Memento

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Dalla bacheca FB di Andrea Zhok, un utile promemoria:

§

L’intero debito pubblico greco ammonta a circa 320 miliardi di euro (370 miliardi di dollari). Uno haircut del 40% (130 miliardi) sarebbe sufficiente a renderlo sostenibile nel lungo periodo.

Il salvataggio della banca d’affari Citigroup è costata 2.513 miliardi di dollari.
Quello di Morgan Stanley è costata 2.041 miliardi di dollari.
Quello di Barclays 868 miliardi.
Quello di Goldman Sachs 814 miliardi.
Quello di JP Morgan 391 miliardi.

Se andiamo a banche europee salvate da stati europei a scapito degli erari pubblici europei, il salvataggio di Bnp Paribas è costato 175 miliardi e quello della Dresdner Bank 135 miliardi.

D’altra parte, se per l’intero “piano Juncker”, di rilancio anticiclico, sono stati raggranellati 20 miliardi, non mi pare ci sia molto da interpretare circa le priorità dell’attuale politica europea.

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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11 risposte a Memento

  1. bortocal ha detto:

    L’ha ribloggato su Cor-pus.

  2. Gabriella Giudici ha detto:

    “Le grandi società non sanno che la linea di demarcazione tra fame e furore è sottile come un capello. E il denaro che potrebbe andare in salari va in gas, in esplosivi, in fucili, in spie, in polizie e in liste nere. Sulle strade la gente formicola in cerca di pane e lavoro, e in seno ad essa serpeggia il furore, e fermenta” (J. Steinbeck, Furore, XXI).

    • Mauro Poggi ha detto:

      Un grande romanzo. Un modo per dire che quello greco non è un problema economico, ma politico, è raccontato qui:
      Il babbo disse: “[…] Ma il problema è, c’è posto per tutti sulla macchina? E siamo in grado di nutrire una bocca in più?” Senza voltare la testa, ripeté la domanda: “Mamma, siamo in grado?”
      La mamma si schiarì la gola. “Quanto a essere in grado, siamo in grado di niente; né partire per la California, né niente. La questione è di sapere se ‘vogliamo’ prenderlo con noi o no.”

  3. Gabriella Giudici ha detto:

    « E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore. Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e s’avvicina l’epoca della vendemmia. »

  4. Sendivogius ha detto:

    😉 Mi sa che anche tu hai letto ed apprezzato l’ottima analisi di Mariana Mazzucato, pubblicata oggi su “La Repubblica”…

    http://www.repubblica.it/economia/2015/07/13/news/solo_lo_spirito_del_dopoguerra_potra_salvarci_dalla_crisi_eterna-118949339/

    P.S. Ottima la scelta di utilizzare le opere di George Grosz (è lui vero?), per illustrare il testo.
    Ai tedeschi bisognerebbe ricordare cosa è stata Weimar…

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