La scortesia dei mercati

Di oggi la notizia che Angela Merkel ha attaccato i mercati finanziari:  “non sono al servizio del popolo”, ha sostenuto, aggiungendo  che negli ultimi cinque anni essi hanno consentito a poca gente di arricchirsi a spese della maggioranza.

Se qualcun altro oggi è caduto dal pero alzi la mano.

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Informazioni su Mauro Poggi

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9 risposte a La scortesia dei mercati

  1. Gabriella Giudici ha detto:

    eccone un’altra che tratta il suo pubblico come un dodicenne dell’ultimo banco: il pero si dovrebbe darglielo in testa.

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Carina, dove avere usati i “mercati” per costringere i paesi alle “riforme” che lei voleva. Lo ha fatto prima ancora che con i PIIGS, coi paesi dell’est europeo.
    Oggi supera a sinistra (si fa per dire) Draghi, che a Davos in gennaio a dichiarato che “i mercati sono uno straordinario motore di riforme”. Il bue dà del cornuto all’asino.

  4. Silvia ha detto:

    La caduta dai peri sta diventando il must del momento.

    Dopo aver bruciato oltre 2000 miliardi in questa inutile crisi e devastato l’economia reale di mezza Europa, l’altro ieri Draghi avrebbe detto:
    “Gli acquisti di titoli di Stato con scadenze fino a tre anni non vanno considerati come finanziamenti monetari ai Paesi. Io non sono un avvocato, ma l’acquisto di bond a breve rispetta l’interpretazione dei Trattati e non costituisce una violazione dello statuto della Bce”.
    http://icebergfinanza.finanza.com/2012/09/04/draghi-alice-e-i-titoli-di-stato-nel-paese-della-bundesbank/

    ps se transitate nell’eurozona, per la vostra incolumità, evitate di passare/sostare sotto i peri.

    ps 2 Mauro, era molto poetico il tuo post “Frammenti”, ma la parte delle torture ai gatti e agli uccellini è una mostruosità orribile. Scusa ma non riesco proprio a trattenermi dal dirtelo.

    Comunque, ecco uno dei ricordi più piacevoli della mia prima infanzia: le domeniche in bicicletta con la mia famiglia. Per i bambini di città, la bicicletta è pericolosa e quindi non ce l’hanno. Eppure ricordavo di aver avuto una biciclettina (blu con le rotelle) e sentivo ancora quella gioia incontenibile di pedalare felice tra vie insolitamente tranquille, ricordavo tante persone e tanti bambini sorridenti come me, tutti in bicicletta…
    Per anni mi sono chiesta se lo avessi sognato, poi ho scoperto che era la crisi del petrolio.

  5. Mauro Poggi ha detto:

    Ciao Silvia!
    In effetti sembra che le cadute dal pero stiano aumentando. Ieri ho sentito su Rainews (ma la frase non l’ho ritrovata sui media oggi) che Monti e Hollande avrebbero dichiarato che l’austerità non favorisce l’occupazione… Improvvise folgorazioni sulla via di Damasco? Può darsi. Ma potrebbe anche trattarsi di un cambio tattico dettato dalla consapevolezza che il dogma dell’euro come unica alternativa comincia a non essere più così facilmente propinabile, grazie alla contro-informazione degli economisti “non omodossi”, come dice Bagnai. Una pseudo-svolta gattopardesca, insomma. Staremo a vedere.

    PS – Sulle torture a gatti e passeri vorrei rassicurarti: ho usato il termine “tormentare” e non “torturare” perché l’esito di quelle attività venatorie era per lo più quello di far fuggire la bestiola di turno, importunata ma illesa, data l’imprecisione delle nostre armi. Sull’intenzione invece hai ragione: a volte eravamo spensieratamente crudeli, come sanno esserlo i bambini, o perlomeno come lo erano i bambini allora.

    • Silvia ha detto:

      Caro Mauro,
      sì anch’io penso a una pseudo-svolta gattopardesca, o a un po’ di bombola d’ossigeno per tenerci ancora in vita e spolparci fino all’osso…
      L’unica cosa certa è che non ho nessunissima fiducia in nessuna di quelle persone lì.

      ps Per fortuna le vostre armi erano imprecise! Sono una fanatica di animali e soprattutto di gatti. A volte penso che dovrei diventare vegetariana; la carne mi piace, ma non devo pensare cos’è, se no mi passa la fame. Però sono anche un po’ ipocrita perché ad esempio il coniglio e l’agnello mi rifiuto di mangiarli perché sono carini, il vitello mi fa più pena del tacchino, mentre i poveri pesci non mi fanno pena quasi per niente (a patto che non debba pescarmeli io). Non è che abbia molto senso questa divisione in creature di serie A, B, C…

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