Dacci oggi il nostro suicidio quotidiano

“Il governo Tsolakoglou ha cancellata ogni traccia della mia sopravvivenza, basata su una pensione molto dignitosa che io da solo per 35 anni avevo pagato, senza alcun aiuto dallo stato. E poiché la mia età avanzata non mi permette una reazione più dinamica (benché se un greco imbracciasse un kalashnikov io lo seguirei), non vedo altra soluzione che quella di porre fine alla mia vita in maniera dignitosa, per non dovermi trovare a rovistare nei cassonetti della spazzatura alla ricerca di cibo. Io credo che i giovani senza futuro un giorno prenderanno le armi e impiccheranno i traditori di questo Paese in Piazza Syntagma, proprio come fecero gli italiani con Mussolini nel 1945”.

Questo è il testo della nota trovata sul corpo di Dimitris Christoulas, l’uomo di 77 anni suicidatosi il 4 aprile in Piazza Syntagma (Athens News).
(Il Georgios Tsolakoglou, citato nel biglietto al posto dell’attuale primo ministro Luca Papademos, fu a capo del governo collaborazionista durante l’occupazione nazista negli anni della seconda guerra mondiale).

Dimitri Christoulas apparteneva al movimento di protesta “Non Pago”, ma prima di suicidarsi aveva saldato tutti i suoi debiti, per non lasciarne ai figli.
E’ stato calcolato che in Grecia i suicidi per motivi economici, dal 2009, sono quasi duemila, alla bella media di 1,5 al giorno, tutti i giorni, fine settimana compresi.

Leggevo stamattina, su Wall Street Italia, che in Italia i suicidi riconducibili alla crisi,  dall’inizio dell’anno, sono già sedici.  Stasera (RaiNews24) la notizia che un artigiano di Savona, 52 anni, si è suicidato impiccandosi nell’appartamento che stava ristrutturando.
Diciassette.

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PS.  Naturalmente il riferimento al kalashnikov è stata scrupolosamente taciuto dai nostri media, televisivi e cartacei, come fa notare la brava Debora Billi:

http://crisis.blogosfere.it/2012/04/suicidio-grecia-il-pensionato-invocava-il-kalashnikov-censurato.html

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4 risposte a Dacci oggi il nostro suicidio quotidiano

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. grandebeltazor ha detto:

    “I suicidi per motivi cosiddetti economici sono in terribile aumento. Nelle ultime ore si sono aggiunti due nuovi drammatici casi, quello di un imprenditore di Milano che aveva fatto fallimento, lasciato dalla moglie, si è impiccato, e quello di un altro imprenditore, questa volta a Roma, che si è sparato al petto. La sua azienda era in fallimento. Quasi ogni giorno negli ultimi mesi il bollettino dei suicidi per motivi economici fa registrare un nuovo episodio. La Cgia, Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre, ne ha fatto uno studio e rivela che dal 2008 al 2010 i casi di suicidi sono aumentati del 24,6%: dentro ci sono gli imprenditori, manche i lavoratori dipendenti e i pensionati. Aumentano anche se in misura minore i tentativi di suicidi, sempre per lo stesso motivo: un aumento del 20%. La crisi economica spazza via dunque non solo posti di lavoro, ma anche vite umane. Il documento fornisce cifre drammatiche: nel 2008 si sono registrati 150 suicidi per ragioni economiche; nel 2010 la cifra era cresciuta sino a toccare i 187 casi. Commenta la situazione il segretario della Cgia, Bortolussi, dicendo che dopo gli ultimi gesti estremi registrati, è necessario intervenire con misure di emergenza. Se è vero che c’è un effetto imitazione, spiega, nell’alto numero di suicidi che si susseguono quasi ogni giorno, è anche vero che a scatenarli è la crisi economica. “La sua gravità ha suscitato in molti piccoli imprenditori la perdita di sicurezza, solitudine, disperazione e ribellione contro un mondo che si sta rivelando cinico e inospitale” dice Bortolussi. L’Associazione di Mestre, dice, si è già attivata anche a livello nazionale come a quello regionale. L’idea è stata quella di dar vita a un fondo di solidarietà con l’intento di fermare i suicidi tra i piccoli imprenditori. L’ultimo caso dicevamo si è registrato a Roma: Mario Frasacco, 59 anni, titolare di una azienda specializzata in costruzioni di alluminio, si è sparato nel suo appartamento. Ha trovato il corpo il figlio di 19 anni. L’uomo ha lasciato una lettera in cui ha spiegato i motivi del suo gesto. Nella lettera chiede scusa e fa riferimento alla crisi: la sua azienda infatti sta rischiando di fallire, con diciannove operai in cassa integrazione. Solo lo scorso 2 aprile un’altra persona si era impiccata sempre a Roma, un artigiano di 57 anni. La sua attività era fabbricare cornici, il suo negozio era molto conosciuto nel centro storico della capitale. Anche lui è stato trovato dal figlio, impiccato a una trave del suo negozio. Anche per lui una lettera di addio: problemi economici insormontabili, ha scritto”.
    http://www.ilsussidiario.net/News/Lavoro/2012/4/5/SUICIDI-Cgia-di-Mestre-aumentati-del-24-6-per-colpa-della-crisi-economica/265026/

  3. redpoz ha detto:

    wow, che nota forte!
    Piuttosto del riferimento a Mussolini forse avrebbe dovuto pensare a Ben Alì: la rivolta (come previsto da uno studioso francese) è nata proprio da disoccupazione+ giovani.
    Tendenze che si stanno sviluppando anche in Sud Europa… qualche spiraglio?
    Le scelte, =imposizioni, per la Grecia sono state chiaramente deleterie e salvo una rapida ripresa (di cui non vi sono segnali) la situazione si aggraverà ulteriormente.

    Tutti questi suicidi sono una tragedia, nel senso più profondo del termine: sono esistenze messe di fronte a nessuna soluzione. Questo mi sembra totalmente inaccettabile, ne va della dignità delle persone, degli stessi diritti umani!

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