Di presidenti emeriti, conduttori, democrazie moderate.

Napolitano Fazio

Sento con un certo raccapriccio che stasera al Salottino delle Compiacenze, condotto dal compiacente Fabio Fazio su Rai3, parteciperà niente meno che il presidente emerito Giorgio Napolitano.

Immagino che la sua presenza sarà un doveroso omaggio alle ragioni della riforma costituzionale e una doverosa marchetta in favore del SI al prossimo referendum di ottobre.

Mi aspetto che gli argomenti di questo senile ma indomito signore, protagonista in negativo dei più recenti disastrosi anni di storia repubblicana, siano tutti a esaltazione di una riforma che snellisce il processo democratico, per renderlo all’altezza dei tempi e capace di risposte immediate all’immediatezza dei problemi. Il tutto condito da retoriche attestazioni di venerazione per la nostra Carta fondamentale, che si sa è la Costituzione “più bella del mondo” e che non è in discussione – dio ce ne guardi! –  nei suoi principi fondamentali.

Al di là delle melensaggini che vi propinerà se avrete lo stomaco di assistere all’evento, è bene sappiate che la riforma costituzionale obbedisce all’orientamento dei poteri forti dell’Unione Europea (Commissione e BCE), a loro volta condizionati dalla visione di governance efficiente espressa dalle consorterie finanziarie, a cui essi rispondono.
Tale visione viene descritta con esemplare chiarezza da un’analisi della J.P. Morgan del 28/05/2013 ( The Euro area adjustment: about halfway there), di cui riporto alcuni stralci:

§

[…] Nei primi tempi, si pensava che i problemi intrinseci nazionali fossero di natura prettamente economica: un grande debito sia a livello pubblico che privato, tassi reali di cambio disallineati, rigidità strutturali. Ma nel corso della crisi è diventato evidente che esistono anche problemi intrinseci nazionali di carattere politico. Le costituzioni e i sistemi politici nei paesi dell’Europa meridionale, implementati alla caduta del fascismo, presentono una serie di caratteristiche che li rendono inadatti a una maggiore integrazione europea. [pag 2]

[…] All’inizio della crisi era diffusa l’idea che i limiti intrinseci nazionali fossero di natura economica. Ma con l’evolvere della crisi, è diventato evidente che esistono radicati problemi politici nei paesi periferici che, a nostro parere, devono essere risolti affinché l’Unione Monetaria Europea possa funzionare sul lungo termine. I sistemi politici delle periferie furono stabiliti all’indomani della caduta delle dittature e condizionati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza socialista, che riflette il potere politico raggiunto dai partiti di sinistra dopo il disastro del fascismo.
I sistemi politici degli stati periferici sono tipicamente caratterizzati da molti dei seguenti aspetti: deboli esecutivi; debolezza dello stato centrale nei confronti delle regioni; protezione costituzionale dei diritti dei lavoratori; sistema basato sulla costruzione del consenso, che a sua volta crea clientelismo politico; diritto alla protesta contro i cambiamenti allo status quo politico. Gli inconvenienti di questi aspetti intrinseci sono diventati evidenti con la crisi. I governi dei paesi periferici hanno avuto solo successi parziali nel perseguire l’agenda delle riforme fiscali ed economiche, a causa di vincoli costituzionali (Portogallo) o regionali (Spagna), o dalla nascita di partiti populisti (Italia e Grecia). [pag 12]

[…] Una cruciale domanda finale è cosa potrebbe indurre la Germania a un nuovo approccio – essenzialmente una maggiore condivisione dei rischi a livello regionale. […] Secondo noi, è improbabile che la Germania dia il proprio accordo agli Eurobonds senza un cambiamento significativo delle costituzione politiche nei paesi periferici. [pag 15]

§

L’analisi trova una curiosa assonanza nel lontano rapporto di Samuel Crozier e Samuel Huntington (The Crisis of Democracy) pubblicato nel 1975 dalla Commissione Trilaterale ed edito in Italia dalla Franco Angeli, con prefazione di Giovanni Agnelli. Anche qui si parla di depotenziamento dei dispositivi democratici per favorire l’efficace funzionamento dei dispositivi di gestione.

§

[…] Al Smith osservò una volta che “l’unica cura per i mali della democrazia è una maggiore democrazia”. Dalla nostra analisi traspare che l’applicazione di questa cura oggi equivarrebbe ad aggiungere esca al fuoco.  Invece, taluni dei problemi di governo degli Stati Uniti scaturiscono oggi da un eccesso di democrazia […] Ciò che occorre alla democrazia è invece un grado maggiore di moderazione […].
(pag 123)

[…] Il funzionamento efficace di un sistema politico democratico richiede in genere una certa dose di apatia e disimpegno da parte di certi individui o gruppi. In passato, ogni società democratica ha avuto una popolazione marginale, di dimensioni più o meno grandi, che non ha partecipato attivamente alla politica. In sé questa marginalità da parte di alcuni gruppi e intrinsecamente antidemocratica , ma ha anche costituito uno dei fattori che hanno consentito alla democrazia di funzionare efficacemente. I gruppi sociali marginali, ad esempio i negri, partecipano ora pienamente al sistema politico. Però rimane ancora il pericolo di sovraccaricare il sistema politico con richieste che ne allargano le funzione e ne scalzano l’autorità. È necessario quindi sostituire la minore emarginazione di alcuni gruppi con una maggiore autolimitazione di tutti i gruppi.
(pag 123-124)

§

Tenere presente tutto questo forse ci aiuterà a mantenere attivo il pensiero critico contro i tentativi di manipolazione: quelli di stasera, quando ascolteremo il presidente emerito Giorgio Napolitano dare risposte convenute a domande concordate che il compiacente Fazio rispettosamente gli proporrà; e quelli restanti, che ci toccherà sorbire da qui a ottobre.

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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6 risposte a Di presidenti emeriti, conduttori, democrazie moderate.

  1. Walter ha detto:

    Beh, se uno vuole ascoltare Fazio Fabio è libero di farlo. Poi però, il detto: “chi è causa del suo mal pianga se stesso.”
    Signor Fazio lei ha svolto il servizio di leva? No? E perché? Le farei volentieri queste domande a costui, sperando che non scappi nuovamente, a siffatte interrogazioni.
    Chissà come mai, quando gli pongono questo (semplicissimo) interrogativo, il sorriso da ebete gli sparisce e non risponde.

  2. Sendivogius ha detto:

    L’idea ‘occidentale’ di democrazia è sostanzialmente mutuata dal modello americano, a cui le frastornate post-democrazie europee tendono ad assomigliare sempre di più.
    E negli USA, che nel merito dell’involuzione oligarchica stanno molto più avanti di noi, esiste persino un termine per indicare questo nuovo assetto di potere in corso di consolidamento…
    Lo chiamano “corporatocrazia” ed è l’ultima mutazione delle elite del potere (tanto per fare citare C.W.Mills): una nuova realtà peggiore e persino più cupa della fantascienza cyberpunk di William Gibson o Frank Miller, il quale non per niente scelse il logo della JP-Morgan come marchio dell’aberrante e onnipotente multinazionale OCP (“Oppressive Capitalist Pigs”) che opprime l’universo distopico di “Robocop”.

    P.S. Ho letto il tuo post solo oggi, ma vedo che siamo trincerati sulla medesima linea di resistenza😉

  3. Silvia ha detto:

    Ciao Mauro,
    tutto bene? a me è capitata una cosa terribile che per un po’ mi ha tenuto lontana dai blog e dall’economia/politica, ma comincio a superarla (per forza).
    Non ti ho più visto commentare su Goofy e allora sono passata a salutarti e intanto ho letto qualche post. Molto interessanti come sempre.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Ciao Silvia.
      In effetti seguo Goofy molto meno, e i post che mi capita di leggere non hanno bisogno dei miei commenti. Il prof ha il merito di aver fatto un’enorme opera di divulgazione, senza la quale il poco di consapevolezza che mi ritrovo in merito ai meccanismi perversi dell’eurozona sarebbe ancora più inadeguato. Il web però propone una tale mole di informazioni che a un certo punto occorre stabilire delle priorità, altrimenti non se ne esce; e poiché per quanto mi riguarda gli ultimi post di Goofy, per quanto brillanti, raramente ormai offrono nuovi strumenti di comprensione rispetto a quelli che ci ha dato in passato, succede che il più delle volte mi limito a scorrerne velocemente il testo direttamente sulla mail di notifica.
      Mi spiace per quanto ti è accaduto e spero tanto che tu possa superarlo al più presto, di qualunque cosa si tratti. Se ti fa piacere e ritieni che possa esserti di aiuto scrivimi pure, via mail o messaggio privato su Facebook. Ti abbraccio.

      • Silvia ha detto:

        Già, è da tanto che seguo Bagnai e anch’io più o meno so già quello che leggerò, però a me piace sempre.
        Ti ringrazio per il sostegno, mi conforta sentire tanta disponibilità in una persona che neppure mi conosce. Per fortuna qualche persona sensibile esiste ancora.
        Un caro saluto
        A presto con i tuoi nuovi post
        ciao

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