Caro signor Presidente, sommessamente vorrei chiederle…

Signor Presidente,

Fra poche ore Lei avrà l’incombenza rituale del discorso di fine anno. Non La invidio, difficile trovare qualcosa di originale da dire: la ritualità uccide l’inventiva e stordisce l’attenzione. A Lei la noia di pronunciarlo, a noi quella di ascoltarlo.

Non sta a me suggerirLe gli argomenti, quest’anno impietoso gliene procurerà a iosa; ma vorrei chiederLe, sommessamente, di non ripetere quello che Le ho sentito dire un paio di settimane fa, quando a proposito della grave crisi che l’Italia sta attraversando Ella affermò che  “il Paese chiede sacrifici agli italiani di tutti i ceti sociali, anche agli italiani dei ceti meno abbienti”.

Vorrei farLe notare, signor Presidente, che i ceti meno abbienti stanno pagando la crisi da almeno quattro anni, con cassa integrazione, precariato, disoccupazione. Vorrei farLe notare che il reddito disponibile di questi italiani, in termini reali, non cresce dal 1992 (fonte: M. Draghi, 2007), e che nonostante siano coloro che assicurano all’erario il maggior gettito fiscale, sono i primi a scontare il progressivo, inesorabile  degrado dei servizi loro dovuti come corrispettivo: la sanità e la scuola in primo luogo.
Vorrei farLe notare che non mi risulta che i ceti più fortunati abbiano sinora fatto altrettanti sacrifici, e che stasera – mentre in molte case si festeggerà il nuovo anno con qualche botto e una bottiglia di spumante comprata al discount, in alcuni locali qualcuno pagherà “dai 2.000 ai 30.000 euro” solo per sedere a un tavolo.
Vorrei farLe notare, signor Presidente, che quella sfortunata affermazione è giunta a molti di noi tanto più infelice in quanto pronunciata da una persona la cui storia dovrebbe aver messo al riparo da siffatti infortuni verbali, e che anche tenendo conto del suo attuale ruolo di super partes, ci saremmo aspettati da parte Sua che avesse detto invece: “il Paese chiede sacrifici agli italiani di tutti i ceti sociali, non solo agli italiani dei ceti meno abbienti”.

Quella di stasera potrebbe essere una buona occasione per farlo.

Contraccambio anticipatamente gli auguri. Con osservanza

Mauro Poggi

Advertisements

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
Questa voce è stata pubblicata in Economia e finanza, Società e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Caro signor Presidente, sommessamente vorrei chiederle…

  1. Pingback: Napolitano: gli auguri di fine anno e il discorso programmatico « Mauro Poggi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...