Trolls comunitari

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La notizia risale a febbraio di quest’anno, ma vista l’imminenza di importanti consultazioni elettorali (quella tedesca a settembre, quella europea a giugno 2014), vale la pena riproporla a beneficio di chi, come Zingales e altri, si interroga con malcelato compiacimento sul mistero  per cui “nonostante il sogno europeo sembra essersi trasformato in incubo […] la maggioranza degli europei rimane a favore dell’euro”.

Le risposte che Zingales a altri si danno (quelle di Zingales le ho esaminate qui)  mi sembrano più che altro auto-rassicurazioni. Davanti alla disinformazione, alla propaganda e al terrorismo mediatico sviluppati con tutti i mezzi e in tutte le occasioni, e con tutta la potenza di fuoco mediatico di cui può disporre la governance europea, ciò che stupisce, piuttosto, è il fatto che a favore dell’euro sia solo una maggioranza e non la totalità dei cittadini.
Una maggioranza, peraltro, in vistoso declino, come non può fare a meno di rilevare la Commissione Europea nel suo quadrimestrale
Eurobarometro:

Valutazione UE: Totalmente positiva (blu), Neutra (giallo), Totalmente negativa (rosso)

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Futuro UE: Totalmente ottimista (blu), Totalmente pessimista (rosso)

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La notizia degli Euro-trolls, che per quanto ne so non è mai stata smentita – sebbene rimbalzata in rete con giustificata enfasi, è esemplare della strategia comunicativa (id est: propaganda) Eurocomunitaria.

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The Telegraph, 3 febbraio 2013: La Comunità Europea predispone una pattuglia di trolls per contrastare la marea euroscettica (di B. Waterfield)

Il Daily Telegraph ha potuto esaminare documenti riservati relativi alla proposta di spesa e pianificazione per una campagna di propaganda senza precedenti in vista delle elezioni europee del giugno 2014.
La chiave della nuova strategia sarà uno “strumento di monitoraggio della pubblica opinione” per “identificare in una fase precoce se alcuni dibattiti di natura politica tra i frequentatori di social media e blogs siano potenzialmente suscettibili di attrarre l’interesse dei media e dei cittadini“.

La spesa per “l’analisi qualitativa dei media” dovrà essere aumentato di £ 1.700.000. La maggior parte del costo dovrà essere sostenuto dai bilanci esistenti,  ma una quota pari a £ 787.000 sarà imputata all’esercizio del prossimo anno, nonostante le richieste che il bilancio comunitario rifletta le politiche di austerità nazionali.

Particolare attenzione dovrà essere prestata a quei Paesi che hanno sperimentato un aumento di euro-scetticismo” recita un documento riservato approvato l’anno scorso.

I portavoce istituzionali devono essere in grado di monitorare le conversazioni e i sentimenti del pubblico, sul campo e in tempo reale, per capire quali sono  gli argomenti di tendenza ed avere la capacità di reagire rapidamente, in modo mirato e pertinente, al fine di partecipare e influenzare la conversazione, per esempio, fornendo fatti e cifre che decostruiscano i miti“.

La formazione dei funzionari avrà inizio a fine mese.

Paul Nuttall, europarlamentare  dell’UKIP, ha contestato la proposta, sostenendo che viola la neutralità del servizio civile europeo, trasformando dei funzionari in una pattuglia di trolls dedita a operazioni di disturbo con indesiderati interventi politici di carattere provocatorio nei dibattiti in rete. “Spendere più di un milione di sterline per trasformare dipendenti pubblici in trolls su Twitter durante le ore di lavoro è uno spreco e una vera ridicolaggine“, ha detto. Trovo bizzarro che l’amministrazione UE possa assumere esplicitamente un tale ruolo politico con l’obiettivo di colpire gli Euroscettici – un termine che indica partiti come l’UKIP, e questo atteggiamento difficilmente potrebbe essere giudicato neutrale“.

Un documento riservato discusso da funzionari la settimana scorsa sembra ammettere l’esistenza del problema: “le linee che separano la comunicazione istituzionale da quella politica sono sottili“.
Funzionari parlamentari hanno rifiutato di commentare il documento riservato e la discussione in corso all’interno dell’amministrazione UE.

Un documento confidenziale, intitolato “Linee guida politiche per la campagna di informazione e comunicazione istituzionale” era stato approvato dall’ufficio amministrativo del Parlamento lo scorso luglio.
Il testo evidenzia un “acuto contrasto” tra la “crescente percezione di un welfare a rischio, aumento dell’insicurezza e instabilità finanziaria” e le promesse UE che garantivano “libertà, sicurezza e giustizia sociale con un prospero mercato interno“.
L’attuale crisi economia e finanziaria e l’alto tasso di disoccupazione, specie fra i giovani, comporta una diminuzione della fiducia da parte dei cittadini nella istituzioni europee … è evidente che l’immagine dell’Unione Europea ne soffre“, è scritto sul documento. “Per invertire la percezione che ‘l’Europa è il problema’ dobbiamo comunicare che la risposta alle sfide odierne è ‘più Europa’, non ‘meno Europa’.

I funzionari del Parlamento europeo sono specialmente preoccupati per il fatto che i nuovi poteri attribuiti ai deputati in forza del Trattato di Lisbona non hanno coinciso in un aumento di popolarità, visto che l’affluenza alle urne è andata progressivamente scemando rispetto alle prime elezioni di 34 anni fa. “Maggiori poteri corrispondono a maggiore influenza, responsabilità e trasparenza, il che dovrebbe tradursi in maggiore visibilità, credibilità e migliore reputazione“, sostiene il documento. “Al di là della storia di indiscutibile successo dell’integrazione europea, l’immagine dell’Unione Europea e del Parlamento presso il pubblico è piuttosto carente, come le cifre di affluenza al voto, in costante declino dal 1979”.

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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5 risposte a Trolls comunitari

  1. sporchibanchieri ha detto:

    Il bello è che spendono fiumi dei nostri soldi, oltre che per formare e fomentare trolls, pure per inculcarci a forza la “cultura europea”: http://sporchibanchieri.wordpress.com/2013/02/28/troll-europei-arrivano-gli-eurodisinformatori/

  2. leprechaun ha detto:

    Prepariamoci a fargli un sedere così … scusate il francese

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