Roberto, prigioniero del silenzio in Guinea Equatoriale

Noise From Africa

Fiaccolata a Latina per la liberazione di Roberto

Verità, al di là di ogni fantasia

Immaginate di esser rinchiusi in una camera senza finestre, in cui la temperatura è in media 40 gradi, dove il cancello si apre solo una volta al giorno per un cambio di secchio d’acqua. Immaginate che questa camera sia 2 metri per 3; vi entrano senza difficoltà alcuna topi e zanzare che difficilmente vi lasceranno dormire. Immaginate ancora che da quel cancello ogni tanto facciano ingresso soldati sadici, armati di bastone e fruste, voi soli contro molti. Immaginate che questa camera sia una cella carceraria africana. Immaginate di non capire il motivo per cui siate stati rinchiusi e di non aver voce, nonostante proviate a urlare. Ecco. Ora vi chiamate Roberto Berardi e la sua storia è anche la vostra.

Il caso dei Marò italiani detenuti in India dal Febbraio 2012 ha scosso l’opinione pubblica…

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2 risposte a Roberto, prigioniero del silenzio in Guinea Equatoriale

  1. Gabriella Giudici ha detto:

    Una storia orribile che rischia di perdersi nei mille drammi che ci passano ogni giorno sotto gli occhi. Grazie per averne parlato.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Non ne sapevo nulla nemmeno io. Vediamo se riusciamo a diffondere, visto che casi come questo, e ce ne sono parecchi – temo, non hanno sufficiente appeal mediatico per imbastirci sopra commoventi campagne in prima pagina.

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