To TAV or not to TAV (2)

Stefano Fait, sul suo bel blog Verso un Mondo Nuovo, fa il punto della situazione con diversi link ad articoli.
Fra gli altri, mi è sembrato di particolare interesse Metropolis – Bignamino no Tav, che riporta grafici e dati estremamente eloquenti.
Anche le 10 domande di Luca Mercalli valgono la pena essere lette.

Adriano Sofri, su Repubblica del 29 febbraio 2012 osserva, secondo me giustamente: “…se si stesse “serenamente” ai fatti, bisognerebbe riconoscere…che i fautori della Tav appartengono a quel partito trasversale e ingordo che si chiama Partito Preso. Il loro avverbio è: Ormai. Ormai, non si può che continuare. Lo ripetono, come per convincersene meglio. Lo direbbero, con la stessa inesorabilità, a proposito del nucleare, se non ci fosse stato l’incidente di Fukushima, e aspettano solo di ricominciare”  (cito sempre da “Verso un Mondo nuovo”).
Viene da chiedersi però quale sia la vera natura di questo Partito Preso. E’ solo testarda tracotanza o altri interessi, tanto irrinunciabili quanto indicibili, sono alla base di questo atteggiamento? (Vedi: Cado in Piedi, La ‘ndrangheta in Val di Susa e La Repubblica Torino Inchiesta Minotauro).

Aggiungo, per mio promemoria, due interventi di Marco Ponti, Professore ordinario di economia dei trasporti al Politecnico di Milano:
Solleviamoci – Alta velocità Torino Lione
Diksa53a – Occhio alle opere inutili
Marco Ponti sostiene che il traffico merci ferroviario è in declino su tutta l’Europa, salvo poche eccezioni:
“Basta guardare i dati ufficiali: è difficilissimo togliere il trasporto merci dalla strada. Basti pensare che già oggi i camion sono molto tassati e le ferrovie molto sussidiate, e ciononostante le merci viaggiano su gomma e non con i treni. Questo perché la ferrovia non è un sistema, il camion sì. Il tir fa il porta a porta, e quindi la ferrovia ha bisogno del camion, all’inizio e alla fine del viaggio. Questo rende difficilissimo portare le merci su treno, soprattutto quelle moderne: per carbone, mattoni, legname, il treno va benissimo, ma nel caso dei prodotti ad alto valore aggiunto tipo computer o vestiti firmati è impossibile portare gli industriali a questa soluzione”; e altrove ribadisce il concetto: “Devo ricordare che il nodo stradale è supertassato in tutta Europa, mentre il nodo ferroviario è super sussidiato e ciò nonostante il nodo stradale vince? Ma perché? Perché la gente è stupida e cattiva? No, perché probabilmente ci sono ragioni strutturali, per questo: abbiamo stili di vita e tipi di produzioni che non vanno più molto d’accordo con il nodo ferroviario”.

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Informazioni su Mauro Poggi

Fotodilettante Viaggiamatore
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2 risposte a To TAV or not to TAV (2)

  1. lordbad ha detto:

    Noi di Vongole & Merluzzi abbiamo invece provato a chiederci come finirà in futuro questa faccenda, a modo nostro, in forma letteraria…

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2012/03/03/2040-val-di-susa/

    Un saluto

    Vongole & Merluzzi

  2. Gabriella Giudici ha detto:

    To TAV or not to TAV, geniale, anche se l’alta velocità dona molte certezze: spreco, debito, malaffare ..

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