Giornata della memoria

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Per il giorno della memoria sono andato a rileggere un post  scritto due anni fa:  Auschwitz e il male degli altri.

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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4 risposte a Giornata della memoria

  1. Aldo Ricci ha detto:

    Auschwitz … appare la scritta questo indirizzo non esiste… Giornata della Memoria non si apre…

    • Mauro Poggi ha detto:

      Buondì Aldo. Prima avevo postato tramite riblog e siccome non mi piaceva il risultato ho cancellato la pagina sostituendola con questa. Forse hai ricevuto il messaggio relativo alla pagina cancellata, a me questa funziona…

  2. silvia ha detto:

    Ciao Mauro,
    volevo solo farti un saluto, è da un po’ che non mi faccio sentire perché sono stata un po’ indaffarata in questo ultimo periodo.
    Purtroppo le cose vanno sempre peggio… quello che più mi deprime è che la gente, anche quelle persone che certe angherie le stanno subendo sulla loro pelle, non riesce proprio a capire, a vedere certe somiglianze con il passato.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Ciao Silvia,
      E’ bello risentirti.
      Capisco benissimo il tuo stato d’animo. Abbiamo al potere una classe dirigente inetta e arrogante, i cui unici obiettivi – che sempre più sfacciatamente perseguono alla luce del sole – sono gli interessi propri e dei gruppi di potere che li mantengono. L’inerzia della gente davanti a queste prevaricazioni continue e conclamate è davvero incredibile, e i signori del palazzo possono continuare a propinarci qualunque panzana.
      Qualcosa si muove, a livello di consapevolezza, ma molto, troppo lentamente rispetto al precipitare delle cose. Purtroppo questa inerzia non è solo una prerogativa nostrana: succede più o meno la stessa cosa in Grecia, in Francia, in Spagna, per citare i paesi che riesco a seguire attraverso i blogger locali.
      Il timore di una batosta elettorale alle europee di maggio indurrà il sistema a mostrare, per i prossimi mesi, un volto più umano. Prepariamoci alle grancasse mediatiche pronte a sventolare un qualunque alleggerimento delle politiche economiche come svolta epocale. Le sirene della propaganda europeista sono pronte, e i beoti saranno ancora una volta lieti di ascoltarle. L’unica cosa che possiamo fare è cercare di convincerli che di sirene si tratta… anche se il più delle volte non ci si riesce.
      Ti abbraccio.

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