Il pareggio di bilancio e lo spareggio della democrazia (2)

Segnalo qui un bell’articolo di Lanfranco Turci su Micromega (No al Pareggio di Bilancio in Costituzione): stesso argomento a cui ho accennato alcuni post addietro ma sviluppato con ben maggiore competenza.

Come l’autore fa notare, nel 2010 un analoga proposta di riforma costituzionale – poi rigettata dall’amministrazione democratica – fu avanzata negli USA dai repubblicani, per impedire a Obama di usare il deficit di bilancio come strumento di stimolo economico. In quell’occasione vi fu un appello di cinque premi Nobel per l’economia (Kenneth Arrow, Peter Diamond, William Sharpe, Eric Maskin,  Robert Solow) insieme ad altri prestigiosi economisti, che metteva in guardia contro gli effetti negativi del vincolo, tanto in fase di recessione che di espansione economica.
Vale la pena osservare che con un tale vincolo Franklyn Delano Roosevelt non avrebbe mai potuto portare avanti il New Deal, quella politica keynesiana di spesa pubblica che rilanciò l’economia americana a partire dal 1933 consentendole di uscire dalla crisi che imperversava da quattro anni.
Un conservatore come l’inglese David Cameron ha commentato, umoristicamente, che provvedimenti del genere equivalgono all’abolizione per legge del pensiero di Keynes.

E tuttavia oggi questa riforma verrà votata in via definitiva, a maggioranza qualificata per evitare la forca del referendum confermativo, in omaggio a quell’ideologia del rigore, sostenuta dalla politica tedesca e dalle tecnocrazie europee, che da tre anni a questa parte viene portata avanti con inflessibile pertinacia, nonostante il disastro dei risultati fin qui ottenuti suggerirebbe un deciso cambio di rotta.

Questo avviene – riflette Turci – nel “… silenzio corale che ha accompagnato questo processo di modifica costituzionale in corso ormai da sei mesi, mentre in altri paesi europei su questi temi e sul connesso Fiscal Compact si stanno sviluppando discussioni e confronti assai vasti e in Francia si gioca la stessa campagna elettorale per le presidenziali. Questo fatto lascia allibiti. In un Paese come il nostro in cui su questioni di chiacchiericcio politico si fanno spesso campagne di stampa ampiamente sopra le righe, su un tema di così rilevante portata, che tocca un cardine della Costituzione e la strumentazione della politica economica presente e futura, il silenzio è totale. Questo mi fa pensare che, da un lato, in buona parte dei parlamentari, soprattutto fra quelli del centro-sinistra, non ci sia affatto la consapevolezza di ciò che si sta approvando. Dall’altro lato che operi un silenzio interessato dei grandi mezzi di comunicazione, il cui orientamento politico-culturale è ampiamente a favore della politica neoliberista e del governo Monti. In sostanza, siamo a metà strada tra l’incultura e il calcolo politico”.

Quanto alla consapevolezza da parte dei parlamentari, di ogni schieramento, osservo che all’ultimo passaggio alla Camera il 6 marzo scorso, durante la discussione erano presenti in aula ben 9 (nove) parlamentari; tutti gli altri sono rientrati dalla buvette solo al momento del voto, in tempo per assicurare la maggioranza dei due terzi che la natura del provvedimento esige, pena referendum confermativo.
Quanto al silenzio interessato dei grandi mezzi di comunicazione mi astengo dal commentare, potrei essere tacciato di complottismo. E’ pur vero che da giorni essi sono impegnati nel riferire sull’unico argomento veramente cruciale per i destini del Paese: i diplomi del Trota e i bodyguards della Rosy Mauro.

Nel frattempo il presidente Napolitano oggi ci fa sapere che “…lo assilla il rilancio della crescita produttiva e occupazionale… i dati sono allarmanti… c’è urgente bisogno di dare maggiore attenzione al disagio sociale… Non basta invocare la crescita… occorre una molteplicità di azioni, con impegni di imprese e iniziative pubbliche”.
Benvenuto fra noi mortali, Presidente!
.

Annunci

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
Questa voce è stata pubblicata in Società e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Il pareggio di bilancio e lo spareggio della democrazia (2)

  1. bortocal ha detto:

    su QUESTO tuo post sono completamente d’accordo.

    hai il testo dell’articolo?

  2. Sulla competenza, in merito, dei nostri politicanti possiamo stendere tranquillamente un velo pietoso e sul resto pure… non ho più parole, vedo solo le difficoltà del vivere quotidiano che stanno aumentando in maniera esponenziale insieme all’egoismo dell’essere umano. Si sa i topi sono i primi ad abbandonare la nave che affonda. Oggi ho molta amarezza perché, come Napolitano, mi sono resa conto (dopo una breve illusione) che è tornato l’inverno 😦

  3. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. grandebeltazor ha detto:

    Reblogged this on Verso un Mondo Nuovo and commented:
    “Non ho mai smesso di pensare che anche i tempi devono adattarsi ai diritti e starò sempre con chi lotta perché questo accada”.
    Giuliano Amato, marzo 2012

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...