La democrazia non retroattiva

“Il governo Monti decide di cambiare le regole in materia di lavori pubblici e studia un provvedimento simile a quello introdotto in Francia nel 1995 che, assicurano gli esperti, ha ridotto dell’80 per cento la conflittualità riguardo alla realizzazione di progetti che hanno un impatto ambientale” (Corsera 4 marzo 2012).

Finora il leitmotiv era: se ne è discusso per anni, in tutte le sedi, a ogni livello, e democraticamente; ora però basta, è tempo di procedere. La decisione del governo pare implicare invece che la metodologia attuale non è poi così cristallina come si voleva dare a intendere, quindi le richieste di sospensione per aprire un tavolo di confronto reale sulla praticabilità dell’opera non sarebbero tanto pellegrine.
Ottimo!
Tuttavia Monti ribadisce “con piena convinzione, l’impegno per la realizzazione tempestiva dell’opera“. Ossia: è vero che le consultazioni sulla TAV sono state una buffonata, però le cose oggi stanno ormai così. Gracias y hasta luego.
Pessimo.

.

Annunci

Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
Questa voce è stata pubblicata in Società e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

2 risposte a La democrazia non retroattiva

  1. mondeban ha detto:

    Mauro, mi pare già un risultato il riconoscimento che serve una dialettica nuova tra istituzioni nazionali o europee e realtà locali, e non ci voleva poi tanto a guardarsi un pò in giro per capire come si diminuisce questo tipo di conflittualità (al solito ci si chiede, ma ci voleva Monti per capirlo?). Cambiare anche gli accordi sovranazionali sulla TAV in corsa, evidentemente non si può proprio fare, immagino per accordi molto vincolanti presi dai governi precedenti.

    • Mauro Poggi ha detto:

      Per quanto riguarda l’ineluttabilità del proseguimento lavori, ti rimando alla clausola di salvaguardia nell’accordo Italia-Francia, di cui ho parlato in un mio precedente post, e allo stato attuale dei lavori, di cui tutto si può dire salvo che “siano in corsa”. Del resto non sono solo i valsusini a chiedere una sospensione di riflessione, ma un congruo numero di professori universitari (vedi appello dei 360 a Monti).
      Inoltre, anche se non ho ancora potuto trovare fonti dirette, ho sentito diversi studiosi – Luca Mercalli è il primo che mi viene in mente, ma anche Marco Ponti – affermare a più riprese che contrariamente alla vulgata dei ProTav in Francia la Torino-Lione è ferma e non è nella loro lista dei lavori prioritari.
      Circa il passo avanti che implicherebbe il riconoscimento che occorrono nuove procedure di consultazione, osservo che se non se ne traggono immediate e coerenti conseguenze ciò diventa solo motivo di ulteriore frustrazione per chi, a torto o a ragione, ritiene che le procedure in essere lo abbiano penalizzato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...