Christine Lagarde e altri Vulcaniani

Recentemente Christine Lagarde, l’elegante direttrice del FMI, ha concesso un’intervista a The Guardian.
A questo link il riassunto, di cui traduco alcuni significativi passaggi:  christine-lagarde-salaire-depense-cout

In una intervista senza peli sulla lingua Lagarde afferma che per la Grecia è tempo di rimborso, e chiarisce che il FMI non ha intenzione di ammorbidire il pacchetto di austerità imposto al paese. Con linguaggio brutale… afferma che se i bambini greci soffrono per i tagli alla spesa ciò è responsabilità dei loro genitori, “che devono [incominciare a] pagare le tasse”.
Alla Grecia, che ha visto la propria economia crollare di un quinto da quando la recessione è cominciata, è stato imposto il taglio di salari, pensioni e spesa pubblica in contropartita dell’aiuto del FMI, dell’Unione Europea e della BCE. Alla domanda come poteva  non pensare alle puerpere prive di assistenza ostetrica, o ai pazienti che non possono ricevere farmaci salva-vita, la Lagarde ha risposto: “Penso di più ai piccoli alunni di una scuola in Nigeria, che fanno lezione per due ore al giorno sedendo in tre nella stessa sedia
[sic: sharing one chair for three of them] e che sono entusiasti di ricevere un’educazione. Ho sempre loro in mente. Perché penso che essi hanno bisogno di maggiore aiuto che la gente di Atene”. […] “Vuole sapere una cosa? Per quanto riguarda Atene, penso a tutta quella gente che cerca sempre di evadere le tasse”, […] Quando pensa ai greci privati dei pubblici servizi, Lagarde pensa “ugualmente” ai cittadini greci che non pagano le tasse […].”

Stefano Fait sul suo blog Verso un Mondo Nuovo ha scritto sull’argomento un bel post che consiglio di leggere, pieno come sempre di interessanti citazioni e links (un giorno dovrò decidermi a chiedergli come diavolo fa a gestire in maniera così efficiente il data base dei suoi appunti, che dev’essere considerevole).

Quelle che seguono sono invece le considerazioni che il post di Stefano mi ha suggerito:

Ciò che più colpisce dell’intervista non è tanto il contenuto (la sociopatia nelle istituzioni finanziarie è norma, non eccezione), quanto la forma. Il messaggio, nella sostanza, è lo stesso di sempre ed è riassunto dal noto postulato del Marchese del Grillo: “perché io so’ io e voi nun siete un cazzo”. Ma se ancora ieri si considerava che per farlo passare era necessario edulcorare il concetto con artifizi retorico-diplomatici, oggi questa esigenza è superata: un segno dei tempi. E sta qui forse l’aspetto più significativo dell’intervista. Dopo tre anni di crudele recessione non c’è più bisogno di indorare la pillola; conformemente alla dottrina della shock economy la gente ormai traumatizzata  non è più in grado di obiettare, ragionare, ribellarsi: a questo stadio tende ad accettare qualunque cosa. Allora non vale più la pena perdere tempo a camuffare i messaggi, anzi è bene che essi suonino chiari e inequivocabili.

Così l’affascinante, ultra griffata signora Lagarde, titolare di redditi, benefits e privilegi che a noi comuni mortali non è dato immaginare, può finalmente parlare di austerità con la leggerezza e l’inverecondia che le sono connaturate, a lei e a individui come lei, senza le quali il suo discorso non sarebbe così elegantemente, asetticamente tecnico.
spockL’empatia è un sentimento anti-economico, e – se vogliamo dirla tutta, anche un po’ plebeo. Quando essa afferma che pensa più ai bambini dell’africa sub-sahariana che non a quelli greci, ho il sospetto che ciò che intende dire in realtà non è che i primi sono in cima alle sue priorità e gli altri seguono, ma che tanto poco le vengono in mente quelli quanto meno ancora questi.

Il fatto è che i potenti, intesi come coloro che stanno al potere, non sono mentalmente attrezzati per potere immedesimarsi negli stati d’animo altrui. Essi sono come i vulcaniani di Star Trek, la cui cultura “è permeata dalla soppressione di tutte le emozioni e l’esaltazione della logica” (Cfr Wikipedia), e per i quali dare spazio a un qualunque turbamento può essere letale.

Se volete vedere un vulcaniano in difficoltà consiglio di dare un’occhiata  a questo video, che documenta la sofferta reazione di Monti alla domanda di Formigli “Presidente, a un suo figlio di vent’anni, laureato, che guadagna 5 euro l’ora in un call center con questi tipi di contratti, cosa direbbe? Vai via dall’Italia? O come lo convincerebbe a restare?”. Una domanda tutto sommato non particolarmente insidiosa, che avrebbe potuto dare luogo a una brillante replica di luoghi comuni e appelli retorici. Ma aveva due parole di troppo, “suo (di Monti) figlio”, che esprimevano un concetto in aperta contraddizione con quello di precario: un palese ossimoro, e gli ossimori appartengono alla poesia, non alla logica . L’assordante silenzio che ne è seguito, durato ben 10 secondi (pensateci:  per i tempi televisivi un’eternità), rotto peraltro dal giornalista,  non era per “cercare le parole” – come il primo ministro ha balbettato – ma per tentare di visualizzare un’immagine per lui del tutto inedita e inconcepibile, quella di suo figlio che fa un lavoro precario in un call center. mario-monti_t1

I vulcaniani, per definizione, non hanno figli afflitti da precariato; immaginarli tali anche solo per una mera ipotesi di scuola comporterebbe un coinvolgimento emotivo che potrebbe distruggere le loro certezze: un rischio che non possono permettersi di correre.
Il figlio di Monti non è precario in un call center; né i figli della Lagarde sono obbligati a sedere in tre nella stessa sedia in una scuola dell’Africa sub-sahariana, o soffrono come i bambini greci per i tagli alla spesa pubblica. Nemmeno per ipotesi. Non sono cose da vulcaniani, perbacco.

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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6 risposte a Christine Lagarde e altri Vulcaniani

  1. grandebeltazor ha detto:

    Reblogged this on Verso un Mondo Nuovo and commented:
    Mauro Poggi prende spunto da un mio post ed eccelle (anzi, surclassa ;o)!

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Pingback: Salvateci dai salvatori (e le vacanze in Grecia!) | quel che resta del mondo

  4. ipitagorici ha detto:

    Questa politica nei confronti della Grecia temo che avrà come effetto principale quello di consegnare il Paese a qualche dittatura (notare il clamoroso avanzare dei nazisti, proprio nazisti, in detto Paese)…

  5. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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