MH17, un Boeing insabbiato.

A proposito dell’abbattimento del Boeing 777 in Ucraina, un articolo sul giornale malese New Straits Times OnLine , in data 7 agosto, esordiva così:
“Intelligence analysts in the United States had already concluded that Malaysia Airlines flight MH17 was shot down by an air-to-air missile, and that the Ukrainian government had had something to do with it. This corroborates an emerging theory postulated by local investigators that the Boeing 777-200 was crippled by an air-to-air missile and finished off with cannon fire from a fighter that had been shadowing it as it plummeted to earth”.
Vale a dire: Analisti dell’Intelligence statunitense hanno già concluso che il volo della Malaysian Airlines MH17 è stato abbattuto da un missile aria-aria, e che il governo ucraino ha qualcosa a che fare con l’accaduto. Questo corrobora una teoria emergente postulata da investigatori locali, secondo i quali l’aereo fu colpito da un missile aria-aria lanciato da un caccia che lo stavo seguendo e che poi lo finì mitragliandolo mentre l’aereo precipitava”.

L’articolo, in Italia, è stato ripreso sul web (qui la traduzione data da Voci dall’Estero); successivamente la giornalista Maria Grazia Bruzzone ne ha dato notizia in un articolo molto circostanziato su La Stampa, unico giornale – a mia conoscenza – ad averne parlato. Nessun commento, sempre a mia conoscenza, in TV. In entrambi i casi però potrei non essermene accorto, data la mia scarsa frequentazione dei media stampati o catodici. E’ un fatto però che l’argomento da qualche settimana è, a dir poco, trascurato: dopo giorni di roboanti dichiarazioni e accuse perentorie la grancassa mediatica occidentale ha optato per un pudico silenzio.

Niles Williamson, in un articolo su  Global Research che riassumo, analizza il fenomeno.

Il silenzio assordante dei media e del governo statunitensi sullo stato di avanzamento delle indagini, dice Williamson, va rassomigliando sempre più a un vero e proprio insabbiamento.
Nei giorni immediatamente successivi al disastro, ricorda, venne sostenuto che l’aereo fu abbattuto da un missile terra-aria SA-11 sparato dai separatisti. Nonostante non venisse avanzata alcuna prova a sostegno, questa tesi fu la base per lanciare una campagna mediatica che ha portato a sanzioni economiche contro la Russia e  al rafforzamento della posizione NATO nell’Est europeo.
Il numero 31 di Der Spiegel andò in edicola con in copertina la scritta a caratteri cubitali “Stoppt Putin Jetzt” (fermiamo Putin ora), circondata dalle foto delle vittime. Stop PutinUn editoriale dell’Economist del 26/7 dichiarava Putin colpevole, e pubblicava una foto del presidente russo con una ragnatela sullo sfondo denunciandone la “rete di menzogne”.
Una campagna di demonizzazione mediatica che ricorda quelle lanciate a suo tempo contro Saddam o Gheddafi, propedeutiche al successivo intervento per abbattere quei regimi con la forza.  Solo che il governo preso di mira, stavolta, era quello di una potenza nucleare…

Dopo tanto clamore, improvvisamente gli USA [e l’Europa]  lasciano cadere l’argomento. Il New York Times non ne ha più scritto un rigo dal 7 agosto, guarda caso la stessa data del citato articolo sul New Straits.

Putin spyder

Eppure le scatole nere dell’aereo sono all’esame dei tecnici inglesi ormai da settimane; le registrazioni dei satelliti-spia e dei radar militari riguardanti la zona  al momento del disastro sono state attentamente analizzate. Ulteriori dati dovrebbero essere ormai disponibili, e c’è da scommettere che se rappresentassero una prova contro la Russia e i separatisti sarebbero stati ampiamente divulgati.
Sin dall’inizio l’amministrazione Obama non ha lesinato accuse di responsabilità a Putin, ma ha sempre omesso di fornire prove al riguardo.

[Una linea, aggiungo io,  seguita pedissequamente dai media europei, ligi ad accogliere senza alcun controllo le veline propagandistiche in arrivo da Kiev. Per esempio le immagini dei ribelli che esibiscono come trofeo, davanti ai resti dell’aereo, un pupazzetto appartenuto a una piccola vittima, o che saccheggiano gli oggetti di valore: immagini prese da un video che racconta tutt’altro, ma che decontestualizzate si prestavano egregiamente a discreditare come cinici saccheggiatori i ribelli separatisti. Così egregiamente che perfino il Ministro degli esteri olandese si è lasciato andare a commossi accenti davanti al Consiglio dell’ONU: “Abbiamo ricevuto negli ultimi due giorni dei rapporti molto inquietanti… corpi spogliati dei loro averi… immaginate, come padri, come madri, come mogli e come mariti, immaginate… prima ricevete la notizia che il vostro congiunto è stato ucciso… e due o tre giorni dopo vedete le immagini di qualche fottuto che sfila la fede nuziale dalle sue mani…”].

Mentre sfruttava il disastro per mettere sotto pressione e minacciare la Russia, Obama metteva in guardia dalla disinformazione che si sarebbe creata intorno all’incidente. Alla fine la disinformazione c’è stata,  ma è arrivata proprio dalla parte che la paventava. John Kerry, in un’apparizione televisiva del 20/7, affermò senza  alcuna esitazione che responsabili dell’abbattimento erano i separatisti filo-russi e il governo Russo. A sostegno citò una registrazione non autenticata di separatisti che parlano di un aereo abbattuto, divulgata dai servizi segreti ucraini; dei videoclip su you tube di  autocarri che trasportano non identificati equipaggiamenti militari lungo una strada; una dichiarazione tratta dai social media in cui il leader separatista Igor Strlkov avrebbe rivendicato l’abbattimento dell’aereo.
A una conferenza stampa del 21/7, il portavoce del Dipartimento di Stato Marie Harf dichiarò che le conclusioni dell’amminstrazione Obama a proposito dell’abbattimento  “sono basate su informazioni pubbliche [? open information], essenzialmente di buon senso”. Sollecitata a presentare prove, ammise  di non averne.

Se i separatisti avessero lanciato un missile terra-aria, l’Air Force americana sarebbe in possesso di immagini che lo confermerebbero oltre ogni dubbio.  Essa dispone di satelliti con sensori infrarossi che possono individuare il lancio di un missile da qualunque parte del globo avvenga, e i radar americani in Europa ne avrebbero seguito la traccia e l’esplosione. Se i dati di questi satelliti e di quei radar non sono stati pubblicati, evidentemente è perché qualunque cosa essi mostrino non collima con la versione occidentale dei fatti.
Il giorno dopo le affermazioni di Kerry, i russi hanno presentato invece i dati dei loro satelliti e radar, da cui emerge la presenza di un aereo militare ucraino che volava nelle immediate vicinanze dell’MH17 quando  fu abbattuto. Ma Kiev ha negato e tanto basta.

Come osserva Williamson, probabilmente è ancora presto per capire cosa è veramente successo quel giorno.

E forse resterà “ancora presto” per sempre, aggiungo. Più indizi emergono a carico di Kiev, più cala il silenzio. Nel frattempo nell’immaginario collettivo occidentale la vicenda dell’aereo abbattuto va sedimentandosi, non come ennesimo mistero irrisolto ma come il crimine che Putin ha deliberatamente commesso: qualunque sia la verità, la cara vecchia propaganda si dimostra ancora una volta arma di tutto rispetto.

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11 risposte a MH17, un Boeing insabbiato.

  1. tramedipensieri ha detto:

    Non mi stupisce. Non mi stupisce per niente…si è sempre agito in questo modo…costruiscono,la verità ..una verità che accontenti la gente…ma soprattutto a loro…
    Una sorta di merce di scambio…penso.
    E po’,queste notizie arrivano come una bomba e poi subito un’altra che fa “dimenticare” la precedente….

  2. aldoricci ha detto:

    Sanza prosopopea & presunzione ritengo che qualsiasi ricostruzione e/o interpretazione di quanto fatto e/o non fatto da qualsivoglia servizio senza farne direttamente o in/direttamente parte, costituisca esercizio illusorio nonché vano a tutti gli effetti

    • Mauro Poggi ha detto:

      Cosa intendi per “servizio”?

      • aldoricci ha detto:

        servizi di sicurezza e/o insicurezza… intelligence… per chi si crede che lavorino gli analisti… molti per dire tutti questi polveroni e insabbiamenti contro/ informativi… servono per lanciare campagne mediatiche utili ai servizi ma anche ai giornali… per lo più preoccupati di far quadrare bilanci sempre meno opulenti… in sostanza ritengo che la moltiplicazione dei media… al contrario di quel che si pensava all’inizio… invece che aumentare la quantità e la qualità dell’informazione… la sta riducendo al lumicino… mi pare fosse Longanesi che diceva che fare il giornalista è sempre meglio che andare a lavorare… esattamente dove manderei questa massa di ignoranti presuntuosi e e spesso in malafede i quali… sempre meno provvisti di etica professionale… fanno strame dei cervelli dei lettori… all’esclusivo beneficio dei quali dovrebbero essere rivolti… ma tanté

  3. Caro Poggi, devo dire che per la prima volta dall’inizio della vicenda oggi trovo sul NYT un editoriale un minimo critico:
    http://www.nytimes.com/2014/08/22/opinion/when-sanctions-lead-to-war.html
    Certo, pensare che le sanzioni di Roosevelt al Giappone (blocco dei combustibili) non fossero orientate a fargli fare un passo falso per giustificare una entrata in guerra degli USA che i relativi cittadini non avrebbero altrimenti mai approvato, va ascritto alla “diplomazia”, ma almeno un minimo di critica si solleva. Qualcosa si sta muovendo sotto le coltri?
    Purtroppo l’editoriale non è commentabile, altrimenti qualcosina avrei scritto.
    Certo, mi ha fatto una terribile impressione vedere come NYT si sia allineato anche lui alla propaganda. Un minimo sospiro di sollievo questo editoriale me lo fa tirare …

  4. fausto ha detto:

    A margine nota curiosa: in realtà i russi dispongono certamente di una enorme mole di dati circa comunicazioni radio, attività radar, telerilevamento. Lo si intuisce dal fatto che abbiano segnalato con precisione la crescita improvvisa delle emissioni radar delle batterie Buk ucraine nelle ore precedenti l’abbattimento. Stavano sorvegliando tutto quanto con cura certosina.

    La mia impressione è che i russi stessi abbiano mostrato molto meno di quel che sanno: condividendo in questo l’atteggiamento della controparte. Varrebbe la pena chiedersi perché, anche se capisco bene che ci siano molte possibili risposte.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Ottima osservazione: anche questo è un aspetto singolare della vicenda. A giudicare dalla poca contro-informazione sembrerebbe che nemmeno loro siano troppo interessati a fare chiarezza. A meno che la contro-informazione russa ci sia, ma venga deliberatamente ignorata dai media occidentali; però è difficile pensare che la Russia non sia in grado di divulgare in Occidente tutte le informazioni che vuole…

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