E’ la globalizzazione, bellezza!

A Mirafiori il Sì è passato al 54%. Un vero plebiscito, se pensiamo che Marchionne si sarebbe accontentato del 50% + 1 voto, e una svolta per le relazioni industriali in Italia che da oggi saranno finalmente adeguate ai tempi – Sacconi docet. (Il modello Pomigliano non poteva ambire a tale titolo perché era un caso specifico e non avrebbe fatto scuola – chi l’aveva affermato? Bonanni? Sacconi? non ricordo, forse mi sbaglio).

Da oggi i lavoratori possono contare su un aumento a regime di 360 euro annui, il corrispettivo della riduzione delle pause. L’equivalente di un caffé al giorno, anche se non avranno il tempo per berlo.

Hanno anche la possibilità di guadagnare “fino a” 3600 euro in più all’anno per effetto delle ore straordinarie che da 40 passano a 120. Ammesso che le lavorino tutte. Da cui comunque andrebbe dedotto il minor salario per la cassa integrazione eventuale, cui la Fiat potrà sempre far ricorso quando necessario: come a dire che questa settimana mi lavori 10 ore al giorno, ma la prossima te ne stai a casa.

Ma la modernizzazione ha vinto. Il costo del lavoro (sembra che quello diretto incida per il 7% sul prodotto – qualcosa come 700 euro ogni 10.000) sarà drasticamente ridotto (mezzo punto? un punto?) e la FIAT potrà vendere competitivamente, a prescindere dalla qualità intrinseca delle sue auto, che dipende esclusivamente dalla produttività dei lavoratori, non da ricerca e sviluppo.

Del resto lo sapevano tutti che il crollo delle vendite della FIAT, superiore sistematicamente di 10 punti a quello medio del mercato dell’auto, era dovuto al fatto che in catena di montaggio le tre pause fossero di 15’+15 ‘+10’. Ora che diventano di 10’+10’+10′ l’azienda avrà modo di sbaragliare tutti i concorrenti.

Tutti contenti, allora.

Marchionne si vedrà aumentare il bonus e potrà finalmente permettersi l’acquisto di un secondo maglioncino, come sogna da quando è entrato alla FIAT.

I politici (la cui latitanza ha scaricato su 5.000 lavoratori il peso di decidere quale futuro non solo per loro stessi ma per la nazione intera) possono tirare un sospiro di sollievo, magari accampare qualche merito, e dedicarsi a problemi più importanti, quali i bungabunga del Cav.

I lavoratori – in attesa che “a regime” si vedano aumentare la busta paga di 30 euro mese (pause), più eventuali 300 (straordinari) – usufruiranno per intanto di un anno di cassa integrazione straordinaria. A carico della collettività, non della FIAT.

E’ la globalizzazione, bellezza!

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