Euroscetticismo: le argomentazioni inoppugnabili che lo smontano.

Chi ha un po’ seguito questo blog sa delle mie posizioni euroscettiche. Ultimamente però mi sono imbattuto in due trasmissioni TV, entrambe de La7,  dove ho udito preparatissimi ospiti argomentare così scientificamente a favore dell’Euro che le mie granitiche certezze vacillano, al punto che sto meditando di iscrivermi anch’io al PUD€ (Partito Unico Dell’€uro).

La prima illuminazione l’ho avuta il 2 aprile sbirciando Coffee Break, dove un convincente Dario Nardella (deputato PD, Vice-sindaco di Firenze e attuale reggente, a detta di alcuni eminenza grigia di Renzi) ha spiegato al colto e all’inclita i vantaggi dell’euro. Il video dell’intervento è disponibile qui, ma il discorso è di tale importanza che vale la pena trascriverlo:

 

“Vorrei rimanere su fatti concreti. Perché ho capito che Salvini, che è anche una persona molto abile e intelligente, ha scoperto la bellezza dei premi Nobel. Va bene. Però io rimango a un livello molto più concreto, terra terra, e parto dall’esperienza di Firenze, che è anche di tutta Italia se pensiamo al turismo. Il problema è che oggi l’Italia è scesa al sesto posto nella classifica internazionale del turismo. Noi siamo il paese più bello del mondo. Si parlava del Mezzogiorno. Abbiamo investito poco sull’attrazione turistica, ci hanno sorpassato paesi che sono molto meno interessanti del nostro. Allora l’euro, penso ad esempio a Firenze, è fondamentale quando noi pensiamo alle politiche per il turismo, perché il cambio della moneta ci avvantaggia quando vengono gli americani i cinesi, gli asiatici. Bisogna guardare anche i risultati concreti. Allora pensiamo all’opportunità che abbiamo anche nell’export. Si dirà sì ma con la lira si possono vendere meglio i prodotti. Attenzione che per comp… ehm bilanciare la forza di monete come quella americana o quella cinese abbiamo bisogno di un’Europa più forte, non di smantellarla”.

Dario Nardella e consorte a Pitti Uomo. Foto Corbis Images

Dario Nardella e consorte a Pitti Uomo. Foto Corbis Images

Seconda illuminazione, ieri sera, venerdì 4 aprile,  a Otto e Mezzo. Comparsata di Severgnini e Floris a scopo promozionale per l’ultimo libro che ciascuno di loro a scritto. La puntata è ancora disponibile a questo indirizzo. Trascrivo anche in questo caso il passaggio che mi ha colpito (il resto è andato tutto in compiacenti analisi sul nuovo caro leader Matteo Renzi), tanto più che non so per quanto tempo resterà disponibile sul portale de La7.
A partire dal minuto 12:25:

“Lilli Gruber:
… si dovrà per forza parlare di Europa. Tu Beppe hai scritto a proposito delle elezioni europee di maggio che gli unici che parlano con passione dell’Europa sono i nemici dell’Europa, mentre gli europeisti tacciono. Dovrebbero parlare per dire cosa, secondo te?

Beppe Severgnini:
Dovrebbero parlare per dire … e parliamo di milioni di persone in Europa che hanno partecipato ai programmi Erasmus, che non è una cosa per privilegiati, moltissimi ragazzi universitari… “ragazzi tocca a voi!”. L’Europa non è solo un posto dove si dividono classi, appartamenti e letti, è anche un’altra cosa. Allora fuori la voce, tocca a voi. Dobbiamo ricordare che abbiamo giocattoli più sicuri, alimenti più sicuripossiamo spostarci in giroabbiamo campionati più belli… Io vorrei – ti assicuro – bloccare un giorno l’Europa: il 9 maggio invece che il giorno per l’Europa il giorno senza Europa. E poi mettermi a Linate, o a Fiumicino, chiudere e tornare ai tempi in cui passaporti, visti… trovi una fila di un chilometro, e uno protesta “cos’è questa roba?!”. “Lei stia zitto, lei era uno di quelli che l’Europa non serve a niente, è una buffonata, si mette in coda, fa un chilometro di coda e zitto”. Ecco, forse queste cose… Lo sto dicendo con passione perché credo che l’Europa sia una grande conquista, e non tiro fuori la pace, ma anche la vita quotidiana… e che gli europeisti abbiano paura a dire queste cose perché la politica europea è troppo austera ci contesta i bilanci… tutto questo è vero ma l’Europa ha cambiato in meglio la nostra vita; senza una baby sitter del nord, tedesca diciamo la verità, l’Italia sarebbe andata non meglio, ma molto molto peggio. Ci hanno costretti a fare una serie di cose utili negli ultimi trent’anni almeno.”

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Come ho detto, dopo queste decisive argomentazioni sono tentato di iscrivermi al PUD€. Anzi l’avrei già fatto, ma mi sono imbattuto in uno studio della Natixis che  Voci dall’Estero ha appena segnalato.

Riferendosi a Spagna, Portogallo e Spagna, vi si dice che:

…even if no new crisis or no accident interrupts the improvement of the economies, it will take a very long time for these economies to return to normal, i.e.:
− For unemployment to return to its pre-crisis level (from 6 to 25 years according to the country);
− For public and private debt ratios to return to sustainable levels (from 6 to 15 years);
− For household and corporate solvency to return to normal (from 4 years to “forever”);
− For the production capacity destroyed during the crisis to be rebuilt (from 5 years to “forever”, “forever” meaning that the correction process has not started).  These countries will therefore be fragile for a very long time, hence the risk that a new confidence crisis may break out before their situation normalises. 

Tradotto suona più o meno così:
anche se nessuna nuova crisi o nessun incidente interrompesse la ripresa di queste economie, ci vorrà molto tempo perché esse tornino alla normalità, prima cioè:
– che la disoccupazione torni ai livelli pre-crisi (da 6 a 25 anni a seconda del paese);
– che i rapporti di debito pubblico e privato tornino a livelli sostenibili (dai 6 ai 15 anni);
– che la  solvibilità delle famiglie e delle imprese torni alla normalità (da 4 anni a “mai”);
– che la capacità produttiva distrutta durante la crisi venga ricostruita (da 5 anni a “sempre”, dove “sempre” significa che il processo di correzione non viene avviato).
Questi paesi rimarranno quindi fragili per un tempo lunghissimo, da qui il rischio di una nuova crisi di fiducia prima che la loro situazione possa normalizzarsi.

(Notare che l’analisi non include la Grecia, forse perché in quel caso i tempi di ripresa si spostano sul lunghissimo termine, dove come è noto saremo tutti morti).

Questo tra l’altro mi ha rammentato un recente studio della Commissione Europea sulle prospettive di crescita dei paesi eurozona, ignorato chissà perché dai media, dove ho trovato un pessimismo analogo, seppur leggermente più sfumato.

Tutto sommato credo che rimanderò l’iscrizione al PUD€ ancora di qualche giorno.

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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7 risposte a Euroscetticismo: le argomentazioni inoppugnabili che lo smontano.

  1. leprechaun ha detto:

    Dio mio, Severgnini col suo provincialismo (parochialism, altrimenti non mi capisce) è impagabile, ma il sor Nardella, il vice sindaco di Firenze, evidentemente si sentiva male. Succede quando qualcosa blocca l’afflusso di sangue al cervello. Qualcuno doveva chiamare un dottore.

    • Mauro Poggi ha detto:

      A me spaventa pensare che questi personaggi condizionano in qualche modo la nazione. Severgnini è un popolare opinion maker (sempre perché lui capisca); Floris con l’aria da bravo ragazzo incanta nonne e mamme, ma ha fatto della piaggeria un’arma di distruzione mentale; Nardella poi lo dànno come eminenza grigia di Renzi…Se non volessimo fermarci ai soli protagonisti del post potremmo andare avanti per ore. Così a volte subentra la depressione e concludo: siamo proprio fottuti. 😦

  2. francesca rinaldi ha detto:

    che paura!!! per un attimo ho pensato che la prima parte non fosse ironica!!

  3. Nicola Losito ha detto:

    Quella trasmissione della Gruber l’ho vista anch’io. L’intervistatrice è ormai ridotta a fare marchette per personaggi come Severgnini e Floris che hanno i loro libri (interessantissimi?) da pubblicizzare. Ormai certi personaggi tuttologi hanno inflazionato la TV.
    Nicola

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