Gli interrogativi sollevati dal caso Speranza

In un video-intervento ad un simposio piddino in Basilicata, Roberto Speranza si è lasciato andare ad affermazioni tanto temerarie quanto surreali, che aprono importanti questioni di fondo:

L’attuale Ministro della salute ci è o ci fa?
E’ davvero imbecille come appare?
Dobbiamo immaginarlo preda di una tale sindrome di onnipotenza dal non curarsi di dire palesi menzogne, sicuro di non essere contraddetto?
O forse si è permesso di insultare le intelligenze dei presenti semplicemente perché consapevole che la piddinità dei convenuti gli garantiva un compiacente salvacondotto?

Agevolo la sbobinatura dei due passaggi più pregnanti:

“Abbiamo piegato la curva senza misure restrittive particolarmente invasive nella vita delle persone”.
Dove apprendiamo che, ad esempio, sospendere dal lavoro senza stipendio , o impedire il ritiro della pensione , non sono misure restrittive particolarmente invasive nella vita delle persone.

Dentro l’opinione pubblica del nostro paese, ma anche a livello europeo e mondiale, c’è una nuova grande consapevolezza, e cioè che i soldi messi sulla salute sono la cosa davvero più rilevante che c’è, e che bisogna chiudere la stagione dei tagli“.
Dove apprendiamo che questo governo, nonostante abbia appena stabilito un ulteriore taglio di 6 miliardi alla spesa sanitaria per i due anni a venire, ha maturato una spiccata sensibilità per i temi della salute.

Non so voi, ma io – per dirla con l’espressione che meglio descrive il mio stato d’animo – mi sento platealmente preso per il culo.

Qui la video conferenza in questione.

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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2 risposte a Gli interrogativi sollevati dal caso Speranza

  1. Adriana ha detto:

    Concordo con la tua conclusione.
    Spes probabilmente sta testando la sopportazione di chi lo ascolta o la stupidità e, pertanto, la possibilità, per lui o altri,, di fare ancor peggio.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Credo anch’io. Da tempo la nostra remissività e l’appetibilità dal nostro Paese ci ha candidati a essere il laboratorio ideale per i nuovi orizzonti di governamentalità che il quadro cognitivo europeista esige: più efficienti rispetto ai processi democratici (per quanto approssimativamente tali) a cui eravamo abituati. Il buon vecchio detto “mai sprecare una crisi” è stato magistralmente applicato già con la crisi dei subprime, ancor meglio con quella sanitaria e probabilmente supereranno se stessi con la crisi climatica che seguirà subito dopo.

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