Il pareggio di bilancio e lo spareggio della democrazia

Non sono un entusiasta di Paolo Ferrero, ma questa volta trovo che la ragione di questo suo appello è sacrosanta.

Secondo il dettato di tecnocrati europei privi di ogni legittimazione democratica, verrà acquisito in Costituzione un principio di economia neo-liberista la cui ottusa applicazione finora ha avuto conseguenze devastanti (vedi alle voci: Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia…).
La modifica (salvo sussulti di decenza, al momento non prevedibili) verrà approvata da almeno i due terzi del Parlamento, auspici e complici Napolitano e Monti, così che il popolo sovrano, ormai popolo bue,  non abbia la possibilità di esprimersi per via referendaria.
Questo è a mio parere criminoso, e accadrà con la connivenza dei media che provvederanno a distrarci con ponderose riflessioni etiche sul calcio scommesse o pruriginosi dettagli sul cerchio magico bossiano, abbandonando alla totale inconsapevolezza la maggioranza dei cittadini. Quelli che poi dovranno sopportarne le conseguenze, come del resto han fatto finora.

AAA democrazia cercasi.

.

Advertisements

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
Questa voce è stata pubblicata in Società e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

22 risposte a Il pareggio di bilancio e lo spareggio della democrazia

  1. bortocal ha detto:

    caro Mauro,
    io quando sento parlare di democrazia in Italia, un poco mi incazzo, un poco mi scappa da ridere.

    decidiamoci una volta per tutte, per favore: questo Parlamento è legittimo? è stato eletto con una legge democratica, oppure con una legge che la stessa Corte Costituzionale ha criticato?

    no? e allora la legittimazione democratica di Berlusconi non era maggiore di questa; e allora come mai non ho mai sentito usare questo argomento contro di lui? era meglio essere governati da cricche che si facevano gli interessi loro? e poi Berlusconi non cercava comunque di seguire egualmente (e come avrebbe potuto fare altrimenti?) i dettati della Banca Europea?

    sì, invece? come del resto dobbiamo dire almeno sul piano formale? e allora in ogni caso sarà lui ad approvare queste modifiche, come è lui che dà la maggioranza per governare a Monti, e allora di che cosa stiamo parlando?

    non è neppure propriamente legittimo, come penso io? e allora andiamo semplicemente a guardare, per avere una bussola, alle tendenze dell’opinione pubblica, presso la quale Monti gode di 20 punti di consenso di più di Berlusconi.

    chi critica Monti con l’argomento della mancanza di democrazia, gode di un consenso maggiore del suo, che comunque, a quanto pare, supera il 50%?

    se la risposta è no, accantoni questo argomento, per favore: è molto irritante per l’opinione pubblica, e potrebbe ritorcersi contro…

    non dico che manchino gli argomenti per criticare Monti, e qua e là io mi esercito nell’arte sul mio blog, ma non sono questi.

    la settimana scorsa la Spagna non è riuscita a collocare sul mercato tutti i suoi titoli pubblici, e la crisi si sta riaffacciando in Europa; alla City fervono le simulazioni sul crollo dell’euro.

    siamo credo abbastanza d’accordo che non riuscire a collocare i titoli del debito pubblico significa far saltare pensioni e stipendi pubblici da subito, vero?

    la giusta politica economica è quella di stampare euro e di scontare un crollo del suo valore, come predicano alcuni economisti? sarebbe un risultato solo un poco più graduale, ma identico.

    anche perché provocherebbe la fuga degli investitori e dunque la necessità di coprire tutto il debito con cata moneta, riducendo il valore reale di questa forse a un terzo, e costringendo la gente a vivere con un reddito più che dimezzato.

    Hollande in Francia propone di alzare le tasse sui grandi redditi, sono mosse non risolutive e più che altro dimostrative, ma in Italia nessuno ha il coraggio di farlo, a quel che so.

    Io penso che un prestito forzoso “di guerra” a carico dei capitali liquidi potrebbe ridurre in maniera sostanziale il peso degli interessi e del debito.

    ma continuare a raffigurare il presente prescindendo dai dati di realtà a me non pare costruttivo.

    ciao.

  2. stefano fait ha detto:

    Ferrero: visto 3 volte in TV, per 3 volte mi sono trovato d’accordo con lui. In Italia, e non solo in Italia, il buon senso è estremista.

    La democrazia dei sondaggi è esattamente quel che ci attende nel futuro. Perché votare se c’è un sondaggio indipendente, imparziale ed esatto (cf. gestito da un’Intelligenza Artificiale infallibile per definizione) che valuta il consenso dei grandi timonieri?

    • redpoz ha detto:

      @ stefano: sui sondaggi e la democrazia mi permetto di consigliarti l’ottimo libro di Gustavo Zagrebelsky “il ‘crucifige!’ e la democrazia”

      @ mauro: non a caso i tedeschi si confermano molto più svegli di noi…
      peccato che Monti, che certo queste cose le capisce, non alzi un dito per prevenire questo disastro!

      • Mauro Poggi ha detto:

        Già, chissà come mai… ma più che peccato per Monti, direi peccato per noi 😦
        PS – Non ho letto il libro di Zagrebelsky che suggerisci a Stefano, me lo noto anche per me.

  3. grandebeltazor ha detto:

    Reblogged this on Verso un Mondo Nuovo and commented:
    e poi parlano di democrazia. Ma è troppo tardi, ormai: non ce la faranno. La loro pretesa di poter cavalcare le grandi trasformazioni è sintomo del loro enorme distanziamento dalla realtà delle cose.

    • bortocal ha detto:

      queste affermazioni contrastano con la realtà dei fatti.

      il parlamento europeo, eletto democraticamente, ha una larghissima maggioranza filoeuropeista, e gli unici paesi che hanno rifiutato a suo tempo la Costituzione europea sono la Francia e l’Olanda.

      lasciamo questo tipo di argomenti alla Lega per favore.

  4. stefano fait ha detto:

    bortocal, vivi in una dimensione parallela in cui tutti gli Europei sono stati consultati? Io no.
    vivi in una dimensione parallela in cui l’Unione Europea opera democraticamente? Io no.
    vivi in una dimensione parallela in cui più grandi sono le dimensioni di un’entità politica maggiore è il suo tasso di democrazia? Io davvero no.
    A casa mia, prima di rigettare un’argomentazione, la si esamina nel merito, non per associazione.
    Se fosse anche un fascista a fare un’osservazione condivisibile, gliene darei atto.

    • bortocal ha detto:

      vivo nella realtà in cui gli europei sono consultati con elezioni democratiche (qualunque cose voglia dire questa parola, da criticare, ma questo è un altro discorso)
      e dove il consenso di Paolo Ferrero è tale che non gli ha consentito di entrare neppure in parlamento.

      a mio parere, meritatamente; e questo è tutto.

      quindi sentire Paolo Ferrero che si lamenta di un deficit di democrazia perché il Parlamento europeo non fa quello vuole lui, mi suscita una sghignazzata.

      li abbiamo già visti all’opera con Prodi, questi qua, quando lui faceva il ministro e l’oppositore del governo assieme, e la situazione attuale è in parte anche frutto delle loro scelte; ma vuoi che si assumano le loro responsabilità?

      loro sono appena nati ieri e sempre nuovi a ripetere le stesse quattro giaculatorie come se fosse la prima volta.

      io poi se mi trovassi a dare il mio consenso ad un fascista mi fermerei un attimo e mi chiederei, prima, con calma, dove sto sbagliando.

      ciao.

  5. Mauro Poggi ha detto:

    Caro Bortocal,

    Il mio è un discorso di democrazia in generale, non solo in Italia. A mio parere c’è una deriva autoritaria in tutta Europa: gli unici organismi che contano non sono eletti dai cittadini, e viceversa gli unici organismi eletti dai cittadini non contano. Quanto questo faccia ridere o incazzare dipende dalle diverse sensibilità e consapevolezze, ma allorché certe iniziative che decidono della sorte delle nazioni vengono portate avanti senza alcuna informazione per i cittadini, senza alcun dibattito, nel compiaciuto silenzio dei media, beh, a me questo fa incazzare. Su Maastricht e Lisbona non mi pare ci siano state molte possibilità di esprimerci, e quando in Grecia il precedente governo volle sottoporre a referendum le misure che venivano imposte a quel paese fu fatto saltare dall’oggi all’indomani. (Non è Giuliano Amato quello che ha esplicitamente affermato che il trattato di Lisbona è stato scritto in maniera volutamente incomprensibile, per scoraggiare chiunque, fra i cittadini normali, volesse metterci il naso?).
    Vogliamo parlare del trattato ESM? Quanti sanno cos’è? Che pensare di un organismo creato da personaggi senza mandato che si auto-attribuisce immunità impensabili in uno stato di diritto?

    https://mauropoggi.wordpress.com/2012/02/04/la-legge-delleclatanza-e-il-trattato-esm/

    Vogliamo parlare del fatto che in futuro le finanziarie dovranno essere sottoposte al placet del CME prima che al parlamento?

    Oggi ha avuto buon gioco il diffondersi del pensiero unico “bisogna ridurre il deficit” . La crisi dei subprime è improvvisamente diventata crisi del debito sovrano, e si individua nell’eccessivo debito pubblico la causa di tutto. Quando scoppiò la crisi finanziaria, furono altissimi i lai mentre gli impegni a rivedere le regole finanziarie si sprecavano. Da allora nulla è cambiato. Che è successo dei famigerati titoli tossici? L’attenzione si è spostata tutta sugli stati spendaccioni: riduciamo il deficit, austerità! Poco male se così si deprime ulteriormente l’economia con misure pro-cicliche; se un paese muore (vedi Grecia), e altri rischiano di seguire, tanto peggio: siamo alla schumpeteriana distruzione creatrice, ovviamente con il culo degli altri.
    E in nome di questo dogma si vuole mettere in Costituzione un principio, il pareggio di bilancio, che è solo espressione di una delle possibili interpretazioni economiche, non l’unica, legando i governi mani e piedi e impedendo loro di effettuare qualunque misura di rilancio dell’economia – come in effetti sta succedendo. Per capirci: con il pareggio di bilancio in costituzione Roosevelt non avrebbe mai potuto lanciare il New Deal:

    http://www.agi.it/economia/notizie/201203121235-eco-rt10085-crisi_appello_nobel_contro_pareggio_bilancio_in_costituzione

    Ci sono altre visioni economiche, oltre quella neo-liberista – soprattutto tenendo conto del fatto che essa – a mio parere – finora non ha fatto che peggiorare la situazione. Io, credo più a quella keyneisana, ma potrebbe anche starmi bene così, se solo potessimo esprimerci: dopotutto ognuno ha il diritto di impiccarsi all’albero che preferisce. Il problema invece è che non abbiamo nemmeno questa scelta, e questo a me fa incazzare.

    Il “prestito forzoso di guerra” che tu evochi mi fa venire in mente la discussione che abbiamo avuto un paio di giorni fa sull’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione, solo che stavolta le parti sono invertite. Davvero pensi che Monti abbia la forza per un provvedimento del genere? Hai presente cos’è successo sulle liberalizzazioni? Per carità. E per favore, lasciamo stare gli indici di gradimento: Berlusconi ne ha fatto il suo cavallo di battaglia, ma questa non è – ancora – una democrazia sondaggista. Non capisco poi il nesso fra legittimazione democratica di Berlusconi e quella di Monti: forse che la carenza di una giustifica la carenza dell’altra? E ammesso e non concesso che prima non si sia protestato (certo, non l’hanno fatto i partiti, conniventi, come non lo stanno facendo ora – a parte la Lega), dobbiamo continuare a non protestare?

    Dal mio punto di vista, il problema del deficit esiste solo perché non abbiamo una moneta sovrana, e gli stati devono approvvigionarsi sui mercati, quindi sono alla mercé della speculazione. Altrimenti non si capisce per quale motivo i nostri guai non ce l’hanno paesi come il Giappone o Stati Uniti o Inghilterra, tutta gente con un deficit altrettanto se non ancora più preoccupante.
    Sempre dal mio punto di vista, ciò implica che o si cambiano le regole all’interno dell’Eurozona, dando alla BCE lo stesso mandato che hanno la FED o le BC giapponese e inglese, o l’euro imploderà. Ovviamente è una convinzione che ho fatto mia dopo avere esaminato – al meglio per quanto mi è dato – le differenti scuole di pensiero in questi ultimi anni, quindi suscettibile di fallacia; ma mi conforta (per quanto possa essere confortante) il fatto che trovo sempre più economisti neo-liberisti entrare in questo ordine di idee.

    Circa la raffigurazione del presente prescindendo dai dati di realtà osservo che i dati purtroppo vanno interpretati, con gli strumenti a propria disposizione e con il filtro dei propri convincimenti.
    I dati sono incontrovertibili, le raffigurazioni che ne derivano sempre opinabili.
    La mia raffigurazione del presente mi induce a pensare che le politiche economiche messe in atto finora non ci hanno portato fuori dalla crisi, anzi ci stanno affondando ulteriormente. Gli Stati Uniti sembrano interpretare allo stesso modo, e ci raccomandano di dare finalmente spazio a politiche espansive (spesa a deficit), così come hanno fatto loro. Ma è un’interpretazione, quindi suscettibile di fallacia quanto qualunque altra, la tua compresa.
    Qui sotto un esempio di raffigurazioni divergenti di una stessa realtà:

    http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/07/per-quanto-ancora-dunque-abuserete-della-nostra-pazienza/

    PS: interessante discussione, al solito 🙂

    • bortocal ha detto:

      caro mauro (col fatto che ti chiami mauro anche tu, c’è un lavoro da fare a districarsi fra i commenti; chiamiami pure bortocal, quindi,aiuterà un poco le cose… 😉

      anche secondo me c’è un discorso generale da fare sulla democrazia, di cui non sono affatto entusiasta: ma va fatto a parte; io mi sto sforzando di rifletterci, ma non si può usare questo argomento in modo improprio per affrontare problematiche specifiche.

      siamo al punto in cui siamo, gravati da un debito mostruoso, ma non ho mai sentito nessuno lamentarsi mentre veniva accumulato, e – perdonami la supponenza – ma non riconosco a NESSUNO di coloro che non ha visto il profilarsi della catastrofe e ha anzi contribuito ad accrescere il debito l’autorità morale e politica di darci ricette oggi.

      se vuoi (ma non credo vorrai ::)) ti do i link dei miei post del 2006 e seguenti in cui ho ripetutamente lanciato l’allarme contro l’indebitamento progressivo sia americano sia nostro, e mi sentivo ed ero un cane sciolto, a dire quelle cose.

      e non per una particolare competenza economica, che non ho, ma per l’applicazione di un minimo di buon senso ai fatti.

      da tempo sostengo che questa non è una crisi ciclica, ma l’inizio del drammatico inevitabile ridimensionamento della specie umana e dell’abbandono del modello socio-economico del consumismo globalizzato; spero di sbagliarmi, ma la mia non è neppure una ipotesi tanto isolata, e comunque non vedo in giro tanta consapevolezza su questi problemi; è molto più bello lanciare slogan di politica economica immediata.

      un articolo di oggi evidenzia il profilarsi di una crisi cinese: la Cina si sta ancora espandendo, ma la sua stessa espansione la punisce con una forte inflazione, vicina all’8% per i generi alimentari.

      l’aumento dei prezzi degli alimentari è inevitabile nel prossimo futuro ovunque; persino la politica non inflattiva seguita dalla Banca Europea produrrà comunque una forte inflazione nell’area euro per il salvataggio delle banche di due anni fa attraverso la stampa, sia pure controllata, di carta moneta.

      ci attende un futuro con più tasse, meno reddito e inflazione crescente, cioè un futuro di impoverimento che si allargherà presto dall’Europa anche ai paesi emergenti; in poche parole per molti che non l’hanno mai provata arriverà la fame, di cui comincia a fare assaggio la Grecia per la sua parte di popolazione più povera.

      ma chiudiamo con questi discorsi di prospettiva globale che ai miei occhi rendono pooco credibili in questo contesto le prospettive neo-keynesiane.

      in ogni caso: le politiche espansive funzionano evidentemente solo dove c’è una espansione della produzione e dei consumi, altrimenti producono solo inflazione, cioè redistribuzione interna del reddito a sfavore dei redditi fissi e a vantaggio dei ceti speculativi.

      e considerando i risultati di quel poco di inflazione che c’è già adesso, non mi pare proprio il caso di aumentarla; salvo, naturalmente, che non si sostengano gli interessi dei ceti che da un contesto inflattivo possono guadagnare posizioni.

      tu ritorni al tema democrazia, e sia: ma la democrazia si misura in parlamento o dove? ma questo parlamento fa comunque schifo a me, oppure nelle grandi tendenze dell’opinione pubblica.

      altrimenti lo misureremo alle prossime elezioni (sempre che nel frattempo ci diano una legge elettorale decente).

      comunque la democrazia è una foglia di fico: la gente vota sempre chi deve votare, perché quello è l’equilibrio dei poteri reali che contano, e quando disobbedisce (Prodi 2006) è anche peggio.

      se Monti si presenterà alle elezioni, la gente brontolerà, ma lui piglierà molti più voti di Berlusconi, la struttura del potere mica è cambiata: chi ha messo su Berlusconi e Bossi non è mica ancora al comando?

      le proposte come il prestito forzoso o altre misure di politica economica innovativa io le scrivo per la sinistra, non certo per chi ha messo al potere Monti, e senza nessun ottimismo della volontà tranne quel poco che occorre per continuare ad imbrattare uno schermo (e neppure è detto che duri, dato che mi pare la diagnosi di narcisismo alla fine prevalga sul contenuto reale di utilità dello scrivere un blog).

      vedo che la storia della moneta sovrana ha contagiato te, mi cadono del tutto le braccia, e lascio perdere.

      davvero tenere un blog è un esercizio fine a se stesso (parlo solo per me, naturalmente).

  6. stefano fait ha detto:

    Mauro, nel caso in questione (quello del mio link), più che la divergenza delle raffigurazioni del dato empirico, sottolinerei l’evidente manipolazione della realtà.
    Siamo ancora allo stadio in cui molte persone hanno capito che chi comanda peggiorerà le cose, ma fanno fatica ad accettare l’idea che lo stiano facendo deliberatamente “Ordo ab Chao”), ossia che siano lucidi pianificatori, non fanatici in preda a monomanie. Questo avviene, a mio avviso, a causa di una vena infantile che c’è in tutti noi e che ci spinge a proiettare sui governanti la fiducia che riponiamo nei nostri genitori. L’ho chiamata “angelismo” (“certe cose non le potrebbero mai fare”). In realtà dovrebbe essere chiaro a tutti che chi agogna il potere è moralmente corrotto prima ancora di conquistarlo. Solo la rimozione della consapevolezza di quale sia la nostra natura (una delle nostre nature) ci impedisce di tenerlo a mente.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Hai ragione. Manipolazione e angelismo: credulità (se lo dicono vuol dire che è vero, punto) e incredulità (non è possibile che siano in malafede). Ottima miscela per smettere di informarsi e delegare il proprio giudizio.

      Suggerisco questo bel video di Winterbottom, tratto da Shock Economy di N: Klein, per chi non avesse tempo o voglia di leggere il libro.

  7. stefano fait ha detto:

    preciso che non intendo dire che tutti i politici sono necessariamente corrotti, ma quasi certamente lo sono tutti quelli che smaniano per conquistare il potere (cf. cosa hanno fatto Sarkozy e la Merkel per arrivare dove sono arrivati).
    Chi in politica ci entra per porsi al servizio della collettività è chiaramente una persona encomiabilissima.

  8. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  9. Mauro Poggi ha detto:

    Caro Bortocal,
    Abbiamo approcci diversi, sia per quanto riguarda la valutazione della democrazia in essere sia per quanto riguarda i provvedimenti economici in atto ormai da tre anni.

    Prendiamone atto. Il tempo dirà, e mi sa che non dovremo aspettare tanto; per ora vedo che non riusciremmo a far altro che ribadire i nostri rispettivi punti di vista, che ormai conosciamo.

    Non condivido praticamente nulla dei tuoi commenti, tuttavia li ho letti con interesse e senza che le braccia mi cascassero… Mi spiace che a te sia successo.

    • bortocal ha detto:

      come vedi non dobbiamo neppure aspettare molto.

      ora che gli investitori internazionali sono in fuga dall’euro di nuovo e lo spread risale, secondo te la soluzione, parlando seriamente, quale è? stampare euro?

      • Mauro Poggi ha detto:

        No, va bene continuare con le misure di austerità.

      • bortocal ha detto:

        no, neppure, di certo!

        lo vedi che occorre il prestito forzoso o comunque un fortissimo prelievo coatto da chi i soldi li ha? 🙂

        la proposta è di Amato, mica mia, del resto.

        e poi che cos’è questa illusione di uscire dalla crisi senza far pagare a nessuno i suoi costi?

        e su chi li debba pagarte credo che potremmo ritrovarci d’accordo aldilà di ogni altra divergenza…

  10. redpoz ha detto:

    sul punto della riforma costituzionale sono totalmente d’accordo con te: inserire il pareggio di bilancio in Costituzione è una fesseria estremamente dannosa.
    Rende la Costituzione ancor più rigida di quanto già non è, e questo in una materia ove occorre essere saggiamente ed oculatamente flessibili.
    Cosa accadrà ora se un governo dovesse sforare? Ricorso alla Corte Costituzionale? Che assurdità giuridica!
    Bilancio approvato con legge costituzionale? Ma così ci vincoliamo ad un eterno esercizio provvisorio, l’esatto contrario di quanto ci serve per rilanciare l’economia!

    No, questa è vera ottusità… neanche la Germania, che io sappia, ha un principio simile nella Grundgesetz!!

  11. stefano fait ha detto:

    A proposito dell’Unione Europea, riporto il commento di un lettore del mio vecchio blog, Mario Giuliano:
    “Il tuo pezzo è largamente condivisibile nelle sue conclusioni e anche i paragoni con gli Stati Uniti e la Svizzera sono interessanti. Quello che manca è forse una carrellata della storia della costruzione dell’Unione Europea e delle sue implicazioni di diritto costituzionale. La Comunità Europea nasce con competenze molto ristrette (energia atomica, carbone e acciaio, commercio) tra un gruppo ristretto di appena sei Stati. Fin dall’inizio la dottrina evidenzia e critica il carattere antidemocratico della struttura dell’organismo internazionale, anche se ciò non preoccupa date le ristrette competenze. Questo mantra viene poi ripetuto per più di mezzo secolo senza che nessuno faccia nulla di sostanziale per cambiare le cose, finché esteso il numero dei paesi a più di venti, e con il numero dei paesi anche delle competenze, la soluzione diventa quella di introdurre il voto a maggioranza ponderata che consente a pochi paesi grandi con l’alleanza di alcuni piccoli, di imporre con la prepotenza il loro volere a tutti. Al tempo stesso al Parlamento Europeo, che comunque è poco rappresentativo essendo i suoi membri troppo poco numerosi per rappresentare centinaia di milioni di persone di più di venti paesi, vengono attribuiti alcuni diritti di voto che però risultano pressoché cosmetici. Detto questo fare dei paragoni con le confederazioni e le federazioni del passato è forse fuorviante dal momento che la Comunità Europea parte in sordina come un organismo internazionale che è molto meno di una confederazione, e mira però ormai chiaramente a diventare una sorta di federazione molto accentrata senza i necessari passaggi costituzionali (id est assemblea costituente), ed anzi coartando surrettiziamente, e con profili penalmente rilevanti per praticamente la generalità dei politici europei coinvolti, le costituzioni dei singoli paesi, cioè in definitiva la loro storia. In tutti gli ordinamenti degli stati europei ci sono norme che puniscono severamente questo genere di comportamenti come attentato alla Costituzione o Alto Tradimento. E questo non si fa per dabbenaggine o inconsciamente ma dolosamente. Infatti dopo il fallimento della ratifica della Costituzione Europea, che peraltro era stata redatta in modo scorretto dal punto di vista costituzionale, senza una assemblea costituente, si è infatti esplicitamente inteso reintrodurne i medesimi contenuti con il Trattato di Lisbona, senza dare voce ai popoli (tranne l’infortunio irlandese poi bypassato con un secondo referendum). Naturalmente i perpetratori di questo crimine ai danni dei popoli europei, della loro storia e della loro cultura, si giustificano ammantando tutti i loro turpi atti della glassa dolciastra e nauseabonda della missione di pace: è grazie all’Unione Europea che i popoli europei sono in pace dal 1945, dicono. Affermazione di cui è facile misurare non solo la falsità ma anche la stupidità semplicemente passando in rassegna tutte le guerre, di vario genere, combattute dal 1945, e alle quali gli europei hanno dato, in un modo o nell’altro, il loro contributo”.

  12. Mauro Poggi ha detto:

    @ Redpoz:
    Credo che il pareggio di bilancio in Costituzione sia una misura fortemente voluta da Angela Merkel e dal suo astioso ministro delle finanze Schäuble, come misura precauzionale nei confronti delle cicale euro-suddiste. Ironia vuole, secondo quanto ho letto da qualche parte (ma non trovo più l’articolo), che difficilmente la cosa passerà in Germania, dove a quanto pare esiste un parlamento meno distratto che da noi.

    @ Stefano:
    potresti passarmi il link al post cui fa riferimento il commento?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...