Ert, la Rai greca.

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La notizia (TGCOM24)
Il governo greco ha annunciato la chiusura della tv pubblica e il conseguente licenziamento di tutti i suoi 2.800 dipendenti. La decisione rientra nell’ambito del piano per il risanamento dell’economia concordato con la Troika (Fmi, Ue e Bce). Tra le misure sono previste anche le privatizzazioni delle aziende a partecipazione statale.

In segno di protesta contro la decisione del governo, le stazioni radio-televisive private hanno deciso di non trasmettere notiziari e telegiornali. Lo hanno annunciato le tre maggiori emittenti televisive private Antenna, Mega e Skai precisando che le trasmissioni dei notiziari riprenderanno a partire da mercoledì mattina. Nel frattempo anche i sindacati dei giornalisti della carta stampata stanno valutando la possibilità di eventuali iniziative di protesta, in segno di solidarietà per i dipendenti della Ert.

Già cessate le trasmissioni – In serata, dopo l’annuncio, i canali della Ert sono stati oscurati e il ripetitore principale situato su una montagna vicino ad Atene è stato neutralizzato dalla polizia. Lo riferiscono fonti sindacali. Con la chiusura dell’emittente pubblica sarà creato un nuovo ente radio-tv, non più a controllo statale, con meno personale. “E’ illegale. Il governo ha chiuso la principale emittente del paese: una mossa più simile a un governo Ceausescu che a una democrazia”, protesta Panayotis Kalfayanis, il leader del maggior sindacato greco dei dipendenti televisivi.

Il commento di un testimone (Yanis Varoufakis)
Per quelli di noi che sono cresciuti nella Grecia dei colonnelli neo-fascisti, nulla può risvegliare penose memorie come un moderno atto di totalitarismo. Quando lo schermo si è congelato, l’altra notte alle 23, come se un sinistro potere esterno avesse premuto un odioso tasto pausa, mi sono sentito trasportato negli anni ’60 e nei primi anni ’70, quando un’interruzione delle trasmissioni televisione o radio erano segno sicuro che un altro colpo di stato era in corso. La sola differenza è che ieri notte lo schermo si è bloccato sui giornalisti interrotti nel bel mezzo di una frase. Almeno i colonnelli avevano il buon senso di trasmettere la foto della bandiera greca, con sottofondo di marce militari…

Dopo che l’emittente pubblica si è congelata sullo schermo ho cercato quelle commerciali, pensando che una notizia del genere sarebbe stata registrata e commentata. Non una parola. Telenovelas, pellicole di serie B, cronaca. Tutto qui. Come se la chiusura immediata della ERT, il servizio pubblico radiotelevisivo, fosse un evento che non meritasse menzione alcuna da parte delle emittenti private. Poco dopo il telefono è squillato. Era una mia amica giornalista. “Vieni subito alla ERT. Si stanno radunando a migliaia. Sarà una lunga notte”. Così sono andato.

In effetti c’era già una folla. Le due corsie davanti all’edificio erano chiuse al traffico e la gente le riempiva. L’edificio continuava a essere occupato dallo staff, nonostante l’ordine della polizia di evacuarlo. Ogni studio era operativo, l’intero sistema funzionava. A parte che, naturalmente, il segnale era isolato dal mondo esterno, tagliato da tecnici che lavorano per un’altra parte dello Stato. Eppure, quelli della ERT erano riusciti a caricare un segnale TV su un vecchio trasmettitore analogico dismesso, almeno alcuni ateniesi avrebbero potuto ricevere.

In questa situazione, mi hanno spinto in uno studio, dove sono stato intervistato da un conduttore in tenuta perfetta, come se nulla fosse accaduto.

Ecco quanto ho detto: Credo di avere l’autorità morale per essere qui, a supporto della vostra causa e per censurare la barbara chiusura di ERT. Dico questo perché, come voi sapete, i vostri capi di governo mi hanno inserito nella lista nera di questa emittente da quando mi sono rifiutato di tacere in merito al fallimento della Grecia. Quella misura autoritaria era un preludio alla più clamorosa misura che stiamo vivendo stasera.

Non dico che ERT era una splendida organizzazione immune da censure, interferenze politiche o corruzione. Ma penso di avere l’autorità morale per essere qui stasera, di fronte a voi, e dire che nonostante tutte le sue manchevolezze il modo autoritario con cui ERT è stata chiusa è un crimine contro l’intero mondo civilizzato. Pensateci: il signor Rupert Murdoch e quelli come lui questa sera gongolano.

Chi può dire che lo smantellamento di ERT non sia la prova generale di un progetto che porterà alla privatizzazione della BBC, della ABC in Australia, della CBC in Canada eccetera?

Fuori, ho poi trovato migliaia di persone intorno agli eccellenti musicisti di ERT, che avevano improvvisato un emozionante concerto. Quando sono andato via, un paio d’ore più tardi, poco prima delle cinque della mattina, altre persone stavano arrivando.

Sarà questa la nostra piazza Taksim? Solo il tempo potrà dirlo.

Finora la sola certezza è che la Grecia è scesa di un altro gradino nella scala verso l’inferno.

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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3 risposte a Ert, la Rai greca.

  1. Gabriella Giudici ha detto:

    conclusioni condivisibili, purtroppo.

  2. Francisca Bravo ha detto:

    [?][?] Hola nene..Gracias por tenerme al corriente.Besitos

    Il giorno 12 giugno 2013 16:02, Mauro Poggi

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