Visitors fra noi: i Fact-resistant Humans

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Andy Borowitz, nel suo blog sul The New Yorker, dà  brevemente notizia di un’inquietante scoperta a opera di un gruppo di ricercatori dell’Università del Minnesota. Una mutazione genetica originerebbe un particolare ceppo di umani, definiti “fatto-resistenti” (fact-resistant humans), con peculiarità psichiche tali da mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza della nostra specie, tenuto anche conto della virulenza con cui si propagano.

Ulteriori indagini in rete mi permettono di integrare il post di Borowitz con altri ragguagli.

La ricerca ha stabilito che le persone appartenenti a questo ceppo condividono un modello cognitivo che le rende virtualmente immuni a ogni forma di conoscenza verificabile, in quanto i loro processi mentali si svolgono all’interno di rappresentazioni arbitrarie, tanto più persistenti quanto più ingiustificate, la cui funzione – sostanzialmente consolatoria e identitaria – è di procurare a questi soggetti l’habitat psicologico ideale per coltivare le proprie certezze.

Questo tipo di umani non appartengono ad alcuna etnia specifica; al contrario sono presenti in ogni razza – ancorché sembrano particolarmente diffusi in diversi paesi occidentali“, afferma il professor David C. Logsdon, lo scienziato che dirige la ricerca. “Apparentemente possiedono tutte le facoltà necessarie a ricevere e a processare logicamente le informazioni, ma hanno sviluppato difese che di fatto le inattivano“.
L’aspetto inquietante, aggiunge Logsdon, è che queste difese tendono a essere tanto più potenti ed efficaci quanto più i fatti diventano evidenti.
Non abbiamo idea del meccanismo che impedisce agli umani fact-resistant di elaborare normalmente i dati. Sospettiamo che in qualche modo le informazioni che arrivano ai loro organi sensoriali dal mondo reale vengano intercettate da un agente patogeno in grado di selezionarle e scartare quelle ritenute incompatibili con gli schemi consolidati del soggetto prima che esse raggiungano il cervello. La consapevolezza della realtà in questo modo ne rimane parzialmente o totalmente alterata“.

I ricercatori ammettono che al momento non esiste alcuna terapia per i soggetti appartenenti al ceppo fact-resistant, né vaccini che ne possano contrastare la diffusione virale.

L’unica possibilità sperata è che il conflitto fra realtà e rappresentazione mentale diventi a una certo punto eccessivamente dissociante, e il soggetto ne subisca un trauma abbastanza forte da normalizzare le sue capacità ricettive. Logdson lo definisce  “trauma da resipiscenza” (resipiscence shock), ma sostiene che tende ad accadere – se accade – sempre troppo tardi.

A sostegno della sua scoperta, Logsdon cita casi inequivocabili:

Gli elettori europei di sinistra che continuano a votare il Partito Socialista francese di Hollande, o quello socialdemocratico di Sigmar Gabriel in Germania; o addirittura quelli che si ostinano a votare il PD di Renzi in Italia: tutti ancora convinti di eleggere partiti progressisti.
I sostenitori di Tsipras, che riescono a leggere la capitolazione della Grecia come una sua grande vittoria, e il tradimento del referendum come una mossa di fine strategia politica.
Gli Euroteisti a oltranza che – nonostante i disastri economici, lo scempio di democrazia e a dispetto della vicenda greca – continuano a invocare “più Europa” e “riforme dall’interno”.
La politica israeliana in Palestina.
L’appoggio di gran parte degli americani alla loro classe dirigente, che nonostante i disastri inflitti e le batoste ricevute dal secondo dopoguerra in poi si appoggia ancora al mito dell’eccezionalismo americano e non smette di considerare il resto del pianeta come un proprio cortile di cui ha libera disponibilità.
Il teo-liberismo.

In ognuno di questi casi, sostiene il professore, propaganda e manipolazione – per quanto pervasive – da sole non possono spiegare l’adesione tenace e masochista di un così gran numero  di individui che, in condizioni geneticamente normali, sarebbero comunque in grado di percepite il divario tra i fatti e la rappresentazione che viene proposta loro.

Logsdon sostiene che potrebbe seguire per ore elencando esempi significativi. “Ho il sospetto che i fact resistant humans siano ormai la maggioranza. Interagiscono con noi, sono cooperativi e cordiali – ma solo finché non si mette in discussione la loro particolare rappresentazione della realtà“.
Con aria chiaramente preoccupata conclude: “Chiunque potrebbe essere un fact-resistant human“.
Noi compresi.

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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7 risposte a Visitors fra noi: i Fact-resistant Humans

  1. Sendivogius ha detto:

    Mauro, immagino che ovviamente si tratti di un “fake”..:)

  2. ff0rt ha detto:

    Post ottimamente scritto. Capisco e rispetto la finalità politica dell’articolo, ma mi vengono in mente anche tante categorie di complottisti e negazionisti da includere nell’elenco.

  3. Gabriella Giudici ha detto:

    Assomigliano a sordi coloro che anche dopo aver ascoltato non comprendono; di loro testimonia il proverbio: “Presenti, essi sono assenti (Eraclito)😉.

  4. voltaire1964 ha detto:

    Mauro, Nietzsche diceva che “non ci sono fatti ma solo interpretazioni”, dove l’interpretazione include anche la negazione del fatto. Vedi la politica americana a riguardo dei ‘fatti’.

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