Mario Monti, il PD e un argomento di riflessione

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Chi non si ricorda di Mario Monti?
Fu l’uomo che a fine 2011 venne mandato dall’Euro-provvidenza  a salvarci dal baratro sull’orlo del quale ci aveva spinto l’Impresentabile.
Quello che Giorgio Napolitano  unse propedeuticamente senatore a vita, tralasciando di spiegare al popolino quali fossero gli “altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario” con cui aveva “illustrato la Patria” (cfr art 58 Cost).
L’uomo che nel breve volgere di 12 mesi, con il sostegno “senza se e senza ma” dei tanti Bersani, portò la disoccupazione da 9,30%  a 10,80%, il rapporto debito/PIL da 120,7% a 126,4%, avviando una prassi, tutt’ora in vigore, di sistematico depauperamento del Paese.
Quello che per sua stessa ammissione (in inglese, non sia mai che a dirlo in italiano gli italiani capissero), distrusse la domanda interna: “We are gaining a better position in terms of competitiveness because of the structural reforms. We’re actually destroying domestic demand through fiscal consolidation” –  Stiamo guadagnando una posizione migliore in termini ci competitività grazie alle riforme strutturali. In realtà stiamo distruggendo la domanda interna per mezzo del consolidamento fiscale.

Quello, ve lo ricordate?, che considerava la Grecia il più grande successo dell’euro.
Quello che “non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti(chiosa: e soprattutto non dobbiamo preoccuparcene fin tanto che a sopportarne le conseguenze non sarà la classe elitaria che rappresento).

L’uomo che quanto a livello di empatia sociale poteva competere con un’ameba, pur non potendosi dire altrettanto espressivo.

Bene, quel Mario Monti riappare all’indomani delle elezioni europee con due interviste, ad Agorà (Rai3) e TGCom24, per rivendicare la paternità della linea politica del Governo Renzi. Con ciò avallando la scelta di voto degli ex simpatizzanti di Scelta Civica, riversatisi in massa sul PD, dove vedono ormai ampiamente rappresentate le loro pulsioni neo-liberiste ed euroTeiste.
Lo segnala questo articolo dell’Antidiplomatico, da cui stralcio alcune significative dichiarazioni dell’ineffabile nostro:

1) Mantenere disciplinati i conti e fare riforme strutturali per la crescita, avendo voce in Europa, è la stessa linea del mio governo.
2) Se Renzi avesse vinto le primarie contro Bersani nel 2012, l’unica mia esitazione nella decisione che ho dovuto prendere alla fine di quell’anno, sarebbe stata ‘Renzi fa la politica che io vorrei; ma avrà poi la capacità per realizzarla?’. Ma scommettendo sulla fiducia nella sua realizzazione, Scelta civica non sarebbe nata.
3) Il Pd di Renzi è di sinistra? Nel senso della visione del sistema economico sociale, NO. E questo è un vantaggio, un importante passo verso la modernizzazione.
4) A un Pd conservatore dei valori della sinistra preferisco un partito più nebuloso e non schierato a destra o sinistra come è quello guidato da Renzi.
5) Altri sono più bravi di me ad organizzare il consenso. Renzi è bravissimo.
6) Io con le mie politiche di rigore ed europeisti vinsi la doppia sfida di evitare due mali. Renzi vinca ora quella di realizzare due beni: riformi l’Italia per riformare l’Europa.
 
Giustamente l’articolo conclude ponendosi delle domande.
1) Possibile che nessuno fra i dirigenti del PD abbia sentito l’esigenza di marcare le distanze?
2) Possibile che a nessuno fra gli elettori storici del PD sia venuto il dubbio di aver votato una gigantesca lista civetta?

A beneficio di chi si riconoscesse fra i destinatari della domanda numero 2, pubblico una considerazione apparsa in rete, con il consiglio di leggerla attentamente e rifletterci a lungo:

Considerazione piddini

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Informazioni su Mauro Poggi

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12 risposte a Mario Monti, il PD e un argomento di riflessione

  1. Gabriella Giudici ha detto:

    Il che non dovrebbe spingerci a votare fascisti che oggi aprono a temi anti-liberisti o euristi. Lo dico con rammarico tanto più profondo quanto più vedo l’algido professore fare spallucce e riciclarsi con nonchalance dopo aver fatto endorsement persino alla Meloni, lasciando voi nel rammarico e nello sconforto.

  2. Mauro Poggi ha detto:

    “Lasciando voi” chi, Gabriella?

    • Gabriella Giudici ha detto:

      Lasciando nello sconforto quelli che hanno aderito all’idea di votare un indipendente nella lista della Lega nord, sperando di esprimere un voto antiestablishment e anti-euro e non solo di rafforzare un partito razzista e xenofobo.

      • Mauro Poggi ha detto:

        Appartengo alla categoria di quei votanti, ma non mi riconosco negli sconfortati. Il mio sconforto ha ben altre origini. Posso chiederti per chi hai votato, anche in via privata?

  3. Gabriella Giudici ha detto:

    Ho votato, senza entusiasmo, per Tsipras, con il grande sospetto di aderire al nuovo Pasok e sperando di sbagliarmi. Alle amministrative per i cinque stelle, in funzione antipd: mi sto astenendo al secondo turno che vede l’imbelle e corrotto sindaco piddino uscente sfidato da altettanto tristo figuro forzista.

  4. Gabriella Giudici ha detto:

    D’altra parte, è ben dura la vita per chi cerca rappresentanza democratica in una paese liquefatto come il nostro.

  5. Mauro Poggi ha detto:

    Già, è ben dura. Sono contento che da noi non avevamo altro problema che le elezioni europee: a livello politico non avrei davvero saputo a che santo “votarmi”.

  6. Adriana ha detto:

    Incisivo l’articolo e bellina la pergamena.
    Dico “bellina” perché voglio imparare la lingua del capo dell’esecutivo, nel senso di gente che esegue.
    Del resto, neppure a farlo apposta, un amico poco fa mi ha detto “Bisogna vedere cosa fa Renzi, bisogna vedere cosa dice Bruxelles”.
    Appunto.
    Non ho discusso per non ritardargli la cena, anche considerato che non rientra nella categoria degli elettori storici.
    Commento spassionato alla pergamena: Ahahahahahahaha.

  7. Sendivogius ha detto:

    “L’uomo che quanto a livello di empatia sociale poteva competere con un’ameba, pur non potendosi dire altrettanto espressivo.”

    GRANDE!! Ci sono diritti di copyright o posso riutilizzare la metafora?

    “Possibile che a nessuno fra gli elettori storici del PD sia venuto il dubbio di aver votato una gigantesca lista civetta?”

    Nel segreto dell’urna, e nel silenzio del proprio lettino, qualcuno sì, sicuramente.
    Ma la maggioranza di questi è tutta inebriata dalla vittoria europea di Renzi. Ormai le elezioni sono una questione di tifo calcistico: si tifa per la squadra del cuore, a prescindere dal gioco e dalla condotta di giocatori e allenatori.
    Per tastare il polso dell’elettore militante “demokrat”, di solito leggo “Il Movimento dei Caproni” (ovviamente tutto in risposta anti-grillista): blog intelligente, interessante (molto schierato)… Ecco, leggiti, ovviamente se vuoi, gli ultimi post (specialmente quelli dedicati all’esecrata Sinistra) per capire la metamoforsi in atto. Sono posseduti dallo spirito del Renzi (e in questo non sono diversi dagli invasati di Grillo). In quanto alla trasformazione neo-democristiana, questa sembra oramai irreversibile.

  8. Mauro Poggi ha detto:

    Nessun copyright, usala pure 🙂
    Non conosco quel blog. Ne prendo nota e lo visito appena possibile.
    La situazione in Italia è talmente degradata che la voglia di scriverne è sparita: pensi di essere arrivato in fondo e ogni volta ti accorgi che stanno scavando per scendere ancora più in basso. Allora mi rendo conto che la loro ostinazione a scavare è molto più grande della mia ostinazione a incazzarmi.
    Oggi ho letto su FB che Ferruccio De Bortoli, commentando i risultati elettorali e l’astensionismo, avrebbe auspicato l’intervento della Troika affinché “gli italiani imparino a essere italiani”… Gli ho mandato un tweet per chiedergli se confermava. Se conferma c’è di che essere preoccupati, vista l’assenza di reazione… vero è che qualcosa del genere è già successa con Travaglio, che in TV avrebbe affermato che senza l’euro gli italiani sarebbero rimasti le merde che sono sempre stati.

    • Sendivogius ha detto:

      Le nostre pseudo elite culturali (auto-nominatesi tali) sembrano alternare la propedeutica della punizione, alla funzione pedagogica del “podestà forestiero” in qualità di tutore. Perché il “popolo è minorenne”… alle nuove oligarchie del potere il compito di decidere in sua vece e condurlo per mano verso ciò che è reputato più giusto per lui… E, se fa i capricci, ad altri “il compito di reprimere”. Proprio come nella “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Petri.
      Supra leges et legibus soluti.
      Siamo al delitto perfetto, consumato nella più totale impunità. E la vittima designata è proprio la Democrazia, così come l’avevamo intesa finora: un lusso che non possiamo più permetterci, direbbe qualcuno troppo intento a “fare i compiti a casa” mentre la scuola va a fuoco ed il “maestro” molesta gli alunni dietro la lavagna.

      P.S: Ho riscoperto la TV con l’avvento del digitale terrestre: al di fuori di Iris, RAI 4 e RAI Cinema e RaiNews24, non vedo altro… A quanto pare, a giudicare da Travaglio & Co, per il resto sembra che non mi sia perso nulla.

  9. Gabriella Giudici ha detto:

    Sono sempre De Bortoli e Travaglio, Mauro, non c’è da sperare in impossibili evoluzioni di percorso. Comunque Sendivogius ha ragione, quella tua immagine di Monti torna sempre in mente anche a me e non smette mai di divertirmi 🙂

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