Je suis la Grèce, je ne suis pas européiste.

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In Grecia, durante un dibattito televisivo dove partecipano alcuni membri dell’attuale governo greco, una signora interviene telefonicamente contro il deputato di Nea Demokatria Kostas Hatsidakis e in difesa di Tsipras, sul quale gli astanti hanno espresso critiche. In una breve requisitoria, manifesta la rabbia per le condizioni in cui versano milioni di greci e l’indignazione per una classe politica che se ne lava le mani.

I sottotitoli sono in spagnolo, facilmente comprensibili. A ogni buon conto li ho tradotti, anche se l’eloquenza del video è tutta nello sdegno esasperato della voce e nella maschera dei personaggi mentre ascoltano impietriti.

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[…]
Signora:
Buone feste a tutti. Per favore, vi prego… Non riusciamo a capirvi, quando parlate tutti insieme.
Conduttore:
Ha ragione, signora. La responsabilità è mia..
Signora:
No, è responsabilità di tutti. Disgraziatamente, abbiamo imparato a interromperci gli uni con gli altri.
Vorrei rivolgermi personalmente al signor Hatsidakis. Signor Hatsidakis, per caso lei si crede un buon cristiano? E pensa che il signor Tsipras sia meno cristiano di lei? Glielo chiedo, Signor Hatsidakis, perché se lei è veramente un buon cristiano e conosce il messaggio e la parola di Dio, dovrebbe metterli in pratica. Non basta farsi il segno della croce. Le è mai capitato di dover passare la notte digiuno, signor Hatsidakis? Ha mai subito la minaccia delle banche di toglierle la casa che si è costruito durante anni? Ha mai dormito su un materasso gelato?
Che cosa ha fatto per tutte le persone che hanno patito queste cose?
Vorrei una risposta.
Ho votato per anni Nea Demokatria, e adesso voterà Alexis Tsipras. Non perché credo che Alexis Tsipras mi porterà il Paradiso, no. Confido nella purezza delle sue parole e nel suo sguardo. Non ho fiducia in quell’altro ridicolo, malvagio e mascalzone… [il riferimento è a Samaras, il leader di Nea Demokratia].
Abbassate la testa? Non avete nulla da dire?
Sono vedova. Ho un figlio che studia e mi date 360 euro di pensione. Come volete che viva, con questo?
Rispondetemi, per favore! Non sono l’unica, sono tanti i greci che dormono dentro case gelate, che la sera non hanno nulla da mangiare! Le è chiaro, signor Hatsidakis? Le è ben chiaro? Questo è un grido di dolore!
Volete sapere cosa dice la parola di Dio? “Quando governano leader pietosi il popolo è felice, quando gli impuri hanno il potere il popolo è afflitto”. Riflettete su quale posto state occupando. Alexis Tsipras ha anima, purezza e forza. Grazie, ringraziamo che per Nea Demokratia la cuccagna è finita!
Conduttore:
Grazie signora Katsulis, grazie molte. Pubblicità, per favore.

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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9 risposte a Je suis la Grèce, je ne suis pas européiste.

  1. Gabriella Giudici ha detto:

    Toccante, da quasi un mese faccio il conto alla rovescia. Je suis la Grèce.

  2. tramedipensieri ha detto:

    Eh, si…ha del coraggio la signora. Spero non abbia nessun tipo di ritorsioni.

  3. voltaire1964 ha detto:

    Pur non comprendendo ogni parola del dialogo, il tono e’ di per se’ commovente. Anche per l’enorme baratro tra la voce della sincerita’ e l’altra (cui siamo purtroppo abituati) del politically correct.

  4. mcc43 ha detto:

    “Vamos a publicidad, por favor” . Dallo sdegno addolorato allo spot, siamo dentro un tritatutto.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Immagino che mai come questa volta l’interruzione pubblicitaria sia giunta gradita a conduttore e invitati.
      Mi ero fermato ai ringraziamenti del conduttore e mi ero perso questo dettaglio, lo aggiungo alla traduzione. Grazie per avermelo segnalato, lo aggiungo alla traduzione.

      • mcc43 ha detto:

        Ho perfino il sospetto che l’obbligo pubblicitario abbia indotto il conduttore a troncare così bruscamente la signora. I “valori” innanzitutto

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