Commemorazioni e dimenticanze: la guerra ignorata (II)

200px-UnknownWar

Nel post precedente ho accennato a due articoli di Paul Craig Roberts, uno dei quali, The Unknown War,  è intitolato con riferimento a una serie televisiva di documentari sulla guerra russo-tedesca.
La serie, di produzione sovietico-americana, “deve” la sua origine a un’analoga produzione della BBC trasmessa nel 1973: “The World at War“. La produzione britannica, che ebbe grande successo e vari riconoscimenti, era composta da 28 episodi della durata di circa 50 minuti ciascuno; di questi, solo quattro  erano dedicati al Fronte Russo, in conformità alla linea di pensiero propagandistico che da trent’anni minimizzava il contributo sovietico alla vittoria ed esaltava quello degli Alleati. Un inverecondo revisionismo storico iniziato immediatamente dopo la fine del conflitto e portato avanti fino ad oggi, come gli interventi di Obama e Cameron alle ultime commemorazioni dello sbarco in Normandia dimostrano.

Contro la sfrontata distorsione storica dei fatti, l’allora Unione Sovietica decise di replicare mettendo a disposizione il proprio archivio per una produzione alternativa che contrastasse il bombardamento mediatico e cinematografico cui veniva sottoposta l’opinione pubblica occidentale. Ne nacque un documentario di 20 episodi, intitolato polemicamente “The Unknown War“, La Guerra Sconosciuta. Solo l’episodio 17, “the Allies”, è dedicato al contributo occidentale: Paul Craig osserva, forse esagerando,  che il rapporto 1:20 rappresenta abbastanza bene la quota occidentale di contributo alla vittoria sulla Germania nazista.
La produzione si avvalse quasi interamente dell’ingente materiale girato dalle troupes sovietiche (quasi mille chilometri di pellicola che coprono l’intero conflitto sul fronte orientale, dall’invasione tedesca del 1941 all’ingresso in Berlino dell’armata Rossa nel 1945), con occasionali integrazioni di provenienza americana e inglese. Essa vanta tra l’altro alcune interviste esclusive di grande interesse storico: ai generali Zhukov e Chuikov, all’allora premier sovietico Leonid Brezhnev, all’ambasciatore americano in URSS durante la guerra, Averell Harriman.

La voce narrante è quella di Burt Lancaster, che appare anche all’inizio di ogni episodio per darne un’introduzione.

La serie fu trasmessa negli Stati Uniti nel 1978, ma i distributori occidentali che ne avevano acquistato i diritti non erano in grado di allestire una campagna pubblicitaria abbastanza efficace da abbattere il muro di falsificazione storica eretto nel corso dei trent’anni precedenti. Venne ritirata dalla circolazione un anno dopo, con l’inizio della guerra fra URSS e Afghanistan: per Washington la demonizzazione dell’avversario era prioritaria rispetto all’affermazione della verità. Più tardi riapparve su History Channel, e oggi è ancora reperibile su YouTube agli indirizzi che trovate in calce.

Non saprei dire che genere di accoglienza il documentario abbia ricevuto in Europa. In rete non trovo informazioni e personalmente non ricordo averne sentito parlare. E’ pur vero che da sempre sono un utente televisivo di tipo occasionale, quindi la mia testimonianza non è probante.
E’ comunque certo che la campagna di revisione storica ha colpito anche il nostro continente, e che la consapevolezza del fondamentale contributo russo alla vittoria è andata scemando con il passare degli anni.
A questo proposito, devo a una mia amicizia su FB, Giuseppina La, la segnalazione di questo eloquente grafico che mostra l’evoluzione nel tempo delle risposte al sondaggio IFOP (Institut Français d’Opinion Publique) su chi avesse più contribuito alla sconfitta tedesca. Riguarda i soli francesi, ma può essere ragionevolmente esteso al resto dei paesi europei. Nella percezione del pubblico il peso della contribuzione di URSS e USA si è andato ribaltando mano a mano che ci si allontana da quell’epoca: dal 57% e 20% rispettivamente del 1945 arriviamo al 20% e 58% del 2004.
Potenza della cinematografia hollywoodiana.

Sondaggio conoscenza Guerra Mondiale francese

La mia impressione, dopo aver guardato il primo episodio, è che si tratta di un lavoro imponente e storicamente importante, che merita tutto il tempo richiesto per la visione – del resto frazionabile a piacere. Non ho trovato una versione sottotitolata, ma la dizione di Burt Lancaster è abbastanza chiara anche per chi, come me, ha difficoltà a capire l’inglese parlato. Per chi l’inglese non lo mastica affatto, direi che le immagini da sole valgono comunque  la pena.

Qui sotto i venti link ai video, con l’augurio di una buona visione.

01) June 22, 1941

02) The Battle for Moscow

03) The Siege of Leningrad

04) To the East

05) The Defense of Stalingrad

06) Survival at Stalingrad

07) The World’s Greatest Tank Battle

08) War in the Arctic

09) War in the Air

10) The Partisans

11) The Battle of the Seas

12) The Battle of Caucasus

13) Liberation of the Ukraine

14) The Liberation of Belorussia

15) The Balkans to Vienna

16) The Liberation of Poland

17) The Allies

18) The Battle of Berlin

19) The Last Battle of the Unknown War

20) A Soldier of the Unknown War

Annunci

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
Questa voce è stata pubblicata in Società, Storia e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Commemorazioni e dimenticanze: la guerra ignorata (II)

  1. Gabriella Giudici ha detto:

    Zio Sam, com’è noto, ha preferito vincere la pace, Grazie per averli raccolti, me li sto vedendo tutti.

  2. Gabriella Giudici ha detto:

    Mi piace come Lancaster pronuncia “our story”, l’espressione intensa a significare “la storia di tutti” che è “la storia di questa parte”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...