La Grecia, un laboratorio? oppure: La Grecia, un laboratorio.

Nell’ ultima puntata di Ballarò prima della pausa natalizia era stato presentato un cartello dove si leggeva che il rendimento dei titoli greci era ormai al 125%. Mi sembrava un tasso talmente enorme che avevo pensato a un refuso. Probabilmente, mi sono detto, quel tasso era riferito al montante, cioè l’ammontare dovuto per la restituzione di capitale e interessi: 100 + 25.  Un 25% di interessi,  anche se vertiginoso, forse ci poteva stare, viste le condizioni della Grecia.
Ieri però Floris è tornato sull’argomento, e il tasso indicato era diventato del 360% (!) … A questo punto non si poteva più trattare di un errore, ma  ho voluto comunque cercare conferme su Internet. Che ho puntualmente trovato (link).
Ciò significa che per ogni 100 euro di capitale preso a prestito, dopo 12 mesi ne dovranno essere restituiti 460. Sul lungo periodo le cose vanno un pochino meglio, perché sempre secondo Floris i titoli decennali greci rendono “solo” il 50-60%.
Non sono riuscito a trovare la composizione del debito greco, in termini temporali,  ma è chiaro che qualunque essa sia tassi del genere non sarebbero sostenibili da alcuno stato, tantomeno dalla Grecia, la cui agonizzante economia è stata strangolata definitivamente dalle selvagge manovre  recessive imposte da BCE e FMI.
Alcuni dati:
A settembre 2010 il debito pubblico greco era valutato intorno ai 340 miliardi. Se non vado errato, a novembre 2011 è stato raggiunto un accordo per ridurlo del 50%, quindi dovrebbe aggirarsi intorno ai 180-200 miliardi. Il deficit 2011 è circa il 10% del PIL, nonostante i tagli da macelleria sociale (qui in Italia il vero significato dell’espressione dobbiamo ancora conoscerlo), e il rapporto debito/PIL è balzato da 144% (2010) a 165% (2011). IL PIL 2011 è a –6% rispetto al 2010, che era –4,5% rispetto al 2009, che era –2% rispetto al 2008.
Due domande.
1) Il silenzio mediatico calato sulla crisi greca è preoccupante. Ogni giorno blaterano di spread Italia-Germania sopra i 500 punti e ci terrorizzano con lo spettro dell’insostenibilità di interessi pericolosamente vicini alla soglia dell’8%, ma nessuno dà l’allarme di quanto sta succedendo al nostro vicino. Anche nella trasmissione di Floris il dato non è stato nemmeno commentato. Perché? Forse per non far sapere in giro che le ricette di selvaggio taglio alle spese raccomandate da BCE e Germania sono criminalmente pro-cicliche anziché anti-cicliche, e per non farci sorgere il dubbio che tra poco toccherà anche a noi?
2) Che senso ha che la BCE presti la bellezza di 500 miliardi alle banche, al tasso dell’1% – senza condizioni – e lasci che un paese dell’Unione vada a cercare sul mercato i fondi per sopravvivere (per sopravvivere, non già per crescere, questo ormai è fuori portata) a tassi 360 volte più alti?

Poiché anche alla stupidità c’è un limite, e questo limite sarebbe ormai ampiamente superato, il mio preoccupato dubbio è che non si tratti di stupidità, ma del perseguimento di obiettivi diversi da quelli dichiarati.

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4 risposte a La Grecia, un laboratorio? oppure: La Grecia, un laboratorio.

  1. La spiegazione (cinica) è che essendo la Grecia già tecnicamente fallita non interessa più a nessuno. Non è utile alla sopravvivenza dell’Euro (mentre lo sono le banche), i suoi tassi di interesse non saranno realmente pagati visto che, come l’Argentina, i suoi creditori saranno costretti ad accettare almeno un taglio del 50% ed una dilazione nel tempo. Per quanto riguarda la parte “laboratorio/esperimento” non credo lo sia… per me è solo il frutto dell’ottusità tedesca.

  2. Mauro Poggi ha detto:

    Sei sicura che sia la Grecia a non interessare più a nessuno, o piuttosto che a nessuno interessi di far sapere cosa sta succedendo in Grecia? Anche perché dobbiamo pure ammettere che in questa situazione di non ritorno la Grecia non ci si è infilata da sola ma con la fattiva collaborazione di Germania, BCE, FMI & C: prima con soccorsi tardivi, poi con prescrizioni recessive.
    Ma anche ammettendo ciò, la domanda di cui al punto due rimane nei confronti dell’Italia, che per il momento almeno è considerata fondamentale per la tenuta dell’euro. E all’Italia sono state imposte ricette dello stesso tipo…
    Che le banche abbiano un urgente bisogno di migliorare il proprio “leverage” dipende dal fatto che con Basilea III è stato prescritto loro di valutare i titoli di stato posseduti non al costo nominale ma a quello di mercato, passando in perdita le svalutazioni derivate dalla sfiducia del mercato nei confronti di questi titoli. Prescrizione particolarmente penalizzate per le banche italiane. Da profano osservo che se la BCE si comportasse da prestatore di ultima istanza, come fanno FED, Banca d’Inghilterra o la banca centrale Nipponica, la sfiducia verrebbe meno ei titoli non avrebbero subito alcun deprezzamento; gli stati non pagherebbero un elevato premio-rischio, la BCE non avrebbe bisogno di prestare alle banche e probabilmente non avrebbe bisogno di acquistare titoli dagli stati, visto che il solo effetto annuncio basterebbe in sé a normalizzare i mercati.
    Osservo anche che a seguito di Basilea III Unicredit è costretta a lanciare un aumento di capitale in un momento proibitivo, perdendo in tre giorni il 50% e costando oggi dieci volte meno di quanto costava tre anni fa: un bel bocconcino per chi avesse voglia di far shopping.
    Non riesco a credere che tutto questo dipenda da ottusità.

  3. Per quanto riguarda la Grecia concordo su quello che hai scritto e cerco di spiegarmi meglio. La Grecia non interessa più a nessuno perché gli effetti del default sono stati già assorbiti dal “sistema” anche con un dispendio molto più alto di quello che si sarebbe avuto se la si fosse aiutata 2 anni fa. Come sai la Germania si oppose in parte per dare un esempio (non si poteva permettere che chi aveva imbrogliato fosse aiutato creando un precedente per i paesi europei meno virtuosi), in parte per interessi locali (elezioni, coinvolgimento di istituti bancari tedeschi possessori di debito greco). Al momento è ovvio che non si voglia fare troppo clamore su quello che realmente sta pagando la popolazione greca per la disonestà dei propri governanti e per l’ottusità tedesca. Io continuo a battere su questa cosa perché forse, ingenuamente, ritengo che la spiegazione sia proprio questa il non vedere oltre il proprio interesse locale. Tra l’altro essendo io un po’ tedesca 🙂 (quindi un po’ rigida) inizialmente ero concorde sul dover dare l’esempio però quando poi i fatti e l’evoluzione della situazione globale ha portato ad eventi alquanto devastanti ho capito che quella non era la posizione giusta per il bene comune (leggi Europa). Con questo voglio dire che la Merkel e la Germania si stanno rivelando molto più rigidi e ottusi di me, visto che continuano a mantenere la loro posizione. Sono/siamo consapevoli che se si chiederanno solo sacrifici per avere un pareggio di bilancio ma senza una crescita ci condanneranno ad una situazione simil Grecia che non servirà né al popolo italiano né al mantenimento dell’Euro. Quindi spero che in qualche modo si trovi una soluzione… come si dice la speranza è l’ultima a morire 🙂

    Anche la questione delle banche, come hai rilevato, dipende dalla cecità dei governanti europei nel non voler far diventare la BCE prestatore di ultima istanza,costringendo la stessa ad “inventarsi” delle soluzioni protempore, per dare “fiato” agli istituti bancari e reggere il sistema Euro. L’altra cecità viene delle strutture di controllo (leggi vari articoli su phastidio.net) che stanno costringendo le banche a ricapitalizzarsi in un momento in cui nessuno si fida di nessuno e c’è pochissima liquidità. Ribadisco per me è ottusità o altrimenti c’è un piano dei tedeschi per far crollare l’Euro… ma gli conviene? Sicuramente mi sfuggono tante cose, continuo a leggere tanti interventi ma non mi pare che uscire dall’euro darebbe ai tedeschi dei grandissimi vantaggi… non lo so.
    Se devo pensare ad una regia dietro all’attacco all’euro penso ai grossi istituti finanziari al di là dell’oceano, non ad Obama. Cmq chi vivrà vedrà… stiamo qui ad assistere sempre più sconcertati 😦

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