Human

 

Composizione

Yann Arthus-Bertrand (1946) è un fotografo e documentarista francese, specializzato in riprese aeree, che si occupa soprattutto di ambiente . Ha realizzato libri e documentari ed è fondatore e presidente della fondazione Good Planet. Il suo primo lungometraggio, lo splendido Home del 2009, è disponibile su Youtube in varie lingue; la versione italiana che ho linkato a oggi ha avuto quasi 2 milioni di visualizzazioni.

Tramite la fondazione Good Planet, da anni va raccogliendo migliaia di testimonianze in giro per il mondo, in un progetto intitolato “7 Miliardi di Altri“. index
Arthus-Bertrand spiega: “Tutto è cominciato da un’avaria all’elicottero, un giorno, nel Mali. Mentre aspettavamo il pilota, ho discusso con un uomo del villaggio durante l’intera giornata. Parlò del suo quotidiano, delle sue speranze e dei suoi timori: la sua sola ambizione era nutrire la sua famiglia, i suoi figli. Per me fu un tuffo nei bisogni più elementari. Mi guardava diritto negli occhi, senza lamentarsi, senza domande, senza risentimento. Ero partito per fotografare dei paesaggi e sono stato catturato da quel viso, da quelle parole“.
Da allora le testimonianze raccolte sono oltre 6.000, provenienti da 84 paesi.

mujicaQuesto enorme archivio ha trovato nel 2015 parziale espressione nel documentario Human : “Una raccolta di storie e immagini del nostro mondo, che vuole offrire un’immersione nel cuore di ciò che significa essere umani. Attraverso queste storie, piene di amore e felicità, ma anche di odio e violenza, Human ci mette faccia a faccia con l’Altro, e ci fa riflettere sulle nostre vite. Dalle storie di esperienze quotidiane ai racconti di vite incredibili, questi coinvolgenti incontri condividono una rara autenticità e sottolineano chi siamo – la nostra parte più buia, ma anche quanto vi è di più nobile in noi, e quanto vi è di universale “.
Nel documentario 110 persone, dei più svariati paesi e delle più diverse condizioni, raccontano qualcosa di sé e della propria particolare visione del mondo. L’amore, il senso della vita, il rapporto con la terra, l’immigrazione, l’omosessualità, la povertà e la pulsione alla violenza, l’intolleranza, le disabilità: i grandi temi pregnanti della nostra epoca vengono declinati secondo le esperienze individuali, che per la loro immediatezza finiscono per assumere una forza di verità collettiva in cui ognuno di noi si può riconoscere, nel bene e nel male.
A ciò si alternano riprese dall’alto dei luoghi della terra, con immagini di bellezza davvero straordinaria. Chi ha già visto Home non ne sarà sorpreso.
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Human in questi giorni è in programmazione nei cinema d’essai, almeno per quanto riguarda la provincia di Genova. Raccomando senz’altro di vederlo al cinema, anche se le tre ore di proiezione non sono un’impegno da poco: la sua sontuosa fotografia può essere veramente apprezzata solo sul grande schermo. Per chi non ne avesse l’occasione, anche in questo caso il documentario è disponibile gratuitamente su Youtube nella versione estesa; un’ora e mezza in più, ma più comodamente suddivisa nelle tre parti che seguono:

Human extended version, volume 2

Human extended version, volume 3

 

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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2 risposte a Human

  1. tramedipensieri ha detto:

    Grazie!
    Guarderò senz’altro i video che hai linkato…!

    Bloccata nel traffico non sai quante volte ho riso nervosamente del tipo di vita che faccio…lavoro, burocrazie, casa, spesa…etc….
    Invidia per certi luoghi e persone che vivono da sempre in modo diverso, semplice… non con finti bisogni
    In fondo per vivere …e dico vi-ve-re …di cosa abbiamo necessità? Mangiare, bere, dormire…così diceva mio nonno…che arrivato all’età della pensione ormai stanco dichiarava che la sua é stata una vita di solo lavoro…. 😒
    Che tristezza eh…se ci penso…

    • Mauro Poggi ha detto:

      Infatti, cara Marta. Credo che una delle cose più tristi che possano capitare a una persona è che arrivata alla fine della propria vicenda umana si renda conto di non averla vissuta veramente.
      Per alcuni, come credo tuo nonno e tanti altri delle vecchie generazioni, c’è almeno la consolazione di non aver potuto altrimenti; per altri invece, e siamo la maggioranza in questo Occidente odierno, il non-vivere è frutto del capovolgimento di valori che la cultura contemporanea ci propone. Molto triste, sì.

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