Di Olimpiadi e mancate candidature.

Confesso che la vicenda della candidatura romana alle olimpiadi del 2024 non mi appassiona. Sono contrario alle grandi opere in generale, e in particolare a quelle legate a eventi sportivi planetari: mondiali di calcio, olimpiadi… Sospetto che si tratti di un mio limite, dovuto a idiosincrasia per lo sport inteso come spettacolo mediatico, quando l’inverecondo turbinio di interessi privati che solleva diventa insopportabile.

Ricordo che l’unica volta in cui mi è capitato di apprezzare una decisione del Governo Monti è stata quando ha cassato la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020, tanto per dire. Per lo stesso motivo ho registrato con distratta soddisfazione la scelta della signora Raggi.

Oggi però mi ha colpito un’intervista di RaiNews24 a tale Sig. Marcel Vulpis, il quale stigmatizzava la gravità dell’accaduto, sostenendo  che il sindaco non ha il diritto di porre il veto a una questione che riguarda  2,5 milioni di cittadini, e che prima di pronunciarsi avrebbe dovuto indire un referendum.

Impeti di democrazia. O crucci pretestuosi.

Due domande sarebbero dovute sorgere spontanee:

1) Se il sindaco si fosse pronunciato a favore, il Sig Vulpis avrebbe comunque sostenuto la necessità del referendum?

2) Secondo il Sig Vulpis, la decisione di candidare Roma, annunciata il 15/12/2014 a cura dei sigg Renzi e Malagò, è stata presa in base all’esito di una qualche consultazione referendaria di cui non abbiamo avuto notizia?

Non sapremo mai la risposta: il giornalista che lo intervistava non ha ritenuto fossero domande pertinenti, o più probabilmente non sono nemmeno affiorate al suo livello di consapevolezza. Le interviste di questo tipo seguono una precisa scaletta, e il giornalista non ascolta la risposta perché si sta focalizzando sulla domanda successiva, visto che l’obiezione non è mai prevista.

Sempre a proposito di Olimpiadi, ho trovato interessante  – anche se non sorprendente – uno studio dell’Università di Oxford, pubblicato da Social Science Research Network, sui costi delle opere connesse a questi eventi (credits: Thomas Fazi).
Cito due interessanti conclusioni, per chi non avesse voglia di leggere l’intero testo:

[…] Fra tutti i tipi di grandi opere, le Olimpiadi hanno il più alto indice medio di sforamento costi (+ 156%).

[…] I risultati dell’analisi fanno concludere che ospitare i Giochi olimpici, per una città e una nazione, equivale ad assumere uno dei rischi economico-finanziari tra i più elevati rispetto a qualunque altro mega-progetto; qualcosa che molte città e nazioni hanno imparato a loro spese.

http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2804554

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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7 risposte a Di Olimpiadi e mancate candidature.

  1. Walter ha detto:

    Già, ma c’ è un SE grande quanto un condominio. E con i se, i forse e i ma, non si costruisce neanche un dialogo. Dialogo che, chi amministra, sia per educazione che per prerogativa di mandato, hanno il dovere di instaurare, anche per dire un semplice no, o in questi casi, come per i grillini un grottesco vaffa come loro costume.
    Le scelte, giuste o sbagliate si applicano in contraddittorio con altra parte, avversa oppure no.
    I monologhi sanno solo di dittatura.

    Sportivi andate a casa, le Olimpiadi costano troppo. Gente non nascete, c’ è pericolo che poi si muore.

  2. Mauro Poggi ha detto:

    Sono capitato sull’intervista a Vulpis per caso; dell’intera vicenda so solo che la Raggi aveva annunciato già in campagna elettorale la sua posizione. Il fatto che l’abbia mantenuta mi pare debba considerarsi in linea con le aspettative di chi in maggioranza fra i romani ha scelto lei.
    Poi, come ho detto, ho una certa insofferenza nei confronti di ogni mega progetto e in particolare per quelli di grande rilevanza mediatica, e questo mi porta a trascurare le cronache che li riguardano.
    L’oggetto di questo post era l’invocazione del referendum, che mi sembra piuttosto strumentale e per di più grottesca se è vero, come lo è, che nessuno ha indetto un referendum quando si è deciso di candidare Roma. È una cultura della democrazia a senso alternato, quella che si va affermando, dove si invoca la consultazione del popolo oppure la si depreca a seconda delle circostanze (vedi la canea a proposito dell’esito Brexit, sull’immaturità della gente che si era espressa per il sì).
    Non ho capito bene il senso della tua chiusa, ma a mio avviso è un fatto che non si può da una parte distruggere lo stato sociale (scuola, sanità, pensioni…) con la scusa che non ci sono soldi – avendo noi “vissuto sopra i nostri mezzi” – e poi proporre progetti multimiliardari i cui benefici vanno a esclusivo vantaggio degli appaltatori soliti noti, mentre le esternalità negative e i conti economici in rosso vengono regolarmente socializzati. Direi quindi che sì: sportivi, andatevene a casa, le Olimpiadi costano troppo. (Avrei però da eccepire sul termine “sportivo”, se con ciò ti riferisci a chi pratica lo sport da spettatore e/o tifoso).🙂

    • Walter ha detto:

      Ovvio caro Mauro, che mi riferisco allo “sportivo” nell’ accezione pura del termine. Se guardo Sanremo in TV non mi posso certo definire cantante.
      La chiusa racchiude un discorso ampio: non si può “non fare una cosa per pericolo di …” come è stato detto ad esempio per il ponte sullo Stretto di Messina. E, per inciso, non ci è stato chiesto a noi del luogo, cosa ne pensavamo, se eravamo d’ accordo o no. E il ponte sullo stretto non è certo un evento di tre settimane ma dura per molti anni.
      Non realizzare un progetto perché c’ è rischio di infiltrazione mafiosa, significa consacrare la Mafia o il malaffare ad uno status di esistenza concreta. E’ una sconfitta, un modo di approcciarsi ai problemi certamente errato, Olimpiadi si, oppure no.
      Questo il significato della chiusa. Ciao, a presto.

  3. tramedipensieri ha detto:

    Non c’è le possiamo permettere visto i costi e il ripristino dello stato dei luoghi che, in genere, non avviene mai e restano “cattedrali nel deserto.
    A parte questo non vorrei che gli stessi soldi eventualmente risparmiati andassero comunque intascati dai vari politici/faccendieri che si aggirano in quel di Roma …

    Saluti
    .marta

  4. tramedipensieri ha detto:

    I refusi sono dovuti al iPad che va a conto suo e a me dalla fretta di..rispondere 😬

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