Di parroci e prefetti, di poteri e prepoteri.

Leggo su Vikipedia:

Nell’ordinamento amministrativo italiano il prefetto è un organo monocratico dello Stato, rappresentante del Governo nella provincia, preposto a un ufficio denominato prefettura-ufficio territoriale del governo, dipendente dal Ministero dell’Interno.
La figura del prefetto venne introdotta in Italia nel 1802, durante il dominio napoleonico, quale sistema di organizzazione dei poteri locali piramidale-gerarchico, che rispecchiava quello francese.
Con l’Unità d’Italia del 1861 “Il Prefetto rappresenta il potere esecutivo in tutta la provincia; esercita le attribuzioni a lui demandate dalle leggi, e veglia sul mantenimento dei diritti dell’autorità amministrativa elevando, ove occorra, i conflitti di giurisdizione…”.
In epoca fascista i prefetti furono uno degli strumenti di cui si avvalse Mussolini per la politica di centralizzazione e rafforzamento del potere esecutivo.
La Costituzione repubblicana del 1948 non nomina in alcun articolo il prefetto, perché non si raggiunse l’accordo circa il mantenimento di questa figura […] Con le grandi riforme del sistema amministrativo italiano degli anni novanta del XX secolo, la carico trovò la sua conferma definitiva, con l’inserimento organico nel nuovo sistema organizzativo dello Stato […]

Stranamente, non trovo nessun riferimento al periodo borbonico.

Qui il video del  prefetto di Napoli Andrea De Martino, che redarguisce il Parroco di Caivano Don Maurizio Patriciello mentre denuncia un ennesimo caso di rifiuti tossici.

 

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Informazioni su Mauro Poggi

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9 risposte a Di parroci e prefetti, di poteri e prepoteri.

  1. Della serie “pur di non guardare la sostanza spostiamo l’attenzione sulla forma”… penoso!

    • Mauro Poggi ha detto:

      Il parroco parla di amianto e altri rifiuti tossici, e quello si inalbera per una questione formale, peraltro discutibilissima: l’intento intimidatorio è evidente. Spero che questo video sia diffuso capillarmente.

  2. Mauro se non hai avuto modo di leggerlo, ti rimando qui http://liberthalia.wordpress.com/2012/10/20/signori-si-nasce/
    Che c’è da dire davanti alla prosopopea di chi fa pesare l’apparenza e l’etichetta ancor prima dell’essere?
    L’arroganza e la miseria umana di questo paese sono caratteristica che dimora in ogni settore. Partendo dal basso.
    Peccato che questi signorotti, in questo momento, appaiano totalmente fuori tempo.
    Fuori dalla nostra epoca e dalla storia. Così ci si augura.

  3. iraida2 ha detto:

    Ho conosciuto di persona don Maurizio, un prete, un uomo che svolge il suo ministero con passione e condivisione assoluta. Perciò Tutti dovremmo sentirci offesi per ciò che è accaduto.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Condivido. Basta guardare il video per rendersi conto della differenza abissale fra i due: il sacerdote che esprime grande empatia e dedizione, il funzionario pieno solo del vuoto della sua carica.
      Ieri sera ho sentito che ne parlavano anche ai TG. In ritardo, come al solito, e solo quando il rumore sul web fa sì che la notizia non possa essere più taciuta.

      • No Mauro è da 2/3 giorni che ne parlano i Tg (sentito personalmente su sky, la7 e canale 5)… ieri sera poi ne ha parlato anche Gramellini a Che tempo che fa. Forse inizialmente si era messo poco in luce che cosa chiedeva don Maurizio quindi solita attenzione sulla forma e non sulla sostanza 😦

        • Mauro Poggi ha detto:

          Grazie Anna. Evidentemente mi era sfuggito; ieri sera l’ho sentito su LA7 e il taglio sembrava quello di una notizia data per la prima volta.

      • Questa povera Italia è piena di nani che credono d’essere giganti.
        Così come è, fortunatamente, densa di grandi persone, spesso impegnate in prima linea con coraggio e la cui signorilità svela e smachera la bassezza e la pochezza di certi signorotti che hanno – come appare evidente – sbagliato epoca e collocazione storica.

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