Credibilità e potenza.

“Credibilità: Prestigio personale, stima acquisita con una condotta irreprensibile”. (Dal dizionario Oxford Language, fonte di Google Dictionary)

Sono numerosi in questi giorni i commenti – per lo più afflitti, altri compiaciuti – sulla “totale perdita di credibilità” degli Stati Uniti.
Tuttavia la domanda che sorge spontanea è: quando mai la credibilità è stata alla base di un’egemonia? Quando mai una Nazione è stata egemone perché credibile?

Un’egemonia si fonda sulla potenza militare ed economico-finanziaria.
È per questo che l’ultima delle preoccupazioni degli USA è perdere credibilità (un capitale ormai dissipato da anni), sapendo che all’interno della propria sfera di influenza ogni paese che vi appartenga sarà festosamente ansioso di riconoscergliela fintanto che riusciranno a conservare tale supremazia.

Del resto, è proprio per riaffermarla ogni volta che negli ultimi settant’anni gli americani si sono intruppati in guerre disastrose, pretendendo ogni volta – con supremo sprezzo del ridicolo, enorme faccia di tolla e contro ogni evidenza  –  che erano  finalizzate all’esportazione della democrazia o alla  risoluzione di emergenze umanitarie.
E quanto a loro importi della credibilità, lo misura il fatto che ogni volta che è stato necessario non hanno esitato ad abbandonare al loro destino gli alleati locali (ne sanno qualcosa i curdi, in Iraq e Siria). Anche i paesi partner/vassalli, peraltro, avrebbero di che lagnarsi, visto che – coinvolti tramite NATO in una pesante cooperazione militare durata due decenni – alla fine sono stati esclusi dai negoziati che gli USA hanno condotto per svariati anni con i nemici talebani.
Il primo esempio dimostra l’infimo valore attribuito alla credibilità come asset strategico; il secondo è una dimostrazione di potenza ( Marchese del Grillo docet).

Perciò – finché riusciranno a mantenere la supremazia – è evidente che ogni futuro intervento americano troverà comunque lo scodinzolante plauso e l’indefettibile adesione delle nazioni sottomesse, pronte a giurare ancora una volta sulla bontà delle ragioni  addotte ed incuranti della “totale perdita di credibilità” della volta precedente.

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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