Spazi aerei

Roberto Quaglia ha scritto un ottimo articolo su Megachip a proposito dell’abbattimento del Sukhov-24 abbattuto dalla Turchia col pretesto di violazione dello spazio aereo. Consiglio di leggerlo.

L’articolo rimanda fra l’altro a due significativi documenti video di qualche ora dopo l’incidente: la conferenza stampa del Ministro degli esteri russo Sergej Lavrov e quella del portavoce del Dipartimento di stato USA, Marc Toner.

Entrambe meritano di essere ascoltate, ma qui mi interessa segnalare la conferenza stampa americana, affascinante esempio di come, pur davanti a obiezioni argomentate, i Sistemi di Potere erigano muri di gomma a difesa della rappresentazione che essi sostengono. Il disagio di Marc Toner alle pertinenti domande di un’impertinente giornalista, Gayane Chichakyan (che probabilmente si è giocata la possibilità di essere invitata di nuovo), è palpabile; questo non gli impedisce tuttavia di continuare a replicare nell’unico modo che gli è consentito: “stiamo raccogliendo i fatti, è troppo presto per esprimerci”.
Non intendo qui affermare che il sostegno a oltranza dell’insostenibile sia vezzo esclusivo del Governo americano. Sono sicuro che anche Lavrov, in una situazione analoga, manifesterebbe la stessa tenace impermeabilità ai fatti.

Il problema, con il Governo americano, è che tende a cacciarsi in questo tipo di vicolo cieco con allarmante frequenza, trascinando con sé l’ossequiente resto dei paesi occidentali obbligati a condividerne la narrazione. Ma tutte le narrazioni, purtroppo, esigono un minimo sindacale di coerenza, senza cui nemmeno la generale compiacenza mediatica può evitare che si rivelino per quelle che sono: puerili frottole.

Onestamente, della politica estera degli Stati Uniti si può dire tutto tranne che cerchi di mantenere un minimo sindacale di coerenza tra narrazione e fatti.
Avversari descritti come minacce letali per il proprio paese e per l’Occidente (cfr Iraq, George W. Bush), che poi si rivelano non essere mai stati in grado di nuocere, non aiutano a corroborare la credibilità di chi ha teorizzato e condotto disastrose guerre “preventive”.
Nemmeno aiuta invocare incombenti catastrofi umanitarie a giustificazione di interventi militari che provocano il fallimento del Paese “attenzionato” e la morte di civili a centinaia di migliaia (cfr Libia, Barack Obama).
E a proposito di emergenze umanitarie, non si possono considerare tali solo quelle provocate dagli avversari e appoggiare quelle scatenate da alleati (cfr Yemen).
Anche la volontà di abbattere il sanguinario tiranno di turno lascia perplessi,  se nel frattempo si sostengono dittature ben peggiori (cfr Arabia Saudita).
Né si possono accusare altri di attaccare solo ribelli moderati trascurando le milizie dell’ISIS, quando non è più un segreto che i propri alleati nella regione lo finanziano (cfr monarchie del Golfo) e intrattengono floridi traffici di petrolio (Cfr Turchia, Israele).

Antropologia della menzogna del potere

La narrazione di un destino manifesto, che impone al popolo americano di battersi per un ordine mondiale dove regnino democrazia e giustizia, è troppo lontana dalla realtà, che vede invece una super-potenza dedita da sempre all’affermazione dei propri interessi planetari attraverso politiche banalmente imperialiste.
Gli Stati Uniti dovrebbero o ridimensionare la narrazione o moderare le ambizioni geopolitiche.
Il mondo sarebbe forse un posto migliore se optassero per la seconda possibilità.

 

Toner:
Non abbiamo ancora determinato cos’è successo esattamente, ma –  come ha detto il Presidente, la Turchia ha il diritto di difendere il proprio territorio e il proprio spazio aereo. Ripeto, sapete… tutti siamo consapevoli che in situazioni operative del genere, e il Presidente ne ha parlato, in un quadro complesso dove c’è una coalizione che compie attacchi aerei, attacchi aerei giornalieri contro l’ISIS… e poi c’è un paese come la Russia che non è membro della coalizione, che compie attacchi aerei, con missioni vicino al confine e scatena  attacchi contro l’opposizione moderata siriana… ripeto, vicino al confine di un membro della NATO…  allora questo crea una situazione molto complessa e pericolosa. Il presidente è stato molto chiaro nella sua conferenza stampa, oggi: noi saluteremmo con favore un ruolo costruttivo della Russia contro l’ISIS, se la Russia decidesse di concentrare i suoi sforzi sulla distruzione e indebolimento dell’ISIS.

Chichakya:
Lei sta dicendo che la Turchia a diritto a difendersi. Il presidente Obama ha detto la stessa cosa. Di che genere di difesa state parlando? Qualcuno pensa che la Russia stava attaccando la Turchia?

Toner:
Ripeto… Guardi non voglio analizzare questo incidente. Ho detto chiaramente che non conosciamo ancora tutti i fatti, e per me parlare in maniera categorica sull’accaduto sarebbe francamente irresponsabile. Stiamo ancora raccogliendo le informazioni… la NATO o il NAC (Consiglio Nord Atlantico) si è riunita oggi a Bruxelles. I nostri contatti con la Turchia sono ancora in corso. Stiamo ancora cercando di determinare la sequenza degli avvenimenti che hanno portato all’incidente. Cerchiamo di capire prima di arrivare a una conclusione definitiva… Detto questo (mi lasci finire) abbiamo anche molto chiaro che qualunque paese, quando vede violato il proprio territorio, ha diritto di difendersi. Sta a quel paese prendere la decisione. Non so cosa è accaduto, non ho intenzione di parlarne in termini definitivi, ma è la questione di principio a essere in causa.

Chichakya:
Anche se accettiamo la versione Turca, che l’aereo è entrato nel territorio turco per 1,3 miglia, violandone lo spazio per 17 secondi – questa è la versione turca – lei pensa che abbattere l’aereo era la cosa giusta da fare?

Toner:
Ripeto. Non ho intenzione di dare ora una valutazione dell’accaduto. Stiamo ancora raccogliendo informazioni. Quello che credo sia importante – e l’ho già ripetuto diverse volte oggi, e come ovviamente il Presidente ha già detto – è rasserenare il clima. Vogliamo vedere Turchia e Russia dialogare fra loro. Vogliamo francamente che questo tipo di incidenti non debbano più ripetersi in futuro.

Chichakya:
Bene… Nel 2012 la Siria ha abbattuto un aereo turco a seguito di un asserito sconfinamento nel proprio spazio aereo. All’epoca il Primo ministro turco, Erdogan, disse che “una breve violazione di confine non può mai essere un pretesto per un attacco”; nel contempo la NATO aveva condannato l’attacco ed espresso un forte appoggio alla Turchia. Lei vede qualche incoerenza nella risposta della NATO?

Toner:
Per quanto riguardo quello che il Presidente Erdogan può aver detto dopo quell’incidente, vorrei che chiedesse a lui. Noi abbiamo, ripeto…

Chichakya:
La condanna della NATO all’attacco della Siria, e gli USA sono parte della nato, per cui lei…

Toner:
Aspetti, aspetti… Quello di cui stiamo parlando oggi… abbiamo detto che stiamo ancora raccogliendo i fatti. Non siamo ancora pronti per una valutazione. Sappiamo cosa hanno detto i Turchi. Se questo è vero, la Turchia ha il diritto – e il Presidente lo ha detto – di difendere il proprio spazio aereo. Come altri hanno detto, questa non è la prima volta. Questo genere di cose accadono quando un’altra potenza opera in prossimità del confine di un paese, portando attacchi aerei che non fanno parte degli sforzi di una più grande coalizione per contrastare l’ISIS. Ma non intendo dare alcuna valutazione o parlare di incidenti accaduti tre o quattro anni fa.

Chichakya:
Ancora una domanda. Le forze turcomanne hanno affermato di avere ucciso i due piloti russi mentre scendevano col paracadute. Quelle milizie sono appoggiate dalla Turchia e combattono contro il Governo siriano, sono parte delle forze ribelli. Lei considera che quei ribelli sono una forza moderata in Siria?

Toner:
Dunque, un paio di  osservazioni… La prima  è che abbiamo versioni discordanti. Abbiamo visto che uno dei piloti forse non è stato ucciso.  Se questi turcomanni fossero stati realmente attaccati da queste incursioni russe, essi hanno il diritto di difendersi. Detto questo , noi non… detto questo…

Chichakya:
E hanno il diritto di sparare a piloti che si sono paracadutati?

Toner:
Noi non abbiamo un quadro esaustivo di tutto quello che è accaduto oggi, va bene? Posso continuare a ripeterlo tutto il giorno. Stiamo ancora cercando di verificare ciò che è accaduto. È facile precipitarsi a dare giudizi e fare proclami e dichiarazioni dopo un incidente come questo. C’è bisogno di esaminare i fatti, c’è bisogno di chiarire quel che è accaduto. E ripeto, quello che vogliamo sottolineare è l’importanza di ristabilire i rapporti fra Turchia e Russia e che la situazione si normalizzi.

§

Per approfondire:

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=124730&typeb=0&aereo-russo-abbattuto-in-siria-gli-sviluppi-e-le-conseguenze

http://www.telesurtv.net/english/news/Anger-as-Saudi-Govt-to-Sue-People-over-IS-Group-Comparison-20151201-0029.html

http://www.ilmessaggero.it/primo_piano/esteri/arabia_saudita_esecuzione_massa_al_nimr-1388168.html
Lo scorso gennaio, Middle East Eye ha pubblicato uno studio da cui emerge che il codice penale saudita coincide in gran parte con quello imposto dal sedicente Stato islamico. Proprio come nel caso di Daesh, anche il codice penale dell’Arabia Saudita prevede la condanna a morte per blasfemia, omosessualità, tradimento e omicidio, la lapidazione per gli adulteri sposati, le frustate per quelli non sposati e il taglio degli arti per furti e rapine. 

http://therealnews.com/t2/index.php?option=com_content&task=view&id=31&Itemid=74&jumival=15147
But certainly the American role in Syria is, on the face of it, rather contradictory, claiming to be fighting for democracy and wanting to overthrow the dictator Assad, except your biggest ally in the whole venture is Saudi Arabia, one of the more oppressive dictatorships on the planet
Certamente il ruolo americano in Siria è piuttosto contraddittorio: rivendica di voler combattere per la democrazia e abbattere il dittatore Assad, ma si dà il caso che il suo più grande alleato nell’impresa è l’Arabia Saudita, dove regna una delle più oppressive dittature del pianeta.

http://blogs.publico.es/puntoyseguido/3050/que-pretendian-turquia-otan-al-derribar-el-avion-ruso-su-24/
La guerre proportionnellement la plus meurtrière n’existe pas. En tout cas, dans les médias occidentaux. 5 000 tués dont 500 enfants brûlés vifs par les bombardiers. 1,5 million de réfugiés. Pas important, les bombardeurs du Yémen sont « nos » salauds : les Saoud ! Routes, ponts, écoles, hôpitaux, zones résidentielles, cimetières, aéroports détruits. Pas grave, les destructeurs sont « nos » salauds : les Saoud ! Plus de 10 millions de civils privés d’eau ou de nourriture, dit l’ONU. On s’en fout, les organisateurs du blocus sont « nos » salauds : les Saoud!
La guerra proporzionalmente più sanguinosa non esiste, perlomeno non nei media occidentali. 5.000 uccisi, di cui 500 bambini bruciati vivi dai bombardieri. 1,5 milioni di rifugiati. Non importa, i bombardieri dello Yemen sono i “nostri bastardi”, i sauditi! Strade, ponti, scuole, ospedali, zone residenziali, cimiteri, aeroporti distrutti. Non è grave, i distruttori sono i “nostri bastardi”, i sauditi. Più di 10 milioni di civili privati di acqua e cibo, dice l’ONU. Chi se ne frega, gli organizzatori dell’embargo sono i “nostri bastardi”, i sauditi.

http://www.globes.co.il/en/article.aspx?did=1001084873
Kurdish and Turkish smugglers are transporting oil from ISIS controlled territory in Syria and Iraq and selling it to Israel, according to several reports in the Arab and Russian media. An estimated 20,000-40,000 barrels of oil are produced daily in ISIS controlled territory generating $1-1.5 million daily profit for the terrorist organization.
Contrabbandieri curdi e turchi stanno trasportando olio dai territori siro-iracheni controllati dall’ISIS per venderlo a Israele, secondo giornali arabi e russi. Si stimano tra i 20.000 e i 40.000 barili che producono un giro d’affari giornaliero tra 1 e 1,5 milioni di dollari per l’organizzazione terrorista.

http://it.sputniknews.com/mondo/20151116/1554044/Terrorismo-Russia-ONU-Sicurezza-Arte-Contrabbando.html
Durante il vertice del G20 di Antalya, la Russia ha dato esempi di come persone fisiche di 40 Paesi, compresi membri del G20, riescano a finanziare ISIS. Lo ha dichiarato il presidente Vladimir Putin intervenendo nella fase finale del vertice internazionale.

Informazioni su Mauro Poggi

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3 risposte a Spazi aerei

  1. Sendivogius ha detto:

    Maliziosamente parlando, credo che a perdere il suo posto da speaker sarà l’imbarazzante, più ancora che imbarazzato, Marc Toner; perché il ricorso strutturale alla menzogna, se questa viene elevata a rappresentazione propagandistica delle ragioni del “potere”, costituisce a suo modo un’arte (intesa come recita). E bisogna saper mentire, per poter essere credibile nella parte.
    E Toner proprio non lo è, mentre balbetta esitante il copione di scena, seguendo suggerimenti del ‘gobbo’. Si incarta come uno studentello impreparato all’interrogazione e ripete la stessa battuta ad ogni domanda, incapace com’è di inventare una sola ragione plausibile. Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio, questa mezza cartuccia scarica è riuscito a fugarli del tutto. E non certo nel senso desiderato.

  2. Mauro Poggi ha detto:

    🙂 Non bisogna essere troppo severi con il povero Toner: dopotutto la “mission” era “impossible” e lui non è Tom Cruise. Il punto è che si può sostenere l’insostenibile solo se chi fa le domande è il classico giornalista embedded il cui compito è quello di accettare per buona la prima risposta, qualunque essa sia.
    Molte brillanti risposte sono tali solo perché non segue la seconda domanda…
    Mi viene in mente quando, nel 2011 – in occasione dell’ammissione della Palestina all’UNESCO – l’allora portavoce si trovò a dover spiegare le ragioni per cui gli USA non solo avevano votato contro ma per rappresaglia avevano deciso di sospendere il versamento dei contributi americani all’organizzazione. Il portavoce era nientemeno che la famigerata Victoria Nuland, una tosta la cui faccia di bronzo professionale è quasi leggenda. Solo che anche in questo caso Il giornalista (Matthew Lee) era uno di quelli che ancora crede che non si fa informazione se ci si accontenta della prima risposta Disgraziatamente per Victoria e per la sua faccia di bronzo.
    https://mauropoggi.wordpress.com/2011/11/07/palestiniana-la-portavoce-e-il-giornalista-2/
    http://tv.globalresearch.ca/2011/11/america-bashes-unesco-democratic-vote-palestine

  3. Sendivogius ha detto:

    Certo che per mettere in difficoltà una come la Nuland bisogna essere degli ottimi professionisti, o più semplicemente basta per l’appunto ricorrere alla fatidica “seconda domanda”, che nel caso del nostro giornalismo consiste quasi sempre in mera piaggeria mediatica o domande di riserva (“dove trascorrerà le vacanze”..”il suo piatto preferito”) il cui unico scopo è quello di stemperare la tensione involontariamente venutasi a creare. Al massimo si ricorre a espedienti molto tristi, come il finto microfono spento o la telecamera nascosta, che io trovo mezzucci un po’ squallidi per carpire informazioni circuendo la fiducia del proprio interlocutore, ai limiti del gossip politico, ma qui in Italia fanno “grande giornalismo d’inchiesta”.

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