Annamaria for president

Avevo già avuto modo di apprezzare Annamaria Cancellieri quando dichiarò che il problema della disoccupazione fra i giovani dipendeva dal fatto che costoro cercassero il posto fisso, nella città natale e a fianco di mamma e papà, secondo una corrente di pensiero che risale al compianto Padoa Schioppa (quello dei “bamboccioni”).

Con ritardo colpevole leggo il riassunto che AGI  dà dell’intervista a Repubblica,  a proposito del nuovo rischio terrorismo dopo l’agguato a Genova al dirigente di Ansaldo Nucleare. La strategia di difesa di tutti gli obiettivi implica, sostiene Annamaria,  un dispiegamento enorme di uomini, e poiché “non possiamo sottrarre forze all’attività investigativa e al controllo del territorio” rischiando di lasciare scoperti “altri possibili focolai di emergenza” sarà necessario ricorrere all’esercito.
A beneficio di coloro che già paventavano un Paese brulicante di soldataglia, stile repubblica sudamericana, a presidiare il territorio contro il terrorismo e di passo, magari,  a sedare i disordini che il default prossimo venturo potrebbe provocare,  il Ministro l’indomani precisa che “non ci sarà un incremento di uomini in chiave antiterrorismo”, si utilizzeranno quelli che già ci sono, “con una razionalizzazione”.
Non cambia nulla, in buona sostanza: il provvedimento a cui pensa è un non provvedimento e la notizia è una non notizia.

Anche della dichiarazione del giorno dopo, “la TAV è madre di tutte le preoccupazioni”, il Viminale ha quasi immediatamente fornito l’interpretazione autentica. Le preoccupazioni TAV sono legate non al rischio terroristico ma alla realizzazione delle opere. Se si considera che già nel 1991 c’era chi autorevolmente sosteneva che l’opera andasse portata a termine entro il 1997 (data in cui, in assenza di interventi e viste le proiezioni di incremento del traffico, la tratta sarebbe collassata) è umano che il Ministro ci perda il sonno, e che altre meno urgenti questioni (l’incombente implosione dell’Europa, le aziende che chiudono a ritmo forsennato, la disoccupazione che cresce per via esponenziale, la povertà che si allarga a macchia d’olio…) passino in secondo piano.

Ma per tornare all’intervista, è giusto ricordare altre affermazioni che per acutezza e originalità sono a dir poco dirompenti.
Il Ministro ha auspicato in questa fase il massimo della coesione: il governo ce la può fare, ma ha bisogno del sostegno di tutti i partiti, che “devono aiutarci ad abbassare la tensione sociale”. (Qui magari qualcuno avrebbe dovuto spiegarle che ormai agli italiani, a parlargli di partiti, la tensione sociale gli si impenna).
E poi:
Le tasse devono essere pagate, farlo è un dovere.
Stiamo vivendo un momento drammatico, ma ne usciremo.
L’Italia non è la Grecia.
Tutti devono fare uno sforzo per contribuire alla tenuta del paese.

A non sapere che l’intervistato era il Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, uno poteva pensare che chi parlava fosse il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Che Annamaria si stia allenando per succedergli?

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2 risposte a Annamaria for president

  1. grandebeltazor ha detto:

    Reblogged this on Verso un Mondo Nuovo and commented:
    Ci sono, al potere, persone che inciampano sull’ABC della democrazia. Non è analfabetismo di ritorno, è solo aristocrazia dell’animo e dell’intelletto. In genere queste persone finiscono per darsi la zappa sui piedi, per via del loro eccessivo distanziamento dalla realtà.

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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