Inflazione, banche centrali, disegnini.

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1) Inflazione

a) Ha-Joon Chang  (“Bad Samaritans” –  Cornerstone Digital Edition)

Neo-liberals have made a big deal out of the fact that inflation hurts the general public […] But this populist rethoric obscures the fact that the policies needed to generate low inflation are likely to reduce the future earnings of most working people by reducing their employment prospects and wage rates“.

I neo-liberisti  danno grande rilievo al fatto che l’inflazione colpisce il grande pubblico. Ma questa retorica populista trascura il fatto che le politiche economiche necessarie per conseguire una bassa inflazione portano alla diminuzione del reddito dei lavoratori, mediante la riduzione delle prospettive di impiego e l’abbassamento del livello dei salari.

b) Art 127/1 Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE):

“L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato “SEBC”, è il mantenimento della stabilità dei prezzi”.“[…] Pertanto, la stabilità dei prezzi non è solo l’obiettivo primario della politica monetaria della BCE, ma anche un obiettivo dell’intera Unione europea”.

Inflazione Eurozona

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2) Banche Centrali

a) Ha-Joon Chang  (“Bad Samaritans” – Cornerstone Digital edition)

It is a myth that central bankers are non-partisan technocrats. It is well known that they tend to listen very closely to the view of the financial sector, and implement policies that help it, if necessary at the cost of the manufacturing industry or wage earners. So, giving them independence allows them to pursue policies that benefit their own natural constituencies without appearing to do so.
The policy bias would be even worse if we explicitly tell them that they should not worry about any policy objective other than inflation.
Central bank independece raises an important issue for democratic accountability. The flip side of the argument that central bankers can take good decisions only because their job do not depend on making the electorate happy is that they can pursue policies that hurt the majority of people with impunity […]“.

Che i banchieri centrali siano dei tecnocrati al di sopra delle parti è solo un mito.  Si sa benissimo che essi tendono ad ascoltare con molta attenzione il settore finanziario e a implementare politiche che gli siano di vantaggio, se necessario anche a spese del settore industriale o dei lavoratori. L’indipendenza permette loro di adottare, senza darlo a vedere, politiche che vanno a beneficio dei loro naturali sostenitori.
La pregiudiziale diventa ancora più forte  se si conferisce loro l’esplicito mandato di preoccuparsi solo dell’inflazione.
L’indipendenza della Banca centrale solleva un importante problema di responsabilità democratica. L’argomento per cui i banchieri centrali possono prendere buone decisioni solo perché il loro lavoro non dipende dalla soddisfazione dell’elettorato ha come contropartita il fatto che essi possono adottare impunemente politiche pregiudizievoli per la maggior parte della gente.

If all the real important decisions are taken away from democratically elected government and put in the hands of unelected technocrats in the “politically indipendent” agency, what is the point of having a democracy?“.

Se le decisioni più importanti sono sottratte ai governi democraticamente eletti e messe in mano a tecnocrati non eletti di istituzioni “politicamente indipendenti”, a cosa serve avere una democrazia?

 b) Statuto del Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC) e della Banca Centrale Europea

Art 7 – Indipendenza

…Né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo.

3) Disegnini

Non dovrebbe essercene bisogno, perché a questo punto il quadro è sufficientemente chiaro. O no?

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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3 risposte a Inflazione, banche centrali, disegnini.

  1. Gabriella Giudici ha detto:

    Direi proprio di si: anche senza le figure (di bagnaiana memoria) è quasi un educational.

  2. Pingback: La Grecia, di nuovo « Mauro Poggi

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