Nobel preventivi

Bushbama

Well, so is all the rhetoric you hear about our enemies getting stronger and America getting weaker. Let me tell you something. The United States of America is the most powerful nation on Earth. Period. (Applause.) Period. It’s not even close. It’s not even close. (Applause.) It’s not even close. We spend more on our military than the next eight nations combined. Our troops are the finest fighting force in the history of the world. (Applause.) No nation attacks us directly, or our allies, because they know that’s the path to ruin. Surveys show our standing around the world is higher than when I was elected to this office, and when it comes to every important international issue, people of the world do not look to Beijing or Moscow to lead — they call us. (Applause.)

Bene, per quanto riguarda tutti i discorsi retorici che sentite sul fatto che i nostri nemici stanno diventando più forti e l’America più debole, lasciate che vi dica qualcosa. Gli Stati Uniti d’America sono la nazione più potente del mondo, punto  [applausi]. Punto. Nessuno gli è minimamente vicino [applausi]. Nessuno gli è minimamente vicino. Spendiamo più noi per il nostro esercito che i primi otto paesi che ci seguono messi insieme. Le nostre truppe sono la migliore forza di combattimento nella storia mondiale [applausi]. Nessuna nazione ci attaccherebbe direttamente , o attaccherebbe i nostri alleati, perché sanno che è la strada che li porterebbe alla rovina. Le indagini dimostrano che la nostra posizione nel mondo è più forte di quando sono stato eletto, e quando si tratta di importanti questioni internazionali le persone nel mondo non chiedono di essere guidate da Pechino o da Mosca, ma da noi [applausi].

Qui il testo completo del discorso di Obama sullo stato dell’Unione , l’ultimo della sua presidenza.

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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2 risposte a Nobel preventivi

  1. Sendivogius ha detto:

    😉 Obama non è Roosevelt. E per contro neanche Churchill.
    Parliamo del discorsetto annuale che ogni presidente tiene davanti al Congresso: una mera formalità di cortesia nei confronti della seduta camerale. Niente di eclatante.
    Nella UE avviene esattamente lo stesso e per fortuna non se ne parla mai per spirito di decenza.
    Obama deve più che altro rassicurare un certo tipo di elettorato… E’ uno dei pochissimi presidenti USA che non abbia mai cominciato una guerra vera (caso ancor più unico per un “Democratico”). Ha ereditato le guerre dei Bush; si è reso conto che un disimpegno totale non era possibile e, seppur recalcitrante, ha dovuto seguire un percorso già tracciato e, tutto sommato, obbligato. Dove ha potuto, ha inseguito l’azione diplomatica (vedasi l’Iran). E questo una parte consistente degli americani non l’ha capito, scambiano la sua prudenza ed i (troppi) tentennamenti come un atto di debolezza. Ha prediletto gli interventi ‘soft’, le operazioni coperte, intensificando molto il ruolo dell’intelligence (vedasi l’eliminazione di Osama bin Laden), affidandosi agli specialisti in OPS. Questo ancora gli americani non l’hanno capito, abituati alle “rambate”, le prove di forza muscolari con la carica rumorosa della cavalleria dell’aria sulle note di Wagner. E ancora una volta hanno scambiato la riluttanza presidenziale per debolezza.
    Qual’è il tallone di achille di Obama? Probabilmente la Siria, dove certamente si sarebbe potuto fare di più e meglio. Ma anche di peggio, se Obama avesse assecondato di tentativi trasversali della Clinton e di McCain di eliminare Assad direttamente ed appoggiare senza remore e ambiguità l’accozzaglia di fanatici tagliagole e briganti comuni che si fa chiamare “Libero Esercito Siriano”.
    Certamente, dopo che ti scapocchiano cittadini USA in mondovisione, ogni buon americano si aspettava (giustamente) una punizione biblica. E questa non c’è stata. Se poi l’arcinemico russo in un mese di raid aerei infligge ai nazisti dell’ISIS (ed ai loro fiancheggiatori) più danni della “coalizione” a guida USA in un anno di finti bombardamenti, allora (per l’americano medio e non solo) l’umiliazione e l’inadeguatezza bellica diventa evidente. E ad ogni buon conto il prossimo presidente USA nel pantano siro-iracheno le truppe sul terreno ce le dovrà mandare eccome..!
    Da lì il discorsetto rassicurante di Obama sull’esercito più forte del mondo, ignorando però le insidie della guerra asimmetrica. Nel IV° d.C. secolo i Romani pensavano (a ragione) la stessa cosa delle proprie legioni. E sappiamo come è andata a finire….

  2. Gabriella Giudici ha detto:

    Anche se tutto era noto, fa sempre effetto leggersi i suoi discorsi di prima mano. Il commento di Sendivogius, poi, è una perfetta cornice per capire l’intelligenza di un presidente che non avrebbe mai dovuto avere il Nobel (come molti altri, del resto, visto cos’è appunto il Nobel).

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