Malformazioni genetiche a Gaza. (Gaza dove?)

NewWeapons Commitee è un importante sito web specializzato nell’indagine e valutazione degli effetti a lungo termine che le più recenti armi non convenzionali possono avere sulla popolazione civile, in particolare su feti e bambini. Il gruppo che vi lavora è composto da accademici, ricercatori e giornalisti, nato nel 2006 all’indomani del conflitto libano-israeliano. L’alto livello scientifico della rete di consulenti  che vi aderiscono, come si desume dalla pagina di presentazione, garantisce l’attendibilità delle informazioni.

Nel testo che segue, il blogger Lorenzo Piersantelli – molto sensibile al tema dei diritti umani –  riassume alcuni degli studi pubblicati per raccontarci sul suo blog  la situazione a Gaza, un vero e proprio laboratorio di atrocità.  In particolare, Lorenzo fa riferimento alle ricerche della professoressa Paola Manduca, genetista dell’Università di Genova, di cui segnalo la recente intervista alla trasmittente genovese PrimoCanale:

Per ulteriori approfondimenti su Gaza, suggerisco anche:

– il post “La politica di Tel Aviv e l’impoverimento programmato della Striscia di Gaza“, sempre di Lorenzo Piersantelli
– il video “The Dirty War”, con sottotitoli in italiano, segnalato da Newweapons.

§

Lorenzo Piersantelli: “Striscia di Gaza: le malformazioni genetiche causate dalle armi non convenzionali di Israele

Ci sono orrori di cui nessuno parla. Drammi umani che resteranno ignoti per sempre: dietro ogni guerra, come quella che imperversa da un’infinità di guerra lungo la striscia di Gaza, ci sono interessi così forti ed inimmaginabili di sovrastrutture internazionali da permettere di ignorare volontariamente violazione dei diritti umani palesemente condannabili.

Cadmio, mercurio, molibdeno e cobalto: materiali altamente nocivi che da anni contaminano i terreni di Gaza e dintorni. E le conseguenze che vanno sempre più manifestandosi sono a dir poco spaventose: leucemie, problemi di fertilità, malformazioni nei neonati e patologie di origine genetica. Patologie gravissime che minano sempre più il futuro della popolazione di quelle aree. Una realtà estremamente drammatica già documentata nel 2010 da un comitato di scienziati indipendenti che ha sede in Italia: il “New Weapons Research Group”.

Il Comitato indaga sull’uso di di armi non convenzionali nei conflitti del nuovo secolo e sugli effetti di medio periodo nelle aree in cui vengono utilizzati; ed hanno analizzato quattro crateri formatisi a seguito delle esplosioni documentate: due nella città di Beit Hanoun, uno nel campo profughi di Jabalia ed, infine a Tufah, sobborgo di Gaza City. “A Beit Hanuon sono state rilevate quantità consistenti di tungsteno e mercurio: altamente cancerogeni. La deflagrazione di una bomba ha contaminato acque e terreno. E poi: il molibdeno, presente in grosse quantità in tutti i crateri, è risultato tossico per gli spermatozoi. Cadmio nel cratere di Tufah: anch’esso cancerogeno. E ancora: cobalto, manganese, zinco, stronzio, tutti materiali con effetti devastanti per il corpo umano. Se si pensava che l’immagine dell’orrore della guerra a Gaza fosse incarnato solo da quelle lingue di luce emanate dalle bombe   al fosforo bianco, ci si è in parte sbagliati. Gli scienziati del New Weapons Group hanno analizzato la composizione di una polvere residua di una bomba esplosa presso l’ospedale di Al Wafa: oltre al fosforo, altri metalli altrettanto pericolosi impastano il terreno contaminandolo, come molibdeno e tungsteno. Perché, dunque, tutto questo? Una prima risposta è quella fornita dalle accuse di crimini di guerra contro i civili del rapporto Goldstone, il giudice ebreo che ha compilato per l’Onu un dettagliato resoconto”.

Un’ulteriore risposta a questo delicato quesito viena dalla Professoressa Paola Manduca, ordinaria di Genetica presso l’Università di Genova e portavoce del gruppo internazionale degli scienziati: “Auspichiamo che le indagini fino a ora svolte dalla Commissione Goldstone, voluta dalle Nazioni Unite vadano oltre il rispetto dei diritti umani e prendano in considerazione gli effetti sull’ambiente provocati dall’uso di varie tipologie di bombe e le ricadute sulla popolazione nel tempo. Una rapida raccolta di dati può essere realizzata secondo modalità che si possono descrivere agevolmente e programmare”.

[Continua a leggere sul post originale]

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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4 risposte a Malformazioni genetiche a Gaza. (Gaza dove?)

  1. lpiersantelli ha detto:

    Mauro, ti ringrazio ancora delle fonti che mi hai fornito insieme a Davide Visigalli. Denunciare questi veri e propri crimini contro l’umanità e rendere pubblici questi studi coraggiosi condotti dai ricercatori di New Weapons, come la Professoressa Paola Manduca e dai suoi colleghi e collaboratori, è un dovere morale e civile: parlarne e diffondere informazioni perché l’umanità condanni tutto ciò.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Caro Lorenzo, grazie a te per avere scritto il post.
      Ho appreso dell’esistenza di New Weapons Commitee casualmente, chiacchierando con Davide – che a sua volta ne era al corrente per conoscere personalmente la professoressa Manduca. In pratica, mi pare che al di là di una ristretta cerchia scientifica, il prezioso lavoro del gruppo viene serenamente ignorato dai grandi media e la sua divulgazione, quando avviene, accade grazie solo al passa-parola.
      Mi consolo pensando che questo dà almeno un senso al mio impegno di blogger della domenica. 🙂

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