, o l’intestino che usciva dall’addome. La maggior parte aveva bruciature alla schiena e sulla faccia, alle gambe e ai polpacci, al petto e all’addome. La gente che si era trovata nei campi e nelle risaie si era girata a guardare quando era arrivato il lampo della bomba, così furono ustionate davanti e dietro contemporaneamente“.

Gli effetti del bombardamento si sono protratti per ancora molto tempo. Amnesty International ha stimato che alla fine di quell’anno 70 mila persone erano morte a Nagasaki per le conseguenze tossiche delle radiazioni. Nei 40 anni che sono seguiti  ne morirono altre 24 mila.
Il 2 novembre 1945, il Giappone firmava la resa cedendo il controllo dello stato e della propria economia all’occupazione americana.

Qual’è l’opinione del pubblico americano?

L’orrore senza precedenti di una guerra nucleare – così incautamente scatenata della dirigenza americana senza alcun riguardo per il democratico processo decisionale o per la  vita umana – riuscì a dividere perfino la spavalderia patriottica del fronte interno della guerra. Anche se gli elementi conservatori del pubblico e la maggior parte dell’apparato militare approvarono l’uso della bomba lodando la scelta di Truman, gli americani in generale ne furono profondamente scossi.
Perfino Truman sentì la necessità di fare un po’ di marcia indietro quando le dimensioni della devastazioni divennero chiare. Invece del petto gonfio tipico dei presidenti di guerra, egli si produsse in alcune tiepide dichiarazioni:
Mi rendo conto della tragica valenza che riveste la bomba atomica… È una terribile responsabilità… Ringraziamo Dio che questa responsabilità sia toccata a noi anziché ai nostri nemici, e preghiamo che Egli possa guidarci ad usarla nella Sua via e per i Suoi scopi“.
Ma perfino l’Organizzazione Cristiana americana, famosa per la sua scarsa propensione a contraddire il Presidente o criticare l’esercito, non si dimostrò troppo soddisfatta di questa pseudo-teologica giustificazione per una tale incurante distruzione di vite umane. Nel 1946 il Consiglio Federale delle Chiese emise un comunicato:
Come cristiani americani, siamo profondamente pentiti dell’uso irresponsabile che è stato fatto della bomba atomica. Conveniamo che qualunque sia il giudizio in linea di principio della guerra, i bombardamenti a sorpresa su Hiroshima e Nagasaki sono moralmente indifendibili“.

Dal punto di vista internazionale la risposta fu ancora più negativa. Pochissimo il supporto fra i milioni di persone delle nazioni del Terzo mondo, che ora potevano costatare il grado di crudeltà bellica degli Stati Uniti. Anche l’Europa, indebolita dalla guerra e con le proprie città demolite,  fu profondamente impressionata dall’incurante ferocia della macchina bellica americana. Le conseguenze dei bombardamenti erano così sconvolgenti che nessuno poteva esprimere un’approvazione senza attirarsi le critiche da ogni schieramento, di sinistra, di destra e del centro.

Tuttavia, fedele a se stesso, la seduzione sciovinistica degli americani per la potenza militare statunitense si è dimostrato abbastanza forte da trasformare in eroi di casa alcuni dei partecipanti all’attacco nucleare, incluso il navigatore del bombardiere di Hiroshima Enola Gay, che è stato acriticamente celebrato da un giornale della sua città non più tardi dell’anno scorso.

Quali sono stati gli effetti del bombardamento sulla politica globale?

Dopo l’introduzione delle armi nucleari negli arsenali militari delle grandi potenze mondiali, emerse un un forte movimento internazionale per il disarmo che accusava i leader globali di cinismo per aver messo l’umanità sulla strada dell’annichilimento. Con l’orrore di Hiroshima e Nagasaki ancora vivo nella mente di molti, il movimento rapidamente andò acquisendo una reale forza politica internazionale, che contribuì a stabilire quel clima culturale che portò al Trattato di Non-proliferazione del 1970.

Nel 1982 un milione di persone scesero a dimostrare al Central Park di New York, chiedendo la fine bilaterale dei test nucleari per ridurre la Guerra fredda. È  ricordata come la più grande manifestazione politica della storia americana.

Nonostante la pressione dell’opinione pubblica, la minaccia nucleare continua a essere una potente merce di scambio nei negoziati diplomatici.
Ironicamente, gli Stati Uniti si sono attribuiti il ruolo di guardiani della tecnologia nucleare mondiale – come se la spettacolare dimostrazione del 1945 avesse garantito loro il diritto storico di stabilire chi è autorizzato a possederla e chi no. Ciò ha in qualche modo mascherato il continuo interesse degli USA a sviluppare sempre maggiori capacità nucleari facendosi beffe dei loro stessi trattati di non proliferazione.
Più recentemente, la comunità internazionale ha assistito alle dimostrazioni di forza americane in risposta alle ambizioni nucleari dell’Iran, e lo spettro della guerra nucleare è stato sollevato due volte per giustificare l’Intervento militare USA in Iraq.

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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