Letterine

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Il Governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, avrebbe scritto una lettera al presidente cipriota Anastasiades chiedendogli di “lasciar lavorare in pace” il Governatore della Banca centrale di Cipro, Panicos Demetriades. Il condizionale è d’obbligo perché la notizia, attribuita a fonti definite ben informate, non ha ancora avuto conferma ufficiale, anche se significativamente la BCE si è rifiutata di commentare.

Il problema nasce dal fatto che la Commissione parlamentare incaricata di indagare sul recente collasso finanziario dell’isola starebbe valutando anche le eventuali responsabilità del Governatore. Il che ha una sua logica, dopotutto: se c’è una crisi sistemica e si vuole capire cosa diavolo è successo, bisognerà pur fare qualche domandina a chi ha l’incarico di sorvegliare il sistema. Un atto dovuto, quantomeno. O no? Mario Draghi pare non sia d’accordo, e avrebbe auspicato “meno pressioni” e “maggior rispetto per l’indipendenza” della Banca Centrale di Cipro.

A giudicare dalla poca enfasi che ha meritato, è probabile che la notizia si estingua rapidamente senza clamore.
Nel mondo dell’informazione l’importante non è ciò che importa ma ciò a cui si decide dare importanza, e tra i media del paradiso eurotico esiste la tacita convenzione per cui alcuni temi – quali fra gli altri sovranità e democrazia – vanno sempre derubricati a futilità. 

Questo spiega l’indifferenza che si osserva nei confronti di certe iniziative che in altri tempi avrebbero suscitato scandalo per le implicazioni autoritarie che comportano; e spiega anche la disinvoltura con cui esse sono portate avanti dal manipolo di tecno-burocrati che presiede alla governance europea senza alcuna legittimazione elettorale – gente che si è nominata e che mai è stata eletta.

L’iniziativa di Draghi, nel caso specifico, vede il capo di un’istituzione privata (la BCE) scrivere al Presidente di una nazione  sovrana per ingiungergli di lasciare in pace un proprio collaboratore o collega, che quella stessa nazione ha sottoposto a legittima indagine. Un’ennesima prova che la democrazia, nella costruzione europea, sta patendo crescenti limitazioni, tanto più preoccupanti in quanto sono in pochi a preoccuparsene.

Ho provato a immaginare cosa sarebbe successo se il Presidente di una  certa repubblica , due anni fa, avesse risposto a una certa lettera della BCE reclamando meno pressioni e più rispetto per l’indipendenza del proprio Primo ministro…
Provate a immaginare anche voi.

Fonti:
AGI.it
Repubblica.it

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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2 risposte a Letterine

  1. cordialdo ha detto:

    Condivido perfettamente il tuo punto di vista. Quella lettera, integrale, quella vera,io due anni fa la commentai due anni fa anche se poi il ministro dell’economia dichiarò a “Servizio pubblico” che quella lettera nacque a Roma nell’ambito dello stesso governo che se la fece poi mandare. Ebbene quel ministro che oggi ha cambiato casacca NON E’ MAI STATO SMENTITO. Per quanto ci riguarda, anche con le iniziative di Monti, ci siamo consegnati con mani e piedi legati alle autorità non solo monetarie europee. Nel disinteresse generale. Grecia 2!!!

    • Mauro Poggi ha detto:

      Vero. Indifferenza e disinformazione hanno consentito alla classe politica la svendita della nostra sovranità, in spregio alla nostra Costituzione che ne consente solo la LIMITAZIONE, in condizioni di PARITA’ con altri stati e per finalità di PACE e GIUSTIZIA esclusivamente, mentre le finalità sottese alla costruzione europea – al di là dei proclami – sono solo economiche.

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