Dove andremo a finire, signora mia.

Sempre a proposito di com’è strana la gente, vale la pena ascoltare lo sfogo dell’inviata RAI Giovanna Botteri, a proposito delle elezioni che hanno visto, ahilei, la sua adorata Hillary dolorosamente sconfitta.
In preda allo sconcerto più profondo, la Botteri non riesce a capacitarsi di come tanta gente abbia potuto scegliere Trump nonostante l’incondizionato schieramento della totalità dei media a favore della candidata democratica. Le sue considerazioni, che l’amarezza ha evidentemente liberato dai freni inibitori, rivelano senza pudore la vera funzione del mestiere svolto dai giornalisti omologati al potere: che non è quella di produrre informazioni, ma di veicolare il consenso.

Ecco le illuminanti enunciazioni botteriane:

Io mi chiedevo, anche con gli altri colleghi che sono qui, che cosa succederà dopo queste elezioni. Non solo cosa succederà alla Casa Bianca con Trump, ma cosa succederà alla società civile americana. Per esempio [un esempio a caso…] che cosa succederà a noi giornalisti, che cosa succederà alla stampa. Non si è mai visto, mai visto come in queste elezioni, una stampa così compatta e unita contro un candidato. Addirittura la stampa – citavi prima la stampa libera [sic], il NYT [doppio sic] – addirittura giornali tradizionalmente conservatori – The USA Today… insomma giornali conservatori, giornali che avevano negli anni scorsi appoggiato più volte il candidato repubblicano… che non hanno appoggiato Trump, che si sono apertamente schierati contro Trump. Che cosa succederà quando evidentemente la stampa non ha più forza e non ha più peso in questa società americana. Le cose che sono state scritte, le cose che sono state dette evidentemente non hanno contato su questo risultato e non hanno influito su questo elettorato che ha creduto a Trump e non, come dice lo stesso miliardario, alla stampa bugiarda.”

I suoi interlocutori in collegamento, Di Bella e Alan Friedman, annuiscono pensosamente. Di Bella evoca con sarcasmo “le litanie” che risuonano in tutto il mondo secondo le quali  ” è tutta colpa della cricca finanziaria, dei giornalisti, delle élite… insomma, il popolo si deve ribellare“.  Ma anziché farsi delle domande sul perché queste categorie stanno rapidamente perdendo ogni residua legittimità e influenza, in un’apoteosi di trivialità il trio conclude il gustoso siparietto autoreferenziale  nella più classica e confortevole delle reductiones, là dove le cattive coscienze – inquietate, ma non inquiete – amano ricomporre le proprie contraddizioni: la reductio a Hitlerum.

Informazioni su Mauro Poggi

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13 risposte a Dove andremo a finire, signora mia.

  1. rozmilla ha detto:

    Caro Mauro, non è una novità che sia stia verificando quello che si temeva già dall’inizio dell’inasprirsi delle crisi cicliche del capitalismo: uno spostamento a destra di tutti i governi, nonché dell’opinione pubblica – che sai bene che è ciò che successe a seguito della crisi del ’29, compresa (particolare insignificante) la Germania. O sbaglio? Ora, non credo bisogna essere delle aquile in matematica o in logica per vedere l’analogia con quello che sta accadendo. E sai bene che il meccanismo psicologico è sempre lo stesso: trovare un capro espiatorio, qualcuno su cui gettare la colpa: sempre qualcun altro, una qualche categoria di esseri immondi da eliminare. Ma di certo non il capitalismo, che anzi è pressoché scomparso dal lessico. Al massi-mo si parla di liberismo o neoliberismo, ma non per imbrigliarlo, ma per renderlo ancora più libero di scorazzare indisturbato. Inoltre, anche Hitler voleva che la Germania tornasse ad essere un grande Impero.
    Detto questo, parlare di reductio a Hitlerum, in questo caso, mi pare un po’ scarsina come argomentazione.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Buongiorno Roz.
      Stiamo rivivendo in effetti la ripetizione di meccanismi noti, anche se non è detto che essi produrranno identici effetti. Lo spostamento dell’opinione pubblica verso destra “populista”si spiega con gli ampi spazi vuoti che la sinistra istituzionalizzata ha lasciato. Dal momento in cui essa ha accettato il capitalismo e il neoliberismo come quadro di riferimento (la “fine della storia”) essa ha perduto oggettivamente la propria natura.
      Come dico spesso, la sinistra, per tornare a essere tale, dovrebbe smettere di voler salvare il capitalismo da se stesso e tornare all’antica missione di salvare la gente dal capitalismo. Altrimenti non stupiamoci se poi la gente fa scelte “populiste”.
      Ma a parte questo, nel post qui sopra mi interessava mettere in evidenza l’incapacità di auto-analisi di alcuni campioni molto rappresentativi dell’informazione ufficiale, che non sanno spiegarsi la loro perdita di influenza sul pubblico e cercano la risposta ovunque tranne che dentro di sé.

    • aldoricci ha detto:

      Annullato su richiesta del commentatore

  2. rozmilla ha detto:

    Caro Mauro, non è una novità che sia stia verificando quello che si temeva già dall’inizio dell’inasprirsi delle crisi cicliche del capitalismo: uno spo-stamento a destra di tutti i governi, nonché dell’opinione pubblica – che sai bene che è ciò che successe a seguito della crisi del ’29, compresa (partico-lare insignificante) la Germania. O sbaglio? Ora, non credo bisogna essere delle aquile in matematica o in logica per vedere l’analogia con quello che sta accadendo. E sai bene che il meccanismo psicologico è sempre lo stesso: trovare un capro espiatorio, qualcuno su cui gettare la colpa: sempre qual-cun altro, una qualche categoria di esseri immondi da eliminare, tanto per cominciare. Ma di certo non il capitalismo, che anzi è pressoché scomparso dal lessico. Al massimo si parla di liberismo o neoliberismo, ma non per imbrigliarlo, ma per renderlo ancora più libero di scorazzare indisturbato. Del resto, anche Hitler voleva che la Germania tornasse ad essere un grande Impero.
    Detto questo, parlare di reductio a Hitlerum, in questo caso, mi pare un po’ scarsina come argomentazione.
    Certo poi ognuno può leggerci ciò che vuole. Può anche credere che questo miliardario osceno salverà il mondo. Ma mettendo insieme qualche indizio, diciamo che perlomeno qualche dubbio me lo porrei.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Ho visto ora che avevi ripetuto il commento precedente integrandolo con un ulteriore paragrafo.
      È difficile pensare che quel personaggio possa salvare il mondo; io mi accontenterei che evitasse di precipitarci verso la catastrofe. Con Hillary Clinton, senza dubbio molto più politically correct, rischiavamo di vedere imboccata quella strada, perlomeno se ce ne stiamo alle sue dichiarazioni, corroborate da trent’anni di politica estera muscolare e suprematista e antica connivenza con le grandi lobby della finanza e delle armi. (Del resto, che sia una persona disturbata e sociopatica lo dimostra il video della sua oscena battuta e raccapricciante risata a commento dell’assassinio di Gheddafi).
      Le dichiarazioni di intenti di Trump per quanto riguarda il mondo (che è poi quanto ai non americani dovrebbe interessare in prima istanza) sono invece distensive nei confronti della Russia, e molto critiche nei confronti dei trattati internazionali (TPP, TTIP, NAFTA…) che il progressista Obama invece adorava.
      Che poi possa o voglia dare seguito a queste dichiarazioni è un altro discorso. I miei dubbi sul personaggio sono molto forti, ma la logica mi impone di preferirli rispetto alle certezze negative che avevo nei confronti della Clinton.
      Rimane il fatto che è davvero deprimente pensare che la scelta del comandante in capo della nazione più potente del pianeta si sia ridotta a questi due personaggi.

      • aldoricci ha detto:

        Annullato su richiesta del commentatore

      • rozmilla ha detto:

        Buongiorno a te, Mauro. Sono con te, che no, non produrrà gli identici effetti – ma non possiamo nemmeno sapere quali effetti produrrà, come non lo potevano sapere con certezza quelli che avevano votato Hitler, a suo tempo. È un po’ come non si possono prevedere i terremoti; perciò io dico che la prevenzione non è mai troppa. E la prudenza. Per il momento, dall’intervista che ha rilasciato oggi, pare che eleggerà i magistrati pro-life alla corte suprema, con conseguente rimessa in discussione del diritto all’aborto nei vari stati. Mentre sul fronte TTIP e simili, probabilmente le decisioni saranno blindate dal partito repubblicano, che non mi sembra dello stesso avviso. Quindi non mi farei tante illusioni. Laddove è abbastanza sicuro, o almeno così dichiara, di voler espellere i clandestini. Ovviamente questo implicherà la costruzione di nuove carceri, perciò ci sarà un incremento di lavoro per le forze di polizia. Ecco qui il lavoro, subito, a portata di mano. Con una bella stretta di vite sui più deboli. E poi c’è quell’altro particolare insignificante di retrocedere dai trattati di Parigi. Mmmm… questo farà la gioia degli industriali e di tutta quest’America che consuma da sola non ricordo bene quanto più del mondo intero.

        Con questo, non ho mai pensato che la Clinton potesse essere un candidato migliore. Però l’accanimento contro la Clinton e Obama, sembra tralasciare o aver dimenticato il fatto che la guerra del Golfo, le guerre in Afghanistan e Iraq, furono iniziate dalle amministrazioni Repubblicane, cosa che non può dare alcuna garanzia che da ora in poi possano agire in modo diverso. C’è Bagnai, ad esempio, che parla di un semplice cambio di consegne fra un una parte dell’establishment Usa e l’altra. O davvero possiamo credere che nel frattempo siano diventati candidi agnellini? O che non siano influenzati dalle lobby delle armi? Vorrei sbagliarmi, ma potrebbe essere anche peggio.

        Condivido che non sia affatto entusiasmante la scelta di questi due personaggi come candidati alla presidenza, come ovviamente condivido tutto il discorso sulla necessità di proteggere i lavoratori anziché il capitale, anche se è un discorso poco in voga. Figuriamoci negli Usa. Mi sono chiesta cosa avrei fatto, se avessi dovuto votare in uno degli State: l’unica alternativa sarebbe stata di votare scheda nulla, che secondo me è l’unico voto di disobbedienza civile (non so bene come votino negli Usa, ma della scheda bianca mi fiderei poco). In risposta alla domanda: “dove andremo a finire, signora mia”, a me sembra fuor di dubbio che, un po’ prima o un po’ poi, saremo tutti morti. Cosa per cui, stoicamente, resto fedele alla linea, senza lasciarmi abbagliare dagli specchietti per le allodole. Non credo sia necessario dover necessariamente appoggiare l’uno o l’altro se la scelta è fra zuppa o pan bagnato. Si può dire no ad entrambi, e conservare la propria dignità, che non scende a compromessi di cui ci si potrebbe amaramente pentire.

        Poi, sia per la signora che ha sbagliato, o per i giornalisti che non sanno fare previsioni, io direi che ci sbagliamo un po’ tutti, prima o poi, e che nessuno è perfetto. Così come la vita e l’esistenza in queste società complesse, è molto difficile da capire, gestire e governare. Ma uno dei problemi degli Usa è proprio il fatto che probabilmente non è più la nazione più potente del pianeta, e questo la terrorizza, e vorrebbe tornare ad esserlo. E forse, più che il lavoro, come ultima spiaggia cercheranno di rosicare sulle rendite finanziarie. Ex novo. Il ciclo ricomincia.
        Un caro saluto.

        Ps: avevo ripetuto il commento, perché l’avevo inviato e non lo vedevo più sul lettore wordpress. Poi la seconda volta ho visto che era in moderazione. Non sapevo che avevi messo la moderazione ai commenti. Vedi, sostanzialmente sei un moderato🙂

        • Mauro Poggi ha detto:

          Sono in effetti un moderato, ma solo moderatamente🙂
          Ho messo la moderazione dopo che in alcune occasioni (in particolare in occasione di post su Israele, ma anche su altri argomenti) ho avuto a che fare con lo sgradevole fenomeno del trollaggio, dove il commento diventa provocazione al limite dell’insulto anziché strumento di confronto costruttivo.
          Ti assicuro che funziona: in genere il troll tende a moderarsi, se sa che rischia di venire bannato.
          Per il resto, posso garantire che non censuro mai le critiche espresse con civiltà.

          Per quanto riguarda la Botteri e i suoi interlocutori, il discorso non è sul fatto che abbiano sbagliato le previsioni, ma sulla qualità dell’informazione che producono, e sulla sfacciataggine con cui confessano di essere scandalizzati perché gli elettori di Trump abbiano votato disattendendo la loro propaganda. Praticamente: “A che serve che noi elite mediatica cerchiamo di influenzare il voto se poi quegli zotici di elettori fanno come gli pare?”

  3. aldoricci ha detto:

    Annullato su richiesta del commentatore

  4. apoforeti ha detto:

    https://terzapaginainfo.wordpress.com/2016/06/29/riassumendo/
    da cui si vede che destra e sinistra sono concetti inadeguati ad interpretare la dinamica politica e la democrazia ha smesso da un pezzo di esprimersi per via elettorale

  5. Sendivogius ha detto:

    Carissimo Mauro, ti giuro solennemente che non avevo ancora letto il tuo articolo! Quindi nessuna volontà di plagio. A volte rimango sconcertato da una simile identità di vedute!!

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